![]()
Proprio mentre leggo che a Ravenna qualcuno vuole trasformare il bosco dei Gufi in un parcheggio (clicca QUI, foto gbenx), arriva un comunicato di Marco Paci che ci segnala un progetto analogo a Forlì in corso Diaz:
SI PREPARA LA PENA CAPITALE PER GLI ALBERI DI CORSO DIAZ
Chiediamone l’annullamento!
Nella nostra città, purtroppo, sono sempre più frequenti abbattimenti di alberature di 30/50 anni nell’ambito di lavori, anche in centro città, che nella loro fase progettuale non tengono asolutamente conto del verde esistente in zona.
Così, le decisioni vengono prese “navigando a vista” e procedendo con abbattimenti frettolosi di piante di notevole valore ecologico e paesaggistico che, con un po’ di attenzione da parte dei progettisti e delle ditte esecutrici, potrebbero essere salvate.
I casi del Foro Boario e Porta S.Pietro sono sotto gli occhi di tutti. Ora tocca a Corso Diaz.
Recentemente, infatti, il WWF è stato informato che, a seguito dei lavori di rifacimento dei marciapiedi di questo corso cittadino, è in programma il taglio dei Bagolari (Celtis Australis) situati nei dintorni delle Chiese di Ravaldino e S.Antonio Vecchio (vedi foto). Ci pare una condanna a morte totalmente gratuita, anche venata da un po’ di sadismo. Comunque, dettata da scarso amor proprio.
Queste piante, dell’età di circa 40 anni, godono infatti di ottima salute. Ossigenano l’aria, forniscono riparo e siti di nidificazione agli uccelli, e creano un microclima confortevole anche per gli stessi commercianti. Non a caso, un gruppo di cittadini, fra cui anche diversi commercianti del Corso, venuti a conoscenza dell’intenzione dell’Amministrazione Comunale di abbattere i Bagolari, ha espresso la propria preoccupazione raccogliendo spontaneamente, senza l’aiuto delle Associazioni e in pochissimi giorni, circa 250 firme. Proprio perché grazie a questi alberi si vive meglio.
Il WWF, pertanto, chiede:
a) Che venga fatto rispettare il Regolamento Comunale del Verde, ai sensi del quale:
1. “L’abbattimento di alberature è consentito, di norma, solo nei casi comprovati di stretta necessità, quali: accertato pericolo per persone e/o cose, alberature in stato vegetativo irrimediabilmente compromesso, alberature che causano danni a strutture edili o sottoservizi, diradamenti necessari alla sopravvivenza di gruppi arborei troppo fitti o miranti ad una riqualificazione paesaggistica del luogo”;
2. “In caso di nidificazione in atto, salvo che vi sia pericolo per la pubblica incolumità, gli abbattimenti non dovranno essere eseguiti nei periodi in cui avviene la riproduzione dell’avifauna (da metà marzo a tutto settembre)”.
(art. 9 – commi 2 e 5)
b) Che i tecnici comunali e gli Assessori dei vari settori si siedano attorno ad un tavolo ed elaborino una soluzione progettuale finalmente “creativa”, che preveda l’allargamento dei marciapiedi e la predisposizione di aiuole che offrano il necessario spazio alle radici, preservando e valorizzando così gli alberi esistenti, anche a costo di perdere qualche posto auto.
Siamo certi che, con una tale soluzione, il Corso Diaz diventerebbe anche più gradevole esteticamente. E i forlivesi ringrazierebbero.
WWF Forlì
























