
Cesena ancora penalizzata nella distribuzione dell’acqua di qualità, a dispetto degli annunci del sindaco Continua a leggere
Pubblicato il 16 febbraio 2010 da Stefano Oronti

Cesena ancora penalizzata nella distribuzione dell’acqua di qualità, a dispetto degli annunci del sindaco Continua a leggere
Pubblicato il 07 febbraio 2010 da Stefano Oronti

L’incrocio tra elezioni regionali e rielezione del sindaco di Bologna manda in tilt i due maggiori partiti.
Le dimissioni di Del Bono rischiano di Continua a leggere
Pubblicato il 22 dicembre 2009 da Stefano Oronti

Da mesi Hera non pubblica più le percentuali di miscelazione di acqua di Ridracoli e nessuno dice nulla. Continua a leggere
Pubblicato il 23 ottobre 2009 da Stefano Oronti
Dopo le scelte di Ferrara, Imola, Ravenna e Faenza è probabilmente inutile la scelta di Forlì e Cesena di non vendere. Continua a leggere
Pubblicato il 06 ottobre 2009 da Stefano Oronti
Pubblico un comunicato di Stefano Angeli, già consigliere comunale a Cesena e candidato sindaco per Libertà e Futuro:

Purtroppo come temevamo gli annunci del sindaco di Agosto si rivelano una bufala, le percentuali di Ridracoli per Cesena restano basse.
La risposta rilasciata alle agenzie di stampa dalla presidente di Romagna Acque, Ariana Bocchini, ed indirizzata al mio intervento di Giovedì scorso, conferma le mie preoccupazioni quando osservavo che i dati pubblicati da Hera smentivano gli annunci del sindaco Paolo Lucchi sulle percentuali di acqua provenienti dall’invaso di Ridracoli riservate a Cesena.
Ad Agosto Lucchi aveva annunciato, con grande enfasi, che a seguito di un intervento strutturale a Cesena, d’ora in poi, sarebbe stata distribuita una percentuale fissa di acqua di Ridracoli dell’85%, ma il sito di Hera pubblicava in questi giorni per Agosto una percentuale di acqua dell’invaso per il cesenate solo del 64%. Oggi infatti scopriamo che la realtà è assai diversa da quella annunciata.
La presidente Bocchini, anche se si arrampica sugli specchi per indorare la pillola, dice non solo che la percentuale di acqua buona per Cesena fino al 22 Agosto è stata solamente attorno al 65%, ma aggiunge che “… l’Agenzia di Protezione Civile, allo scopo di salvaguardare i quantitativi di risorsa presenti nell’invaso, ha fornito indicazioni sui volumi da prelevare da Ridracoli a fronte del perdurare del periodo siccitoso; tali indicazioni prevedono, nel periodo 15 settembre – 30 novembre 2009, una consistente diminuzione dei volumi da prelevare dall’invaso e che determinerà conseguentemente un incremento del prelievo da altre fonti, falda compresa.”
Il che significa che le percentuali di acqua di Ridracoli erogate sono calate già bruscamente dal 15 di Settembre! Insomma Cesena ha goduto in effetti di percentuali alte di acqua di buona qualità solo per 24 giorni, mentre per tutto il resto dell’anno ci tocca la solita miscela con tanta acqua scadente proveniente dai vecchi pozzi di falda. Una delusione per noi, ma una figuraccia clamorosa per il sindaco, nonchè una dimostrazione di come Ridracoli non sia ù sufficiente da sola al fabbisogno romagnolo, se si definisce addirittura anno siccitoso un 2009 durante il quale la diga è stata lasciata tracimare per tre mesi buoni.
Stefano Angeli
Pubblicato il 22 maggio 2008 da Stefano Oronti
Nuovo comunicato di Stefano Angeli, che spero di conoscere di persona prima o poi:
AUTODICHIARAZIONE PER I NON RESIDENTI, ATRIMENTI HERA APPLICA LA TARIFFA MASSIMA
Molti cittadini non sanno che con una autodichiarazione possono evitare tariffe salate, e non dovute, sui rifiuti
Già alcuni anni fa ci interessammo del problema delle tariffe rifiuti per non residenti, in quanto Hera applicava a tutti questi utenti indistintamente la tariffazione massima valutata sul numero massimo di residenti per abitazione. In seguito al nostro interessamento il calcolo della tariffa dei non residenti fu equiparato a quello dei residenti. Improvvisamente però dall’Agosto 2006 Hera è tornata unilateralmente, e senza preavviso alcuno, al vecchio metodo. Della cosa si è interessato anche il Difensore Civico che ha ottenuto una ulteriore revisione del regolamento. A.T.O. ha infatti dovuto modificare il regolamento, procedendo nei primi mesi del 2007 ad una sua integrazione che consentisse una più corretta valutazione di quelle situazioni specifiche, nell’occasione della determinazione della tariffa (delibera n°1/07): “i contribuenti titolari di residenze secondarie possono produrre autodichiarazione con cui fornire ad Hera il numero esatto dei componenti il nucleo familiare del proprietario dell’immobile che verrà usato come base per il computo della tariffa variabile, ovvero il numero degli inquilini regolarmente registrati ed, eventualmente, produrre la richiesta del pagamento in misura ridotta del 50% della tariffa variabile nel caso di utilizzo non permanente dell’abitazione (per meno di 183 giorni)”.
Purtroppo molti cittadini non residenti non sono informati di questa disposizione e continuano a lamentare bollette salate calcolate, per esempio, su 5 residenti quando invece sono in realtà solamente 2.
Vi sono anche casi in cui vedovi, che vivono soli da anni, continuano a ricevere da Hera la tariffa calcolata su 2 componenti familiari.
Vediamo da tempo come Hera spenda cifre ingenti in pubblicità e propaganda di vario genere, ma per quel che riguarda l’informazione agli utenti, specie se si tratta di informazioni per pagare meno, lascia assai a desiderare.
Stefano Angeli, consigliere comunale del Gruppo della Libertà-Pdl
Pubblicato il 15 maggio 2008 da Stefano Oronti
Pubblico un video di Stefano Angeli, fate click QUI se non lo vedete:
PERCHE’ LA RACCOLTA RIFIUTI ANZICHE’ MIGLIORARE PEGGIORA
Sono sempre più frequenti i casi di cittadini che si lamentano, anche sulla stampa locale, perchè il servizio di raccolta dei rifiuti urbani lascia sempre più a desiderare. In effetti è bastato girare un pò per Cesena, in zone centrali, per raccogliere una serie di immagini eloquenti. Perchè quindi con Hera il servizio di raccolta dei rifiuti, nonostante un aumento notevole dei costi per l’utenza, non è migliorato, anzi…
Beh, il motivo è quello già richiamato in occasione del dibattito sulla differenziata porta a porta, ovvero il ricorso sistematico di Hera al subappalto per questi servizi.
Naturalmente il subappalto dà il servizio in gestione a medio-piccole cooperative o aziende locali che ricevono da Hera quote assai minimali rispetto agli introiti della Holding e che spesso quindi hanno strutture inadeguate e mezzi limitati per un servizio davvero efficace.
Inoltre la riduzione drastica dei cassonetti nelle strade (voluta per ridurre il personale addetto) porta spesso ad accumuli che si protraggono per giorni creando panorami “napoletani” anche nella nostra città. Credo che se le cooperative locali debbano essere chiamate a svolgere i servizi allora sarebbe meglio che i servizi fossero affidati direttamente a loro ad un giusto compenso, senza necessità che Hera faccia da intermediario.
In tal caso anche una piccola coop potrebbe fare investimenti e strutturarsi persino per gestire la raccolta differenziata porta a porta. Oggi però la situazione vede Hera fungere come una sorta di “Grande Distribuzione” dei servizi, che incassa i dividendi, ma lascia l’onere del servizio ad altri assai meno lautamente pagati. Nè più ne meno di ciò che avviene nella produzione agricola dove i produttori lavorano per pochi spiccioli mentre la grande distribuzione fa affari d’oro.
Stefano Angeli, consigliere comunale del Gruppo della Libertà-Pdl di Cesena
Pubblicato il 07 maggio 2008 da Stefano Oronti
Pubblico un comunicato di stefano Angeli:
PERCHE’ PER LE OPERE PUBBLICHE NON SI RICORRE AD ARCHITETTI LOCALI ANZICHE’ INSEGUIRE NOMI COSTOSI ED ALTISONANTI?
Da Gregotti a Cervellati a Gae Aulenti, il gioco vale sempre la candela?
A me pare di no, anche a giudicare dall’esempio del nuovo Giardino Pubblico appena inaugurato:
Il tentativo di ricostruire il giardino ottocentesco è risultato un falso storico, anche pacchiano, ed infedele all’originale.
Mi è già capitato più volte di esprimere contrarietà su come si è proceduto nella ristrutturazione del Giardino Pubblico recentemente inaugurato. Ho criticato i costi eccessivi dell’opera, l’eccessivo abbattimento di piante, anche pregiate, d’alto fusto ed il ricorso massiccio al ferro ed al cemento, ma questi non sono gli unici difetti di questa ristrutturazione. Dal punto di vista strettamente architettonico, e non dovrebbe essere questo sfuggito al nostro sindaco, il giardino infatti è un pacchiano falso storico. Non è un esempio consigliato dalle università d’architettura, per chi crea un opera, tentare di riesumare qualcosa che non c’è più ricreandolo falsamente con materiali diversi, proporzioni diverse ed in uno stile che in realtà non ha mai avuto.
Pensate se a qualcuno venisse in mente di ricostruire le parti mancanti del Colosseo, magari in plastica, perché più leggere e resistenti, e aggiungendogli qualche finto stucco in stile rococò perché dà più allegria.
Allo stesso modo, a mio avviso, è un falso cercare di ricreare un giardino ottocentesco che ottocentesco non è, pieno di arzigogoli mai esistiti, a partire dal maxi Gazebo, che non c’è mai stato.
Il giardino infatti non ha mai avuto la conformazione che ha oggi, né quello che di oggi è un vero giardino ottocentesco, piuttosto pare una caricatura che andrebbe bene a Fiabilandia.
Anche nelle proporzioni non ci siamo, infatti è vero che anche all’epoca c’era un muro di cinta che racchiudeva il giardino, ma non aveva nulla a che vedere con quello in cemento armato ricostruito oggi.
La foto del sottoscritto, fatta pochi giorni fa, confrontata con una foto degli anni trenta è più che eloquente. Il signore ritratto nella foto d’epoca è senz’altro un pezzo d’uomo, ma anch’io sono alto un metro e ottanta. Quella che è senz’altro diversa è l’altezza della muraglia, che oggi toglie qualunque visibilità verso l’esterno, nonché per i materiali con cui è realizzata.
Insomma come falso non solo è costato una fortuna, ma è pure assai poco accurato.
Sarebbe stato molto meglio lasciare il giardino ottocentesco all’ottocento e fare qualcosa di completamente nuovo ed originale, che magari rispettasse un po’ di più le piante esistenti, ma forse la super parcella del famoso progettista non comprendeva queste cose.
Sono convinto però qualche giovane architetto meno famoso, ma del posto, qualche idea originale l’avrebbe avuta ed anche a costi decisamente più bassi.
L’architettura di qualità è un organismo che ha bisogno di un suo habitat naturale, ed il suo habitat è la libertà intellettuale e qui probabilmente non ci sono le condizioni.
Stefano Angeli, consigliere comunale del Gruppo della Libertà-Pdl
Pubblicato il 05 maggio 2008 da Stefano Oronti
Pubblico, anche stavolta in ritardo, un nuovo comunicato di Stefano Angeli:
GUADAGNI SUPER PER HERA, MA LA DIFFERENZIATA NON SI FA
La holding annuncia dividendi record, e per mantenerli non vuole il porta a porta
Con un certo orgoglio Hera ha annunciato in questi giorni guadagni record, dividendi da urlo, affari d’oro, ed in effetti questa è la vera missione di questa società creata appositamente dagli ex DS emiliano romagnoli, che certo di affari se ne intendono. Sono i dividendi di Hera oggi la vera priorità delle nostre amministrazioni di sinistra e tutto deve ruotare attorno a questo ed esserne funzionale.
Per questo ci si oppone e si bocciano in consiglio comunale le proposte di fare la raccolta differenziata porta a porta, nonostante tutti siano (a parole) d’accordo che sia questo il miglior sistema per ridurre l’impatto dei rifiuti sull’ambiente e sulla salute. Sempre per questo motivo, i dividendi, i nostri sindaci di sinistra accettano che Hera faccia pagare ai cittadini l’acqua di Ridracoli, ma dia loro da bere quella dei vecchi ed inquinati pozzi di falda.
Anche in questo caso l’acqua di Ridracoli sarebbe più buona e salutare, non provocherebbe la subsidenza e costerebbe alla collettività meno energia sprecata per pomparla e depurarla, ma ad Hera costerebbe un po’ di più, dato che deve comprarla da Romagna Acque, e quindi i famosi dividendi record potrebbero essere messi in discussione. Sempre per questo motivo le amministrazioni acconsentono che Hera, col teleriscaldamento, venda ai cittadini acqua calda, prodotto di scarto della produzione d’energia elettrica, ad un prezzo come se fosse gas.
Il centrosinistra nostrano quindi si schiera, Pd in testa, a difesa totale del dividendo, anche a costo d’andare contro gli interessi dei cittadini e addirittura di fare brutte figure come quella sul voto in consiglio comunale a Cesena contro la differenziata porta a porta, dopo che a parole l’avevano sostenuta tutti. Sia chiaro un liberale come me non è contrario al profitto di una azienda, il dividendo sarebbe un obbiettivo logico ed accettabile per una azienda privata in regime di libero mercato, ma Hera è un’azienda a maggioranza pubblica, nata dalla fusione di aziende municipalizzate ed in regime di monopolio assoluto, una azienda che eroga per conto delle pubbliche amministrazioni servizi essenziali e dove i dirigenti ed i consigli d’amministrazione sono nominati dai partiti che governano la regione, con un sistema rigidissimo di spartizione.
Per questo non è politicamente accettabile che ad Hera vadano i dividendi record mentre ai cittadini vanno servizi sempre meno efficienti e super bollettoni da pagare, con la totale compiacenza dei nostri sindaci.
Stefano Angeli, consigliere comunale del Gruppo della Libertà-Pdl
Pubblicato il 30 aprile 2008 da Stefano Oronti
Pubblico un comunicato di Stefano Angeli, se qualche esponente del PD vuole replicare mi scriva pure.
PDL: IL PD E’ ORMAI IL PARTITO DI HERA
Il maggior partito del centrosinistra succube della holding
Il dibattito sul sistema di raccolta differenziata porta a porta in consiglio ha confermato ciò che da tempo sostenevamo. Il centrosinistra a livello locale, ed in particolare il Pd, sono succubi dei desiderata di Hera e pur di assecondarli smentiscono perfino se stessi.
E’ infatti apparsa piuttosto imbarazzante la posizione di almeno 5 esponenti di maggioranza che dopo aver sottoscritto la petizione del Movimento Impatto Zero sul porta a porta hanno poi votato contro alla stessa mozione in aula.
Così come è inspiegabile il motivo per cui la maggioranza abbia dovuto bocciare l’ordine del giorno di tutti i gruppi di minoranza che diceva le stesse cose di quello poi approvato dal centrosinistra, ma dava alle manifestazioni d’intenti una briciuola di concretezza indicando un limite temporale (la scadenza della legislatura) per presentare un progetto di sperimentazione.
Insomma in aula e fuori tutti, a parole, sono stati favorevoli al porta a porta, ma poi il Pd l’ha di fatto bocciato col voto.
La realtà è che il porta a porta non piace ad Hera, che vedrebbe forse leggermente ridimensionati i suoi lauti dividendi, ed il partito di riferimento della holding ha obbedito.
Un tempo il PCI si identificava nelle cooperative rosse, oggi forse ci troviamo davanti ad una nuova fase, altro che partito azienda, qui ci pare di vedere il partito holding.
Stefano Angeli, consigliere comunale del Gruppo della Libertà – Pdl
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