Articoli marcati con tag ‘destinazione forli’
Negli ultimi mesi le vicende della OMSA hanno riempito le pagine dei giornali.
Lo stabilimento di Faenza e le persone che vi lavoravano sono diventati il simbolo dei danni provocati da questa globalizzazione delle merci, ma non del lavoro.
Ora come ora un’azienda sana può decidere, dalla sera alla mattina, di chiudere uno storico stabilimento in Italia ed andarne ad aprire uno più grande in Serbia,
dove il costo del lavoro è più basso e dove lo stato concede grosse agevolazioni agli imprenditori stranieri.
Di pochi giorni fa è la notizia che lo stabilimento di Faenza verrà rilevato da ATL Group, un’azienda forlivese che produce divani e che è pronta ad assumere 120 operaie, circa la metà di quelle impiegate in precedenza alla OMSA.
Tutto è bene quel che finisce bene? Ho i miei dubbi.
ATL Group fa capo a Franco Tartagni, tuttora sotto processo a Forlì per lo scandalo “divanopoli” che tanto clamore suscitò dopo il servizio di Report dell’ottobre 2009.
Tartagni è uno che sa come sfruttare i lavoratori, perchè fa parte di quel sistema che ha costretto alla chiusura decine di artigiani forlivesi, a vantaggio di contoterzisti cinesi che operano al di fuori delle regole e, per questo, sono più competitivi sul mercato.
Che il buon Tartagni sia pentito e voglia ricostruirsi un’immagine degna? Non lo so, questa vicenda a me sa tanto di mera speculazione. Staremo a vedere.

In un momento di grave crisi finanziaria globale, riveste particolare interesse conoscere come altri Paesi stanno affrontando la crisi e quali risorse attivare per innovare le politiche sociali aumentando il ricorso a procedimenti di democrazia partecipata.
Oggi dall’Islanda ci arrivano esempi di nuove nuove vie percorribili.
Processi decisionali che partono veramente “dal basso” fanno dell’Islanda un caso che verrà attentamente studiato per i prossimi decenni, anche se quasi tutti i grandi media nazionali sembrano
ignorarlo.
Il 18 Novembre, alle ore 20.30 presso la Sala Conferenze San Francesco in Via Marcolini 4 a Forlì, la Lista Civica 5 Stelle DestinAzione Forlì e il Meet Up Punto Zero – Amici di Beppe Grillo di Forlì, ha programmato l’incontro pubblico: “Islanda, quando il popolo sconfigge l’economia globale”.
Un aperitivo di benvenuto precederà l’inizio dei lavori. Il quesito posto “Può un Comune, prendendo spunto da quanto succede all’estero, trovare un nuovo modo di gestire le politiche sociali, facendo entrare i cittadini sempre più nei processi decisionali?” verrà affrontato da esperti e studiosi tra cui il giornalista Andrea Degl’Innocenti e l’economista Dott. Emiliano Cantoni.
Moderatore della serata sarà Raffaella Pirini, consigliere comunale della Lista Civica DestinAzione Forlì.chiuderà i lavori l’intervento del Dr. Pietro Cambi che proporrà una possibile soluzione alla crisi attuale.

Proprio l'altro ieri ho pubblicato il comunicato congiunto di WWF e Clan-Destino sul processo che partirà venerdì (undici-undici-duemilaundici) e che vedrà sul banco degli imputati Hera e Mengozzi.
In questa lettera le due associazioni invitavano le istituzioni locali a prendere posizione, entrando concretamente a far parte del processo (più di quanto non ci stiano già…).
La risposta è arrivata in zona Cesarini: oggi all'ora di pranzo, con una conferenza stampa, il Sindaco di Forlì Balzani e l'Assessore all'ambiente Bel
lini hanno annunciato che il Comune si costituirà parte civile nel processo. Una ventata di aria fresca, non c'è che dire!
Circola la voce che qualcuno nel PD sia svenuto per lo shock. Bene.
La Provincia di Forlì-Cesena (che le autorizzazioni le ha concesse), stretta all'angolo, non ha potuto far altro che allinearsi.
Il Presidente Bulbi forse a quest'ora starà cercando una corda, probabilmente questa notte dormirà male pensando a possibili vendette degli “amici” e sicuramente in questo momento non sorride come nella foto.
In ogni caso l'appuntamento è per venerdì 11 novembre alle ore 10 al tribunale di Forlì.
Partecipate numerosi!

A Forlì conosciamo bene Carla Poli ed il Centro Riciclo Vedelago, per via delle tante conferenze che, negli ultimi anni, sono state organizzate sul territorio a partire con l'Associazione Clan-Destino.
Con il loro fondamentale contributo è stata organizzata la raccolta differenziata di Woodstock 5 Stelle, quasi un anno fa.
Nei giorni scorsi ho letto con grande piacere dell'accordo firmato da Carla Poli con il Comune di Napoli per la messa in funzione di due centri simili in quell'area. Grande piacere ed amarezza, perché mentre coloro che avevano i cumuli in strada ora procedono a grandi passi verso il futuro, dalle nostre parti si deve fare i conti con un mostro che si occupa solo dei propri interessi.
Così abbiamo organizzato, via sms ed in pochi giorni, una gita didattica direttamente sul posto, a Vedelago (Treviso); Presente una delegazione del Passatore (Paolo, Giorgio, Andrea ed io), un paio di consiglieri dei gruppi 5 Stelle di Faenza e Bologna (Maurizio Montanari e Federica Cuppini) e soprattutto l'Assessore all'ambiente del Comune di Forlì Alberto Bellini che, come noi, ha potuto toccare con mano ciò di cui si parla.
Carla Poli è un'imprenditrice e lavora in un mercato attivo che quasi tutta la politica si ostina a non vedere. Ha semplicemente trovato un modo di fare impresa (e guadagnare) non alle spalle dei cittadini ma facendo al contempo i loro interessi.
Lavora soprattutto all'estero (strano…) ma anche in Italia si possono trovare esempi significativi come a Prato, in Sardegna, nel salernitano, nel beneventano, in Lombardia e via dicendo.
Il centro riceve le materie provenienti dalla raccolta porta a porta della zona, perciò già separate in maniera dignitosa, e tramite un sistema sia automatico che manuale
separa le plastiche (in base alla composizione e al colore), il vetro, i metalli, il legno, la carta e così via. Dopodiché li imballa e li vende.
Il materiale di scarto viene utilizzato per produrre una specie di sabbia inerte che può essere utilizzata nell'edilizia, nella produzione di manufatti e di altre cose su richiesta, come ad esempio i pali che costituiscono le fondamenta di Venezia.
Ci guadagna l'impresa, ci guadagna l'ambiente e ci guadagna chi differenzia bene il suo rusco, perché paga non più sulle dimensioni della casa ma sul rifiuto indifferenziato effettivamente prodotto.
Hera, al contrario, incassa tanto denaro pubblico quanto più brucia (contributi cip6 che dovrebbero andare alle energie pulite), ed è questo il motivo per cui non vuole il porta a porta: se fatto bene, questo sistema toglie la benzina al nostro mega inceneritore, rendendolo inutile più di quanto non sia già. Perciò il loro investimento (fatto con i soldi nostri) andrebbe a quel paese.
Siamo davanti ad un bivio: da un lato dare soldi a chi inquina la nostra vita e dall'altro separare i rifiuti, abbassare i costi e mandare a quel paese Hera. Voi cosa preferite?
Allo scoppio dello scandalo Hera-Cosentino, nel novembre 2009, in Comune a Forlì venne presentato un ordine del giorno Leggi il resto di questo articolo »




























