
I Consigli d’Istituto delle scuole pubbliche devono deliberare ed eventualmente approvare entro il 15 febbraio il bilancio finanziario preventivo, il “Programma annuale 2010″.
Giusto per non farci mancare nulla, il Ministero dell’Istruzione ha emanato la nota del 14.12.2009, prot. n. 9537 recante le “Indicazioni riepilogative per il Programma annuale delle istituzioni scolastiche per l’anno 2010”.
Tra le disposizioni e raccomandazioni, di cui molti avrebbero fatto volentieri a meno, apprendiamo anche che la spesa per i contratti di fornitura dei servizi di pulizia deve essere ridotta del 25% rispetto a quanto previsto dal contratto.
Prendiamo il caso, ad esempio, di una ditta di pulizie che ha stipulato con la scuola un contratto scritto, firmato e timbrato. Presumibilmente si è organizzata, ha assunto il personale e ha comprato l’attrezzatura necessaria. Tutto a posto? Non proprio. Il Ministero decide adesso che si pagherà d’ora in poi il 25% in meno di quello che si era stabilito.
E per fare questo, si è dovuto risalire ad una norma del 1923. Il Ministero infatti “ricorda che ai sensi dell’art. 11 del R.D. 2440/1923, qualora nel corso di esecuzione del contratto occorra una diminuzione della prestazione, l’appaltatore è obbligato ad assoggettarsi nella misura max del 20%. Oltre detta percentuale l’appaltatore, laddove non si avvalga della risoluzione del contratto, è obbligato ad assoggettarsi all’ulteriore riduzione.”
In altri termini la scuola chiede una diminuzione della prestazione. La ditta, se non vuole perdere il contratto, è costretta ad adeguarsi. E’ facile prevedere che molti saranno lasciati a casa e il servizio di pulizia nelle scuole pubbliche non andrà in meglio.
E ridurre il costo debordante ed esorbitante della Casta no?
Domanda retorica.























