E’ molto facile fare propaganda quando si detiene una posizione dominante nella gestione della cosa pubblica; sembrerebbe quasi strano il contrario.
E’ quello che fa HERA, la Spa municipalizzata che gestisce la raccolta e lo smaltimento rifiuti in Romagna e in parte dell’Emilia (da Reggio in poi troviamo Enìa).
Si perchè tutti i mesi i cittadini di queste provincie si vedono recapitare nella propria cassetta postale l’house organ dell’azienda dove “esperti del settore” ci illuminano con la loro sapienza in materia.
Come dubitare di cotanta autorevolezza?
Innanzitutto iniziamo col chiarire un concetto e sfatare un mito: il termine “famoso” non necessariamente fa rima con “esperto”, anche se in Italia basta apparire un paio di volte in una trasmissione televisiva per diventare di colpo il Dio in terra.
Quante volte avete sentito dire dalle vostre nonne o dalle vostre mamme: “L’ho sentito in televisione”?!?! Come a significare che se sei arrivato li allora dici proprio cose vere e insindacabili.
Ma andiamo al dunque.
Si parte da affermazioni veramente pacchiane del tipo “riducono la CO2″ (rispetto a cosa?) e “la Svizzera destina quasi il 100% dei propri rifiuti ai termovalorizzatori”. Questo mentre swissworld.org dichiara:
“Gli svizzeri sono campioni nel riciclaggio. Nel 2003, il 47% dei rifiuti urbani – nuovo record svizzero – è stato riciclato. Nello stesso anno si sono anche ricilati il 70% della carta, il 95% del vetro, il 71% delle bottiglie in plastica, l’85-90% delle lattine e il 75% delle scatolette.”
Forse Hera pensa che gli svizzeri non sappiano cosa succede a casa loro?
Sul numero di questo mese poi Hera ci racconta la sua teoria sugli inceneritori con il supporto di un “esperto di settore”, il prof. Umberto Veronesi.
Si, proprio lui, quell’ex Ministro della Sanità che qualche anno fa dichiarò che a provocare il cancro, più che gli Ogm o le polveri sottili delle automobili, sarebbero le tossine contenute per esempio nella polenta, nelle patate, nella farina di mais o nel basilico.
Oggi Umberto, sul giornalino di HERA, ci delizia invece con questa affermazione: “Il rischio tumori portato dagli inceneritori è zero”…”Tutte le inchieste che abbiamo fatto, libri e libri (ci piacerebbe vederli, ndr), non hanno portato a nessuna evidenza di aumento di tumori”.
Il dott. Montanari non era molto d’accordo, potete sentirlo qui.
Il prof. Veronesi forse non conosce un famoso studio dell’Istituto Oncologico Veneto dal titolo “Rischio di sarcoma in rapporto all’esposizione ambientale a diossine emesse dagli inceneritori” (che potete scaricare qui) che fornisce dati totalmente differenti.
Il prof. Veronesi forse non conosce gli studi del prof. Montanari e della prof.ssa Gatti sulla pericolosità delle nanoparticelle di metalli pesanti prodotte dagli inceneritori.
Il prof. Veronesi forse non conosce centri di eccellenza come il “Centro Riciclo Vedelago” che portano avanti con successo impianti in grado di riciclare il 100% del rifiuto conferito; qui si che si riduce la CO2, partendo dalla raccolta differenziata Porta a Porta!
Il prof. Veronesi forse non conosce le percentuale di ceneri tossiche che derivano dall’incenerimento dei rifiuti in un inceneritore e che, inevitabilmente, vanno smaltite in discariche speciali; glielo diciamo noi, circa 300kg per ogni tonnellata di materiale incenerito.
Il prof. Veronesi forse non sa che gli inceneritori producono si energia ma che il loro bilancio energetico finale sarebbe in passivo se non ci fossero i Cip6.
Probabilmente il prof. Veronesi si ricorda bene che una delle aziende che finanziano la sua fondazione è “Veolia”, multinazionale francese che gli inceneritori li produce!
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Provate a chiedere al vostro fruttivendolo se le sue mele sono cattive…



























