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L’Istituto di Biometeoriologia del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IBIMET) ha testato nel parmense la capacità degli alberi di depurare l’aria, giungendo cos’ alla conclusione che alcune speci sono molto efficaci, altre poco.
Le piante compiono questa “ripulitura” assorbendo anidride carbonica e restituendo ossigeno, incamerando biossido di azoto, monossido di carbonio, ozono e anidride solforosa, tutti gas altamente nocivi per l’ambiente e quindi per la ns salute.
Anche le polveri sottili vengono intercettate dalle foglie cerose e dalle corteccie rugose dei tronchi e degli alberi.
Ne consegue che gli alberi depuratori nelle condizioni climatiche simili a quelle del parmense sono: orniello, frassino maggiore, acero campestre, gelso nero, acero platanoide, bagolaro o spaccasassi, ontano nero, carpino bianco, ciliegio e tiglio.
Quelli da evitare invece sono: quercia, eucalipto, pioppo e salice.
Auspichiamo perciò che i nostri amministratori approfondiscano questa tematica e provvedanoal più presto a incrementare anche piccoli boschetti in tutte le città, specie nella Pianura Padana, che risulta essere l’area inquinata più vasta di tutta l’Europa

 
 

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