
Stava (Trentino), 19 luglio 1985, ore 12.22. Sembra ieri e invece sono passati ben 25 anni, un quarto di secolo. Rimane un triste ricordo della mia infanzia (alloggiavo lì vicino e come tanti andai a vedere le proporzioni di ciò che era successo) questa lunga lingua di fango che si scorgeva dal ponte di Tesero, e un silenzio surreale interrotto soltanto dal rumore delle ruspe.
Una catastrofe, quella di 268 vittime spazzate via con una dinamica tanto assurda quanto prevedibile, della quale in questi anni non si è più parlato.
Credo che ben pochi si ricordino di quella tragedia dimenticata, in un paese che fa fatica a ricordare quella del Vajont, mi sembrava giusto almeno un ricordo.























