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Ancora sul Porta a Porta

Pubblicato il 19 May 2008 da Sindako

Pubblico due comunicati, il primo di Stefano Angeli (consigliere comunale Cesena) ed il secondo di Palmiro Capacci (assessore all’ambiente Forlì):

SISTEMA PORTA A PORTA SUBITO, ORA BULBI PASSI DALLE PAROLE AI FATTI

Apprendiamo favorevolmente le parole del Presidente da provincia Massimo Bulbi sulla raccolta differenziata porta a porta, parole che non lasciano spazio a dubbi o interpretazioni. Bulbi, che è anche il presidente dell’agenzia d’ambito Ato, infatti dichiara senza mezzi termini che il sistema porta a porta è il più efficace per fare una vera raccolta differenziata, che non è necessario fare ultreriori esperimentazioni e che occorre iniziare subito. Queste dichiarazioni ci soddisfano perchè questa è stata anche la posizione del nostro gruppo durante l’ultimo consiglio comunale a Cesena, in cui si sono discussi ordini del giorno sulla materia. Purtroppo a Cesena il sindaco e la sua maggioranza non si sono però espressi nello stesso modo nel quale oggi si esprime il presidente della provincia di Forlì-Cesena. Giordano Conti infatti ha dichiarato che non si può accelerare nè cominciare da subito con questo sistema, ma occorre fare ultriori studi e riflessioni. La maggioranza di centrosinistra di Cesena dal canto suo ha bocciato un documento delle minoranze che chiedeva di avviare un progetto concreto di raccolta porta a porta entro la legislatura vigente. Invitiamo quindi il Presidente Bulbi a dare seguito concreto al più presto alle sue dichiarazioni, correggendo magari il tiro, troppo accondiscendente verso gli interessi di Hera in materia, del sindaco di Cesena.

Stefano Angeli

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QUALE GESTIONE DEI RIFIUTI PER IL PROSSIMO FUTURO

L’assemblea ATO del 13/05/08 ha opportunamente rinviato l’approvazione degli “accordi ponte” con HERA per il Sistema Idrico Integrato e per il Servizio Gestione Rifiuti), in questi accordi si sarebbero approvati oltre agli aumenti tariffari, anche il Servizio che HERA doveva corrispondere, il rinvio era necessario per istituire un tavolo di confronto con le associazioni di categoria e dei consumatori.

Questo rinvio è stato quanto mai opportuno per la partita “rifiuti” si sarebbe infatti approvata la proposta di HERA per la revisione contrattuale nella gestione del servizio per il 2008 –2009 che prevede un mero potenziamento del sistema attuale, un forte aumento nella produzione rifiuti (+ 3,5% anno) non il linea con il PPGR (+ 1%) e con il consuntivo della raccolta rifiuti 2007 che vede al contrario una live diminuzione. Con l’approvazione di questa delibera di raccolta “porta a porta” ne avrebbero poi parlato nel 2010 le future Amministrazioni.

Va precisato che per quanto riguarda gli incrementi tariffari la proposta di HERA non sarebbe stata accettata la richiesta di HERA di un + 8,3% per il 2008, ma si limitava ad un + 3,5%, (a cui bisogna comunque aggiungere un 4,5% di aumento già definito), si fa notare che la stima della produzione non sarebbe stata rivista e che quindi le tariffe sarebbero state calcolate non sulla base del rifiuto raccolto ma di quello presunto, per cui i Cittadini di Forlì avrebbero pagato anche per lo smaltimento di quasi 5000 tonnellate di rifiuto mai prodotte, della restituzione di circa 380.000 euro per il 2007 dovute alla minor produzione non si faceva alcun cenno. Una proposta simile è chiaramente inaccettabile, credo che ATO debba elaborare un proprio progetto autonomo.

L’opinione che effettuare il Pap in “ zone limitate della città è una presa in giro” è una opinione certamente legittima ma non è una osservazione rivolta al sottoscritto (sono arrivato alla conclusione che bisogna farlo su tutto il territorio urbano dell’ ATO) ma è rivolta al Consiglio Comunale di Forlì che così ha deciso e chiesto a larga maggioranza, come Assessore all’Ambiente è mio dovere ottemperare all’indirizzo dettato dal mio Consiglio, ed era mio un atto dovuto riferire che non era stato messo nelle condizioni di non poter fare quanto mi era stato chiesto.

Il 13.04.08 l’assemblea ATO ha deliberato di eseguite uno studio per un progetto di raccolta “Porta a Porta” nei Comuni di Forlì, Cesena Meldola e Bertinoro, ovviamente non siamo più nella fase del “se si può fare e quanto costa” ma del “come fare” in concreto. Nella mia dichiarazione di voto ho inteso precisare che questo studio non annulla la richiesta del Consiglio Comunale di Forlì, ovviamente solo esso può annullare un proprio atto legittimamente adottato.

Credo che finche non sarà terminato il progetto del pap deliberato, non sia possibile andare al rinnovo della convenzione per il triennio 2009-2011 il tempo c’è, lo studio si è annunciato che sarà pronto ai primi di agosto, per cui bisognerà andare al più presto ad una revisione del contratto già in essere che termina nel 2008.

Palmiro Capacci

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La diga tracima ancora, ma noi beviamo comunque l'acqua dei pozzi

Pubblicato il 22 April 2008 da Sindako

Pubblico un comunicato di Stefano Angeli:

LA DIGA DI RIDRACOLI CONTINUA A TRACIMARE, MA NOI BEVIAMO COMUNQUE L’ACQUA DEI POZZI

diga 19 aprile 2008Ormai da quasi un mese la diga di Ridracoli tracima, rilasciando nella valle del Bidente milioni di metri cubi d’acqua buona che vanno sprecati, eppure a tutt’oggi la quantità potabilizzata ed erogata nell’acquedotto è abbastanza bassa ed è comunque miscelata con l’acqua inquinata dei pozzi. A Marzo infatti la quantità d’acqua potabilizzata da Romagna Acque è di 4,48 milioni di metri cubi contro valore massimo registrato del 2007 che fu di 5,54 milioni di metri cubi, anche se allora il livello della diga era meno della metà. Cosa significa questo? Semplice, che la disponibilità della risorsa non è determinante per le quantità da miscelare, decise a tavolino da Hera ed Ato secondo interessi prevalentemente economici. Nei mesi di Gennaio e Febbraio, con l’invaso già vicino ai suoi massimi, le quantità di acqua di Ridracoli destinate a Cesena erano infatti rispettivamente di circa il 41% ed il 61%, tutto il resto era acqua scadente dei vecchi pozzi con alto contenuto di nitrati e durezza elevata.
Eppure a Romagna Acque dovrebbe interessare potabilizzare e vendere il massimo possibile di risorsa di qualità, anche per compensare le perdite dell’anno passato, quando ha erogato intorno al 40% in meno per la siccità. L’interesse di Hera però va nella direzione opposta, dato che con l’acqua dei pozzi guadagna di più, quel che sorprende è che le amministrazioni ed i sindaci dovendo scegliere tra gli interessi di Hera e quelli di Romagna Acque, e dei propri cittadini, scelgano sempre quelli della holding.

Stefano Angeli, consigliere comunale del Gruppo della Libertà-Pdl

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