Cara Fiat, tu eri l’industria più importante d’Italia, hai determinato mutamenti epocali in Italia:
grande migrazione dai campi all’industria; grande migrazione dal sud al nord; la motorizzazione di milioni di persone; hai salvato la Ferrari; ecc.a.
Per questo hai avuto tanti soldi pubblici per de localizzare al sud le tue fabbriche, per potenziarle e per sostenerti nei momenti difficili.
I tuoi padroni, gli Agnelli si sono sempre affidati a potenti manager come i Valletta ed i Romiti, uomini che hanno fatto i propri interessi e quelli dell’azienda con durezza, facendo pesare le proprie fortune sulle spalle degli operai e degli impiegati di basso livello.
Le rivendicazioni di queste persone sono sempre state combattute con forza, da anni si è cercato di non assumere personale che potesse aderire al sindacato della Cgil, individuando in questi possibili ostacoli per le proprie politiche produttive.
Mai però si è visto un cosiddetto manager come Marchionne, che ha portato la Fiat ad agire al limite, e spesso oltre, della legalità.
La disdetta degli accordi sindacali, le proposte capestro prendere e lasciare, l’espellere dalle fabbriche un sindacato, anzi quello più rappresentato in Italia, l’allontanarsi dalla stessa organizzazione degli industriali ritenendosi superiori, il recente comportamento nei confronti dei 3 operai di Pomigliano, le delocalizzazioni, tutti gli errori sui modelli di auto presentati (o non progettati negli ultimi anni) rappresentano un comportamento arrogante, oscurantista e becero.
Dopo l’intervista di Marchionne al Corriere della Sera lancio un sasso nello stagno:
Per le sorti dell’industria italiana e per l’Italia stessa mi chiedo se non sia preferibile che la Fiat fallisca e che le sue fabbriche siano acquistate da altri costruttori, ad esempio la Wolkswagen o la Ford.
Visto quello che accade in Germania, credo che la produzione verrebbe fortemente rilanciata ed innovata e che le stesse condizioni dei lavoratori migliorerebbero sensibilmente.
Di una sola cosa devono convincersi i dipendenti: la qualità del prodotto deve assolutamente migliorare.
La prossima lettera la scriverò a Marchionne, ma credo, cara Fiat che dovresti mutare radicalmente rotta.























