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Sto scrivendo da tempo della liberalizzazione del mercato dell’energia, fortemente voluta dagli ultimi due governi (Prodi e Berlusconi), ma soprattutto da Bersani quando era ministro.                                                                                                   Essa ha creato solo confusione negli utenti che si sono trovati di fronte  spesso a offerte telefoniche, porta a porta, publicità ingannevoli, raggiri da parte delle innumerevoli società ora sul mercato.                                                                                  Solo pochissime di queste offerte sono veramente favorevoli per l’utente domestico.
Uno dei peggiori esempi più recenti viene da una delle maggiori aziende dell’energia in Italia, l’Eni.                                                                                                  Questa, oltre a formulare varie combinazioni di forniture gas e luce per i clienti domestici, anche con tariffazione indipendente dall’orario, aggiunge l’offerta di sostituire la caldaia a metano rateizzandola nelle bollette dei tre anni successivi.
Già il fatto che vengano offerte tariffe indipendenti dall’orario, dopo che finalmente in Italia è stato adottato un costo differenziato dei consumi diurni dei giorni feriali da quelli notturni e dei giorni di sabato e festivi per non sovraccaricare il sistema energetico nazionale nei momenti di punta, costituisce una diseducazione all’uso razionale dell’energia.
Come detto sopra, l’Eni offre al costo di un euro al giorno per tre anni, la sostituzione della caldaia di casa.                                                                                            Vista la possibilità di una grossa azienda di comprare sul mercato una grande quantità di queste caldaie, ci si aspetta un’offerta molto favorevole con prodotti di grande tecnologia e bassi consumi, ad esempio caldaie a condensazione che possono ridurre i consumi anche del 30-35%.                                                                Dopo una serie di ricerche e di riscontri ho appurato che la caldaia proposta (di marca imprecisata) appartiene alla peggiore categoria ancora disponibile sul mercato.
Si tratta cioè di una caldaia detta “a camera aperta”, di conseguenza chi l’acquista disporrà per tutta la vita di questa apparecchiatura (10-12 anni) che ha un elevato consumo di gas, per cui Eni ne vende una maggior quantità con conseguente ulteriore guadagno.
Supponiamo che, ipoteticamente, questa società riesca a piazzare centomila di tali caldaie, le quali mediamente possono far consumare ad ogni cliente circa 300 mcubi in più per ogni anno, Eni registrerebbe così una maggiore vendita di 30 milioni di mcubi in più per 10-12 anni. Credo che il fatto si commenti da solo.
Penso invece che sia ora di programmare una seria politica energetica, che preveda:
- vincoli costruttivi finalizzati al risparmio e all’autonomia energetica per i nuovi edifici;                                                                                                                                         – stimoli, finanziamenti e vincoli di tempo per l’ adeguamento dei fabbricati esistenti, iniziando quanto prima con i pannelli per la produzione dell’acqua calda.
Gli edifici che non ottemperano dovrebbero essere chiamati a pagare una IMU più elevata.                                                                                                                                            Si creerebbe così la possibilità di tanti nuovi posti di lavoro, ben distribuiti sul territorio nazionale, e migliorerebbe la sostenibilità ambientale, riducendo nel contempo il grosso deficit nazionale per l’approvvigionamento energetico.
Invece le liberalizzazioni in campo energetico sembrano soltanto essere una torta da spartirsi fra i soliti noti, alle spalle degli utenti finali.
Mi meraviglia soltanto il fatto di non aver letto o sentito reazioni da parte delle associazioni di categoria degli artigiani……..

Come Cittadino e membro del Popolo Italiano mi sento esautorato del potere concessomi dall’art. 1 della Costituzione.
Sì, proprio quello che mi pone come Sovrano di questo Stato e che come tale vorremmo esercitare. [plurale maiestatis]

Con una enorme maggioranza, Monti ha acquisito la fiducia del Parlamento. Un Parlamento eletto da Noi Sovrano e che ha abdicato per delegare a terzi un compito per il quale evidentemente non è adeguato.
Tutti felici e contenti: Monti, Monti, Monti. Una boccata d’aria, certo. Per loro, però: hanno trovato chi gli toglie le castagne dal fuoco, chi farà il lavoro sporco e non il porco, il soggetto che sposa il detto “vai avanti tu che a me viene da ridere“.
E a Noi Sovrano? “Sacrifici“. Così, intanto che Ci montano a dovere per colpa di una classe politica inadeguata, questa ha il tempo di riorganizzarsi per riconquistarsi la poltrona che le montate, se eseguite da loro, avrebbe messo a rischio. Gli inetti aspettano il momento propizio in cui Noi, storditi dalle montate, saremo alla canna del gas  e così Ci potranno ri-raccontare che possiamo mangiare tranquillamente al ristorante (ovviamente in overbooking) e che il conto qualcuno lo pagherà. Mal che vada (malissimo che vada), un Monti che ci monta lo si trova.
Tutto questo indipendentemente dalla linea politica su cui i provvedimenti del professore si muoveranno.

Noi Sovrano, invece, vorremmo esercitare: se i castisti non sono in grado di fare il loro lavoro quando le circostanze lo richiedono, che ci stanno a fare? Che Ci chiedano scusa, che Ci dicano che si sono candidati solo per godere dei privilegi della casta, sperando che la corrente portasse a valle il Paese.

Ci dite che il “professore è presidente della Bocconi, international advisor della Goldman Sachs e della Coca-Cola, presidente della commissione trilaterale,  membro del comitato direttivo del gruppo Bilderberg (!), Ci dite che è uno rispettato!”  Vi rispondiamo che se è per questo, anche “Binnu u tratturi” era rispettato, ma nessuno l’ha proposto a formare il governo dell’Italia… O certe “professionalità” erano già ampiamente assolte nel governo appena s-caduto?

Ci dite “Mario Monti e basta! Vista la situazione, è inevitabile!” Vi rispondiamo che era lo stesso clima che si viveva nel22 e poi nel ’93 quando “scese in campo” lo s-caduto. Quindi, se permettete, Noi Sovrano siamo un po’  titubanti:  fidarsi alla cieca degli “inevitabili” non sempre porta bene.

Ci dite che la cornice che stiamo vivendo è “gravissima” e “delicata. Vi rispondiamo chiedendovi allora che Sovrano siamo, se consultati solo per questioni marginali?

Ci dite “Se insisti sei un irresponsabile, antitaliano ed antieuropeo, gran rompicoglioni, pazzo ed incosciente, un irriconoscente
un sovversivo, un mezzo criminale!  Vuoi uscire dall’Europa? Vuoi che lo spread salga ancora?
”  Vi rispondiamo no, no, volevamo solo chiedere perché Monti e non Alfano o Luca Cordero di Montezemolo o, ancora, Rocco Siffredi? Se le direttive europee sono inevitabilmente quelle, se serve un semplice esecutore materiale, che differenza fa la Bocconi o i Bocconi?

Ci dite che non c’è tempo, che dobbiamo rispettare i patti con l’Europa, che Ci dovete fare un mazzo tanto senza altra scelta.  Vi rispondiamo che è da tempo che abusate del Nostro Sovrano posteriore e questa volta dovremmo anche sottoscriverlo, accettandolo come un dono.

Ci dite che Mario Monti è una persona dignitosa. Vi rispondiamo che se il confronto è con lo s-caduto, vi piace vincere facile [cit.].

Ora vi diciamo noi che abbiamo i testicoli sublimati a forza di vivere situazioni d’emergenza perenni non certamente causate da Noi Sovrano. Quantomeno voi avreste dovuto provare a risolverle mentre invece avete vissuto alla giornata, vi siete schiavizzati all’Europa e alla fine mandate avanti il bocconiano: voi, la politica, credete di espletare il vostro compito semplicemente trovando la miglior giustificazione e il miglior anestetico per montarmi ogni qualvolta vi garba, senza tener conto del mio parere.
Voi siete sempre gli stessi! Voi siete quelli che hanno causato il casino!  Voi avete FALLITO e volete collocare il parafulmine Mario sul Palazzo!
Voi, invece, ve la dovete cogliere: fora dai ball! FORA DAI BALL! A partire proprio dalla Lega, patetica macchietta all’opposizione che è ritornata a scagazzare cazzate folkloristiche dopo aver trangugiato dalla coppa della casta fino ad ubriacarsi.
Andatevene, e per sempre: vogliamo tornare a fare il Sovrano. O chiederemo agli altri 60 milioni di Sovrani di cacciarvi: il come, ormai, non ci interessa più.

Goodbye Mamma non è solo un libro, ma è anche un blog. Un originale progetto di giovani italiani che hanno lasciato l'Italia per cercare maggior fortuna all'estero, e che si sono riuniti in una

squadra per condividere oltre che le proprie esperienze, anche di divulgare in rete – con l'aiuto anche di chi partecipa attivamente – il maggior numero di informazioni disponibili in termini di opportunità lavorative nei vari paesi fuori dall'italico stivale.  Interessante, e non solo per chi di scappare dall'Italia ci ha fatto più di un pensiero.

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L'Italia è una Repubblica che si finge democratica, fondata sulla corruzione.

La sovranità appartiene a parlamentari, spesso e volontieri indagati e talvolta pregiudicati, non scelti direttamente dai cittadini ma nominati dalle segreterie dei partiti, che l

a esercitano nelle forme e nei limiti che pare a loro.

Non sarebbe un'idea malvagia quella di riscrivere una Carta più adeguata alla realtà, sicuramente questo articolo rivisto è più veritiero di come ce la descrivono. E quanti altri articoli sono stati snaturati nei fatti del loro pur valido contenuto. Pertanto sarei ben lieto di ricevere diverse visioni su di essi da poter poi pubblicare.

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