
Riprendo un articolo dal blog Linea Gotica, sulla scelta dei “comandanti”, per integrare ad esso alcune considerazioni di cui sotto.
Oltre al fatto che non mi piacciono i processi mediatici, aggiungerei pure il fastidio di un paese dove convivono contemporaneamente 60 milioni di commissari tecnici della nazionale di calcio, 60 milioni di primi ministri, 60 milioni di premi nobel in economia e da qualche giorno pure 60 milioni di esperti navigatori. Ora, passi chi commenta su internet, che spesso si commenta da sé (della mediocrità della massa ne parlava già Mill 150 anni fa), ma che pure Cacciari ci venga a spiegare come si dovevano fare i soccorsi criticando, non si sa poggiando su quali basi, le richieste della Capitaneria di Porto intervenuta, francamente credo sia troppo. Uno dei grossi problemi dell’Italia, oltre al tuttologismo sopra citato, è pure il fatto che certa gente, che gode di grossa (troppa?) visibilità, tende a sopravvalutarsi parecchio. Non capisco cosa abbia da dire un filosofo su una cosa tecnica di questo tipo. Che Cacciari debba spiegare all’Italia come si presta soccorso a un naufragio francamente non è servizio pubblico. Vorremmo vedere meno televisione di questo tipo e meno spazio a gente fuori dai campi che loro competono. La sintesi dell’Italia non è solo Schettino – De Falco, l’Italia intera è emersa in tutto il contorno a questa triste storia e, salvo poche eccezioni, non si sono viste gran belle figure; sicuramente non si sono viste tra certe persone che si ergono a esperte di tutto e pontificano, da uno scranno tv o da un giornale, con l’arroganza di chi pretende di avere sempre la verità in tasca, anche fuori dai propri ambiti.
ps. nel momento in cui scrivo, pure Vespa con i suoi ospiti, pontificano e sentenziano da Porta a Porta.






















