Archive | Trasporti

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F(r)eccia Bianca Trenitalia

Pubblicato il 17 dicembre 2009 da Stefano Severi

Venticinque euro circa, tasse comprese. Tanto basta per volare da Bologna a Londra via Ryanair. Stesso importo, venticinque euro esatti, per un andata e ritorno Continua a leggere

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FIAT batte cassa mentre affossa l’elettrico Chrysler

Pubblicato il 10 novembre 2009 da Luca Landi

Marchionne ha recentemente dichiarato che «ogni nostra vettura in Italia è venduta sotto costo. Continua a leggere

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Disastro Ridolfi, i cittadini iniziano a pagare

Pubblicato il 09 novembre 2009 da Luca Landi

Già diverse volte abbiamo parlato della paradossale situazione dell’aeroporto “Ridolfi” di Forlì Continua a leggere

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Bici vs. Suv….chi vince?

Pubblicato il 08 novembre 2009 da Simone Barzanti

Prima di guardare il filmato, secondo voi, chi vince?

Il video è stato realizzato in occasione del Bycicle Film Festival svoltosi a Milano nel 2007.

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Trenitalia a metà

Pubblicato il 02 novembre 2009 da Luca Landi


Questa l’ho scattata ieri alla stazione di Forlì.

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Il ponte della discordia

Pubblicato il 19 ottobre 2009 da Luca Landi

Permettetemi il dubbio, ma a me questa storia del ponte continua a non convincermi; Continua a leggere

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Intervento di Davide Fabbri per una mobilità sostenibile

Pubblicato il 24 febbraio 2009 da Stefano Oronti

Da pedone e da ciclista – più che da candidato Sindaco per Cesena – desidero portare il mio contributo al dibattito sulla mobilità e sicurezza stradale, che si è aperto sulla stampa locale, dopo l’ennesima tragedia sulle strade cittadine.

Il problema della mobilità, al pari del welfare, rappresenta la sfida più onerosa per il governo della città: sia per la pesantezza degli impatti provocati all’organizzazione della città e alla qualità della vita di tutti i cittadini cesenati, sia per l’estrema complessità e le molteplici interazioni che questa problematica presenta.

La mobilità nella nostra città è in crisi da diversi anni, e la sua “patologia” non accenna ad attenuarsi per mancanza di scelte politiche coraggiose e lungimiranti dell’attuale maggioranza che amministra la città.

Sembra che ad ogni anno i problemi legati al traffico motorizzato, i suoi costi sociali, ecologici, siano sempre più acuti, raggiungendo sempre più spesso l’emergenza sanitaria (PM10 e non solo), a cui il Comune di Cesena ha risposto con provvedimenti di dubbia efficacia: le targhe alterne, i blocchi (solo sulla carta) imposti dalla Regione il giovedì pomeriggio, non incidono minimamente sulle cause strutturali che portano alla crisi.

A Cesena su 95.500 abitanti abbiamo la presenza di 84.000 veicoli a motore privati immatricolati: questo è l’elemento drammatico da cui partire per impostare politiche di mobilità alternative all’uso indiscriminato dell’auto.

E’ pure una illusione pensare che il problema del traffico, con tutte le sue implicazioni, si possa risolvere con qualche aggiustamento, razionalizzando e ottimizzando l’esistente, con scelte tampone, lasciando cioè immutate le tendenze in atto riguardanti l’aumento dei veicoli in circolazione.

Il modello di mobilità attuale caratterizzato dalla assoluta preminenza dell’auto privata, si è rivelata insostenibile, in termini economici, urbanistici, sociali e soprattutto d’impatto sulla salute.

Il traffico è caotico, la congestione urbana, l’inquinamento atmosferico e acustico, i danni alla salute dei cittadini, gli sprechi energetici, accompagnano la nostra vita.

Occorrono scelte politiche coerenti per tutelare la sicurezza e la salute dei cittadini, favorendo la diminuzione delle vittime deboli degli incidenti stradali e le vittime diffuse da inquinamento; per far questo occorre potenziare il trasporto pubblico locale, e dare continuità e sicurezza alle piste ciclabili, come suggeriva saggiamente Caterina Molari degli “Amici della Bici”.

Per rendere credibili ed efficaci queste priorità, i Verdi propongono alla città un obiettivo importante: primo fra tutti, l’obiettivo concreto e fattibile di ridurre del 20% la quota di spostamenti in auto privata in 10 anni, e del 10% in 5 anni.

Al contrario del collega Stefano Angeli, io ritengo che non sia più possibile inseguire la domanda di mobilità, offrendo nuove infrastrutture viabilistiche, come la Gronda e la Bretella a Villa Chiaviche: queste nuove strade andrebbero ad alimentare ulteriormente al cultura dell’uso indiscriminato dell’auto privata.

La programmazione della mobilità deve ancorarsi a degli obiettivi di autentica riqualificazione urbana: aumentare la qualità dei quartieri esistenti, fermare l’espansione edilizia, disincentivare la domanda di mobilità, creare nuove centralità e identità nelle periferie, aumentare l’accessibilità complessiva in particolare ai soggetti deboli.

E per fare questo occorre proporre concretamente un diverso modello di sviluppo della mobilità, di cui lo sviluppo e il potenziamento del trasporto pubblico e delle corsie preferenziali degli autobus devono diventarne l’asse portante e gli elementi di maggiore concretezza, visibilità e innovazione.

L’adozione di corsie protette per gli autobus – in Viale Carducci, in Viale Gaspare Finali, ad esempio – avrebbe un effetto importante nell’aumentare la fluidità, velocità, efficienza e puntualità del mezzo pubblico.

Saluti ecologisti

Cesena, 21 febbraio 2009

Davide Fabbri

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Mobilità, adesso passiamo all’elettrico

Pubblicato il 09 gennaio 2009 da Luca Landi

Jonathan G. Dorn scrive per l’Earth Policy Institute fondato da Lester Brown.
Nello scorso Novembre Dorn ha scritto sul sito dell’EPI un articolo molto interessante che dimostra come negli Stati Uniti (ma in Italia penso valgano gli stessi ragionamenti) sia arrivato il momento di ripensare l’alimentazione delle automobili passando dai motori a combustione (petrolio o gas che sia) a quelli elettrici; di seguito trovare l’articolo tradotto in italiano preso dal sito di ASPO Italia. Uno spunto molto interessante per iniziare a riflettere sulle nostre strategie di mobilità che, prima o poi, non potranno più contare sulle fonti non rinnovabili.

—————

Il drammatico aumento dei prezzi del petrolio all’inizio di quest’anno, che si è tradotto poi in prezzi più elevati alla pompa di benzina negli Stati Uniti, ha prodotto preoccupazione riguardo la dipendenza estera del petrolio negli USA ed ancora una volta ha messo in discussione la sicurezza energetica nazionale . Combinata con la crescente comprensione che le emissioni di carbonio date dalla combustione di combustibili fossili portano al cambiamento climatico globale, il dibattito è ora focalizzato su come ristrutturare il sistema dei trasporti degli Stati Uniti per risolvere questi due problemi. Mentre l’idea di mettere in strada negli Stati Uniti veicoli a gas naturale ha di recente ricevuto molta attenzione, si ritiene più ragionevole la nostra opzione di alimentare le auto con elettricità verde da tutti i punti di vista sia di sicurezza nazionale, di efficienza, di stabilizzazione del clima e dell’economia.

Avere una flotta di veicoli alimentati a gas naturale (NGVs) significherebbe semplicemente sostituire la dipendenza degli Stati Uniti dal petrolio verso una dipendenza dal gas naturale, un altro combustibile fossile. E’ dimostrato che gli Stati Uniti hanno appena il 3 per cento di riserve di gas naturale di tutto il mondo e che, anche senza un aumento della domanda di un flotta NGV che ne deriverebbe, il paese già consuma quasi un quarto di gas naturale mondiale. Con le percentuali attuali di consumo, le riserve degli Stati Uniti sono in grado solo di soddisfare la domanda nazionale di altri nove anni.

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