TerraAddio
il passatore
 
il passatore
 
consigli comunali in streaming
 
 

Archivi per la categoria ‘Ambiente/Salute’

Il lupo Sic, diventato noto alle cronache nazionali durante il nevone di febbraio, quando si rifugiò nei pressi di un’abitazione vicino a Pennabilli lasciandosi catturare, continua la sua lunga corsa nel mondo della natura.

Partito da Sasso Simone e Simoncello con il radio-collare applicatogli dai tecnici del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi nell’ambito del progetto Life-Wolfnet, ha percorso varie

centinaia di chilometri (sarebbe più corretto dire migliaia) e si trova nelle montagne tra

le province di Prato, Pistoia e Bologna. Ora, dopo circa 8 mesi, ha perso il suo collare (forse per un difetto di fabbrica) e continua per la sua strada, in cerca di una campagna con cui formare il suo branco. Anche gli animali ne fanno di strada per il pelo…

In “bocca al lupo” (eh eh) Sic e buon proseguimento della tua avventura nella natura.

Si è svolta giovedì 25 ottobre a Roma, una manifestazione a sostegno dei Parchi Nazionali italiani che potrebbero essere messi in ginocchio dalla spending review. Dal 2006 ad oggi i Parchi hanno subito già un 35% di riduzione alle proprie

dotazioni organiche, alcuni di questi (Circeo e Appennino Tosco Emiliano) hanno al momento solo 6 dipendenti e faticano a rispettare la mission prevista dalla legge 394/91 per tutti i Parchi Nazionali. Alle riduzioni di personale vanno aggiunte anche le riduzioni ai bilanci che hanno colpito buona parte di questi Enti negli ultimi anni, con ripercussioni sulla conservazione della natura, nei servizi offerti ai cittadini nonché nelle risorse economiche portate in questi territori.

Durante la manifestazione sono state fatte alcune interviste ai partecipanti e ad alcuni esponenti del mondo ambientalista, che hanno voluto esporre il loro supporto ai Parchi Nazionali.

Cosa fa un Amministrativo che si occupa di Bilancio in un Parco Nazionale

Cosa fa un Biologo in un Parco Nazionale

Cosa fa un Agronomo in un Parco Nazionale

Cosa fa un Tecnico della pianificazione territoriale in un Parco Nazionale

Cosa fa un Parco Nazionale

Intervista a Grazia Francescato

Intervista a Carlo Alberto Graziani

 

“Le generazioni a venire non ci perdoneranno per i danni che stiamo loro facendo” diceva Lorenzo Tomatis, scienziato e ricercatore di fama internazionale .
Sensibili a questo monito, a Faenza sempre più gruppi di cittadini, genitori, comitati, associazioni e liste civiche si uniscono per intraprendere azioni di informazione e di pressione, interrogandosi sullo stato di inquinamento del nostro territorio e sulla sostenibilità ambientale e sanitaria dei grandi impianti di combustione..

Per questo in data 7 giugno, ore 21 in via Laderchi 3, avrà luogo un incontro pubblico informativo relativo alle “Ripercussioni sulla salute derivanti dai grandi impianti di combustione”, organizzato dall’associazione di volontariato Gaaf (Gruppo allattando a Faenza), dal Gas Faenza (Gruppo acquisto solidale), dalla lista civica “Fatti Sentire”, dalla lista civica “Faenza Che Vuoi”. All’incontro interverranno la Dott.ssa Patrizia Gentilini (Oncoematologa dell’Associazione Medici per L’ambiente ISDE) e il Dott. Stefano Raccanelli (chimico ambientale ed esperto microinquinanti).

Sara’ un incontro importante e una preziosa occasione per poter comprendere con l’aiuto di esperti gli effetti che gli impianti di combustione possono produrre sulla nostra salute e su quella dei nostri figli. Durante l’incontro verranno discussi anche i primi dati relativi alle analisi che abbiamo effettuato nel nostro territorio su alimenti destinati al consumo umano e verra’ presentata “La campagna nazionale per la difesa del latte materno dai contaminanti ambientali.”

La partecipazione all’incontro e’ gratuita ed estesa a tutta la cittadinanza, inoltre sono state invitate le autorita’ dell’amministrazione comunale, Ausl, Arpa e la stampa locale.

Il colosso industriale AMADORI, che ha fatturati milionari, ha l’obbligo morale e normativo a bonificare i tetti di amianto distrutti e spappolati, poiché le fibre di amianto si disperdono pericolosamente nell’ambiente

Le foto che vi allego sono state scattate lungo la E45, fra Borello e San Carlo di Cesena: descrivono capannoni di allevamenti dismessi di una società legata al colosso Amadori: tetti in eternit distrutti dalla recente nevicata, neve che ha peggiorato la situazione già problematica da tempo.
La salute di tutti noi è in pericolo, le fibre di amianto si disperdono facilmente nell’ambiente.

E’ dimostrato che anche bassissime esposizioni a fibre di amianto possono indurre un ben preciso tumore polmonare (il mesotelioma pleurico).

A Cesena – da un censimento realizzato una decina di anni fa – sono ben 5.400 i punti del territorio dove si trovano materiali in cui è presente amianto: si tratta soprattutto di capannoni, tetti di abitazioni, tettoie, coperture di garage.

Il censimento dell’amianto già realizzato è fondamentale per far decollare – dopo anni di colpevole e irresponsabile ritardo – un piano di risanamento del territorio, per eliminare completamente la presenza di amianto friabile.

Partiamo ora con le bonifiche sulla base di ordinanze del Sindaco, partiamo dai casi più gravi ed eclatanti, come quelli delle foto allegate. La bonifica non può essere demandata alla discrezionalità dei proprietari. Il Comune di Cesena, in collaborazione con il Dipartimento di Prevenzione dell’A.USL di Cesena, dopo i danni causati dalla neve, deve attivarsi immediatamente per far rimuovere le situazioni di maggiore rischio, obbligando i proprietari a presentare i Piani di Bonifica previsti dalla legge. Le bonifiche sono agevolate da contributi pubblici comunali e regionali.

A seguito delle recenti calamità provocate dalla neve, che hanno ulteriormente aggravato molti siti già problematici (soprattutto capannoni agricoli e zootecnici), occorre urgentemente che gli enti pubblici (Comune di Cesena e A.USL di Cesena in primis) facciano Ordinanze – nei confronti dei proprietari dei siti da contaminare – per la bonifica immediata delle superfici in cemento-amianto friabile e sfaldato, come quelle che vedete in foto.

Davide Fabbri

L’art. 65 del Decreto liberalizzazioni (DL 24 gennaio 2012 n. 1), nella versione approvata dal Senato in sede di conversione in legge, stabilisce uno stop all’incentivazione degli impianti a terra su aree agricole, salvo alcune eccezioni.

Secondo Il quotidiano del commercialista – Eutekne.info, gli impianti a terra su aree agricole che possono ancora aspirare all’incentivazione sono i seguenti:
- quelli con titolo abilitativo acquisito entro il 29 marzo 2011 o per i quali sia stata presentata richiesta per il conseguimento del titolo entro il 1° gennaio 2011 purchè entrino in esercizio fino a 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del DL 1/2012;
- quelli con titolo abilitativo acquisito entro la data di conversione in legge del DL 1/2012 devono rispettare le condizioni di cui ai commi 4 e 5 dell’art. 10 del DLgs. 28/2011 e hanno tempo per entrare in esercizio fino a 180 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del predetto DL.

In poche parole il fine è quello di evitare la sottrazione di rilevanti aree agricole; il metodo applicato appare invece complesso e discutibile.

Purtroppo si rileva inoltre che uno degli emendamenti introdotti all’art. 65 ha ridotto l’appetibilità per le aziende agricole di realizzare impianti fotovoltaici a tetto. Viene previsto infatti, che l’Autorità per l’energia elettrica e il gas (AEEG) assicuri la “priorità di connessione alla rete elettrica per un solo impianto di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili di potenza non superiore ai 200 kW per ciascuna azienda agricola”.




 
Categorie
Archivi