Come lo chiamate voi uno che prima apostrofa il suo principale nemico (e il suo entourage) come mafioso per poi Continua a leggere
Pubblicato il 03 July 2010 da Asterix
Come lo chiamate voi uno che prima apostrofa il suo principale nemico (e il suo entourage) come mafioso per poi Continua a leggere
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Pubblicato il 05 November 2009 da Resistenza

Prendo spunto dalla vicenda del Crocifisso per scrivere un breve articolo che non vuole essere esaustivo ma solo dare qualche spunto di riflessione. Continua a leggere
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Pubblicato il 10 August 2009 da Apo
Io li odio, i leghisti dell’Illinois…
(tnx black_cat)
Pubblicato il 03 August 2009 da Apo
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato del collettivo riminese “Officina Krisis”. Ricordate l’assessore PD (post democratico?) Roberto Biagini che, indispettitto dalla solidarieta espressa dai turisti nei confronti dei venditori “abusivi” repressi dalle forze del (loro) ordine, li ha pubblicamente invitati ad andarsene? Un assessore sceriffo, mix tra Cofferati e Gentilini, insomma. Bene, lui invita i turisti solidali ad andarsene da Rimini. I cittadini della circoscrizione IV di Rimini hanno semplicemente invitato invece Biagini ad andarsene dal loro quartiere. Per il razzismo, che abbia lo sfondo verde leghista o il tricolore del Pd, a Rimini non ci deve essere posto.
Comunicato per l’azione di protesta contro la presenza dell’Assessore Biagini nel quartiere VI, Rimini (martedì 21 luglio, Festa del PD)
Non ci stiamo al gioco truccato di guardie e ladri sulla spiaggia, a questa fasulla divisione tra buoni e cattivi, tra sceriffi e fuorilegge.Non ci stiamo a questo gioco sporco sulla pelle dei migranti, e al prezzo di una militarizzazione del nostro territorio. E’ un gioco da bari, perché le stesse spiagge dove avvengono queste famigerate retate antiabusivismo, sono zeppe di lavoratori in nero, o lavoratori il cui contratto (quando, ed è raro, c’è) non viene rispettato. E sono anche luoghi dove l’evasione fiscale degli esercenti ha raggiunto livelli elevatissimi, di cui ha parlato tutto il paese, e che in questa città si finge di non conoscere.
Pubblicato il 01 March 2009 da Apo
Ingresso in lista nel teatro-locale più snob della città: 100 euro con Mastercard. Champagne e polvere per aggraziarsi la compagnia di qualche bella ragazza: 1000 euro con Mastercard. Uscire alle 5 di notte e formare una ronda padana per picchiare qualche criminale durante il tragitto di ritorno al Cayenne: non ha prezzo. Ci sono cose che si possono comprare, per tutto il resto c’è Mastercard.

Attivisti del Cso Pedro di Padova allontanati dalla Polizia dopo un contatto con le ronde leghiste
Cari amici, la buttiamo sul ridere. Perchè altro modo non c’è per parlare di questa buffonata pre-elettorale rappresentata dall’istituzione delle ronde padane. Ma cosa sono queste ronde padane?
Non sono altro che manipolo di militanti di partiti di destra che danno appuntamento ai giornalisti di sera per farsi fotografare mentre passeggiano per le vie a loro dire “più degradate” della città per garantire sicurezza e proteggere i cittadini. Peccato che, come già successo a Piacenza e Padova, sia necessario un intervento in forze di Digos e volanti per proteggere questi provocatori dalla reazione della città, piuttosto infastidita dal clamore creato dalle ronde. Addirittura i sindacati di polizia si lamentano di questa buffonata, per il lavoro extra che gli crea.
Ma ci sono altre considerazioni che vanno esplicitate. La prima, forse banale, mira a sottolineare il carattere mitomane dell’iniziativa. Stimolati evidentemente dalla visione prolungata di Walker Texas Ranger, il partito dei geometri e dentisti dal fazzoletto verde ha partorito questa forma di provocazione per diffondere e radicare la propria presenza sul territorio. In giro per l’Italia, come capitato anche a Cesena e come documentato su questo blog, capita poi che l’idea sia recepita sempre a fini elettorali. Non potendo usare sin da subito l’olio di ricino, ci si prova con il manganello. Tanto per cominciare. Non a caso queste squadracce, chiamate ronde, portano il nome di noti fascisti come “Ettore Muti”. Tanto per far capire alla gente (che evidentemente non sempre lo capisce) chi sono i soggetti in questione.
Punto numero due: è evidente che questi fenomeni da circo sono destinati ad estinguersi ad elezioni avvenute. Forse la maggioranza della gente non si rende conto cosa significhi scendere in strada, anche solo una volta a settimana, privandosi di ore di sonno o di relax, e passeggiare avanti e indietro al freddo, magari con il pericolo di prendere anche due ceffoni. Lo potranno fare due volte, tre, forse fino a cinque, poi il caldo del focolare domestico inizierà ad avere il sopravvento. Passate le elezioni, terminata l’attenzione dei media sul fenomeno, anche questi soggetti ricominceranno a vivere all’interno delle proprie abitazioni.
Però – ammettiamolo – che bello poter uscire dalla disco, magari insieme al proprietario della disco stessa, e provare l’ebbrezza di una ronda. E’ davvero fashion. Io uno così quasi quasi lo voterei sindaco della mia città.
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