
Ho trovato interessante questo articolo segnalato da Elisa e comparso su Il Giornale la scorsa settimana. Si parla di signoraggio e banche private, ne consiglio la lettura.
A differenza di quanto si tenderebbe a pensare, la Bce è un’istituzione che svolge una funzione pubblica ma è di proprietà privata, detenuta da banche private, comprese quelle dei Paesi europei che non aderiscono all’euro. Ha la struttura di una società per azione e gode di autonomia assoluta dalla politica pur condizionando pesantemente la politica. Questa «fabbrica del debito» si è arricchita grazie a due nuovi trattati, il Fiscal Compact o Patto di stabilità, e il Mes
o Fondo Salva-Stati, approvati il 19 luglio dal nostro Parlamento: così ci siamo ormai autocondannati ad essere indebitati a vita. Ci siamo impegnati, al fine di dimezzare il debito pubblico per portarlo al 60% del Pil, a ridurre i costi dello Stato di 45 miliardi di euro all’anno per i prossimi 20 anni, ciò che si tradurrà in nuove tasse e ulteriori tagli alla spesa pubblica; mentre per creare il Fondo Salva-Stati, viagra tablets l’Italia si è accollata la quota di 125 miliardi di euro, che non abbiamo. Nasciamo indebitati perché la moneta non la emette lo Stato ma una banca privata e abbiamo sottoscritto degli accordi con istituzioni sovranazionali le cui sentenze sono inappellabili. D’ora in poi lavoreremo sempre di più e vivremo sempre peggio per pagare i debiti.
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PS consigliare la lettura de Il Giornale mi fa pensare che il caldo stia avendo la meglio su di me…



















Trovo spiazzante come Allam non capisca (o faccia finta di non capire) il quadro più ampio: crede davvero che il problema del debito sia colpa dell’Euro?
Siamo di fronte a una tesi insostenibile, tanto è vero che persino gli Stati che adottano la propria valuta nazionale (USA, Gran Bretagna, Giappone…) non sono esenti da un ammontare di debito così elevato.
Bisognerebbe avere il coraggio di alzare il tiro, ma da Il Giornale, forse, potremmo esigere troppo.