In questi giorni a Forlì c’è un grande fermento attorno all’annuncio di 500 nuove assunzioni presso il nuovo ipermercato che aprirà i battenti in zona fiera a fine marzo; in particolare la discussione mette a confronto quelli che vedono nel nuovo centro commerciale il colpo di grazia per gli altri piccoli negozi della città contro chi sostiene che l’iper è una grande opportunità di sviluppo lavorativo e commerciale per Forlì.
Leggendo sui siti di news locali i commenti dei lettori sono dei più eterogenei (da Romagnaoggi):
Merdonze: “Speriamo che l’IPER aprà al più presto anche perchè 500 posti di lavoro in più in un momento di crisi come questo sono una boccata di ossigeno”
Corrarturo: “Quanta ipocrisia… Adesso aspettano tutti l’apertura dell’iper perchè giustamente fanno gola tanti posti di lavoro. E di tutte le balle sul centro storico che starebbe morendo non si parla più”
Gim: “Le 500 assunzioni sono una realtà e vanno in controtendenza alla triste situazione nazionale che tutti ben conosciamo”
Brenno: “… e nessuno pensa al danno per il centro storico e per tutte le altre attività medio piccole di Forlì con le relative chiusure. altro che nuovi posti di lavoro.”
Zio Giangi: “La presenza dei vari ipermercati nelle città è dovuta soltanto al loro gradimento e quindi la decisione di aprire nuovi iper è sempre la benvenuta”
Lux: “ovvio che per tanto lavoro offerto dall’iper ce ne saranno altrettanti che lo perderanno per la città,…e allora siamo di capo!!”
Potremmo andare avanti a lungo, ma credo che la divergenza di idee fra forlivesi sia evidente.
A questo punto la domanda che personalmente mi sono fatto è stata: ma questi 500 nuovi posti di lavoro come incidono sul tessuto lavorativo commerciale locale?
Una risposta parziale, ma derivante da dati certi (fonte Ministero Sviluppo Economico e Infocamere), la troviamo su uno studio elaborato dall’Ufficio Studi della CGIA di Mestre che vi invito a scaricare e a leggere.
Sintetizzando, secondo lo studio, tra il 2001 e il 2009 per ogni occupato che ha trovato un’occupazione nei centri commerciali, si sono persi 6 posti di lavoro tra i piccoli negozianti.




















La vera domanda che ci si dovrebbe porre è, in piena crisi economica, un ennesimo iper commerciale, ha senso ?
Secondo me no, con buona pace dei lavoratori assunti, ai quali auguro la massima fortuna, non mi aspetto che le attività durino più di qualche anno, prima di relegare il complesso al livello di ennesima “cattedrale nel deserto”.
I giganti dai piedi di argilla sono sempre stati storicamente i primi a soccombere, in periodi di grossi cambiamenti economico-politici.