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Angelo di Carlo, per gli amici Sgargy, era rimasto vedovo pochi anni fa, con un figlio poco più che ventenne a carico. Da tanti, anzi troppi anni, privo di un lavoro decente, sempre prossimo allo sfratto, in lite giudiziaria con i suoi fratelli per una banale questione di eredità, nemmeno i soldi per riparare la sua minicar senza patente ferma da mesi e indispensabile per andare a lavorare.

Ma non era affatto un uomo disperato, anzi! Al contrario di tanti suoi coetanei cinquantenni, presi dalla cura per gli affari e la programmazione delle vacanze, Angelo ha sempre saputo spendersi per gli altri, anche al di la delle sue scarse possibilità economiche, manifestando sempre contro qualsiasi tipo di ingiustizia.

Immancabile ritrovarlo ai vari v-day, al corteo contro la centrale turbogas, a sostegno del porta a porta, magari vestito da contaminato radioattivo per testimoniare le scellerate prospettive di un ritorno al nucleare, oppure imbavagliato in spiaggia per difendere la libertà di informazione minata dalle leggi bavaglio. Era considerato da tutti come uno dei pochi ultimi veri ambientalisti sempre in prima linea per difendere il diritto alla salute. C’è chi ha come idolo Balotelli, lui aveva Patrizia Gentilini, oncoematologa che si batte da anni contro i danni provocati dagli inceneritori.

A vederlo spendere tutte quelle energie per un’Italia migliore, nessuno faceva oramai più caso al suo più grande coraggio, quello di chi riesce a vivere una situazione economica precaria senza perdere mai il sorriso, anche quando il costo di un biglietto del pullman per partire da Forlì e andare giù a Roma fino al corteo rappresentava un ostacolo quasi insormontabile. Talune volte abbiamo fatto una colletta per lui, ma in ogni caso sapevamo che era sempre la dove contava, con i suoi mitici cartelloni realizzati a mano e la sua sana voglia di indignarsi, mai violenta!

Ho pensato spesso che semmai qualcuno fosse stato degno di rappresentare l’Italia a Montecitorio, sarebbe stato proprio lui, povero ma con una ricchezza d’animo e una dignità incomparabilmente superiore a quella dei tanti nominati, i rappresentanti di quella casta che ha come principale interesse ubbidire al partito di turno e assicurarsi un sereno vitalizio.

A Montecitorio in effetti ci è andato, all’una di notte di Venerdì 11 Agosto 2012, si è cosparso di benzina e si è dato fuoco, camminando spedito verso il simbolo stesso delle istituzioni a cui spesso invocava aiuto. Le stesse che non hanno mai saputo riconoscere come l’Italia si sarebbe potuta salvare anche lasciando più spazio a persone altruiste e generose come lui.

Angelo è morto stamattina.

Penso spesso al mio caro amico Sgargy, mi immagino quella sera in cui il suo proverbiale coraggio da attivista ha vacillato e ha maturato la scellerata decisione di farsi torcia umana, poi penso alla tv che parla solo di spread, di spending review, di accordi politici sottobanco per strappare la più favorevole fra le leggi elettorali, e mi rendo conto di come il mondo reale sia così distante da quello in cui vivono coloro che ci vorrebbero rappresentare.

Mi auguro il suo gesto assurdo serva almeno a risvegliare qualche coscienza, e ricordarci sempre che uno stato non più capace di rappresentare e tutelare i più deboli, non è più uno stato degno di essere onorato.

E Mario Monti, anziché andare a Rimini al meeting

di comunione e liberazione, dovrebbe andare al funerale di quest’uomo, a mo di esempio, come parziale compensazione per essere stato lasciato solo dalle istituzioni.

Domenica 19 Agosto (stasera) in piazza Saffi, dalle ore 21 in poi, veglia silenziosa di lutto, senza slogan e senza bandiere, per ricordare quanto bisogno ancora abbiamo di uomini dal cuore grande come Angelo.

Ci manchi tanto, caro Sgargy.

 
 

5 Commenti a “Angelo di Carlo, un uomo con il cuore grande”

  • Un uomo cosi’ non doveva darsi fuoco, serviva tantissimo da vivo, anche se purtroppo per conoscerlo ho dovuto leggere praticamemente il suo necrologico. Peccato persone come lui ormai sono in via di estinzione, a me’ rimarra’ solo il ricordo e la speranza che ce ne siano altri.

  • lorella scrive:

    Angelo Di Carlo.
    Non sapevo minimamente della sua situazione e me ne rammarico.
    Mi sento inutile di fronte a questo gesto perchè ho conosciuto un uomo dolcissimo e pieno di forti principi che ha compiuto un gesto disperato.
    Ricordo quando venne in laboratorio per realizzare delle opere per manifestare contro l’inceneritore di Forlì.
    Angelo, lo incontravo al Castel Raniero Folk Festival a Faenza.
    Angelo, che arrivava da Forlì con la sua macchinina elettrica.
    …ciao!

  • FABRIZIO scrive:

    ECCO IL RISULTATO DEL MONDO E DEI POLITICI ATTUALI MA TANTO E IO CI CREDO CHI PAGA PAGHERA’ NELL ALTRO MONDO RIPOSA IN PACE MARTIRE DEL 2012

  • Resistenza scrive:

    Ciao Sgargy, ci mancherai
    Nicola

  • lucia scrive:

    riposa in pace, se fossimo civili la tua morte sarebbe l’inizio di una rivoluzione per liberarci da regole assurde e dal dio denaro, ma in italia non stiamo ancora abbastanza male evidentemente!

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