Come molti già sapranno l’Autorità Garante della Concorrenza in Italia ha avviato un’istruttoria per abuso di posizione dominante nei confronti di Google Italia ed in particolare per il servizio Google News.
Per chi ancora non lo utilizzasse, Google News è un servizio che aggrega le notizie pubblicate sui siti web delle principali testate giornalistiche di ben 70 Paesi; un servizio molto utile che, come tutti gli aggregatori (vedi RSS Feed), rende la vita dei cibernauti decisamente più semplice rendendo la fruizione dei contenuti che ci interessano più agevole.
Google news è un servizio in forte ascesa in tutto il mondo ma, mentre negli altri Paesi diventa uno stimolo per le testate giornalistiche online che si inventano così nuovi modelli di business, in Italia diventa un caso di Stato.
Naturalmente questo nostro comportamento “anomalo” ha immediatamente destato l’attenzione dei più importanti osservatori internazionali in materia, in particolare di Tech Chrunch, probabilmente il più autorevole blog geek del mondo.
In un recente articolo Erick Schonfeld si chiede “Who Dominates Online News In Italy?”, ovvero, “Chi domina le news online in Italia”? La risposta è semplice, non Google News.
Nel grafico sopra riportato vediamo i volumi di visite di Google News raffrontati a quelli delle due principali testate online nostrane, Republica e Il Corriere; mentre Repubblica e Il Corriere sono attestati attorno ai 3,8 mln di visitatori mensili, Google News è a quota 2,4 mln con trend di crescita pressochè identici.
Allora, vi chiederete, dove sta l’abuso di posizione dominante?
E’ presto detto… In realtà quello che preoccupa l’Autority italiana è la raccolta pubblicitaria.
I giornali italiani si sostengono oggi grazie a due principali fonti di introiti; il finanziamento pubblico (del quale naturalmente Google News non gode) e le inserzioni pubblicitarie. Se uno di questi due pilasti venisse a mancare sarebbero grossi guai.
Si legge sul sito del Garante:
“Procedimento avviato alla luce di una segnalazione della Fieg, Federazione Italiana Editori Giornali. Secondo la Federazione, nella gestione del servizio Google News Italia, Google impedirebbe agli editori di scegliere liberamente le modalità con cui consentire l’utilizzo delle notizie pubblicate sui propri siti internet. I siti editoriali che non vogliono apparire su Google News verrebbero infatti automaticamente esclusi anche dal motore di ricerca Google. Possibili effettivi distorsivi sul mercato della raccolta pubblicitaria on line”
Il problema quindi è l’intermediazione pubblicitaria online ed il procedimento è stato avviato a seguito di una segnalazione della Federazione Italiana Editori Giornali.
Ora, assodato che i giornali vendono poche copie e per questo ricevono lauti finanziamenti pubblici, assodato che non sono in grado di competere con Google nella raccolta pubblicitaria e assodato che l’Italia è al 44° posto nella classifica della libertà di stampa dietro ad Uruguay e Macedonia, cosa dovremo fare ancora per mantenere in piedi questi signori che da soli, evidentemente, non ce la fanno?
























