Venticinque euro circa, tasse comprese. Tanto basta per volare da Bologna a Londra via Ryanair. Stesso importo, venticinque euro esatti, per un andata e ritorno in seconda classe tra Cesena e Bologna con uno dei cinque Eurostar City ribattezzato dall’ufficio marketing “FrecciaBianca” che quotidianamente prestano servizio lungo la dorsale romagnola. Che diventano 35 in caso di viaggio in prima classe.
La stazione di Cesena (LaFrà – flickr)
Le prime critiche potrebbero essere spendibili già per le tariffe, che in pratica rendono il viaggio in treno costoso come quello in auto, in autostrada, sulla stessa tratta.
Se però uno potesse scegliere, se avesse cioè un’ampia offerta a disposizione, non ci sarebbe nulla di male. Il prezzo in qualche modo potrebbe essere giustificato dai 42 minuti che intercorrono dalla partenza da Cesena all’arrivo nel capoluogo emiliano.
Il vero problema è dato dalla mancanza di alternative, che rendono quasi obbligata la scelta di questa tipologia di treno. Un esempio: immaginate di essere a Cesena verso le 10 e di voler raggiungere Bologna entro le 12.30, cioè due ore e mezza dopo. Considerando l’ora canonica quale tempo di percorrenza tra le due città e tenendo ovviamente presente che nella peggiore delle ipotesi, trattandosi di una fascia oraria non soggetta a traffico pendolare, è lecito di aspettarsi al più un treno per ora, l’orario massimo stimato di arrivo dovrebbe essere mezzogiorno. Magari potreste essere costretti a salire su un InterCity anzichè su di un regionale, pagando cioè 8,50 euro per la sola andata anzichè i canonici 5,80 euro (tariffa aggiornata da pochi mesi: ad inizio 2009 erano “solo” 5 euro) della seconda classe di un regionale.
Bene, date un occhio al sito di trenitalia. Scoprite che, partendo da Cesena dalle 10 in poi e volendo arrivare a Bologna entro la mezza, avete a disposizione tre opzioni. Un Eurostar City Frecciabianca in partenza alle 10.27, un regionale in partenza alle 11.08 ed in InterCity alle 11.41.
Il FrecciaBianca, che come già detto non è altro che un vecchio interCity Plus che ha cambiato nome, anzichè costare un euro in più del tradizionale InterCity come in precedenza, ha la tariffa Alta Velocità. Impiega soli 47 minuti (ferma solo a Forlì e non a Faenza) ma come anticipato costa 12,50 euro in seconda classe ed alle 11.14 è a Bologna. Orario perfetto, costo improponibile.
La seconda opzione lascia Cesena alle 11.08 ed è un regionale. Ferma quasi ovunque e, nonostante il prezzo sia il minimo attuale, 5,80 euro in seconda classe, impiega un’ora e 12 minuti, arrivando a Bologna alle 12.20. Tanto da non renderlo preferibile all’InterCity che parte 33 minuti dopo, alle 11.41, ma arriva a Bologna alle 12.30 in soli 49 minuti per 8,50 euro in seconda classe.
Riassumendo: o si parte alle 10.27 ma si pagano 12,50 euro, oppure si scende di prezzo (anche meno della metà) ma si arriva un’ora dopo. Il treno precedente, un regionale, parte alle 9.51 e raggiunge Bologna nell’incredibile tempo di 1h29′ (arriva alle 11.20 e da qualche parte deve anche dare la precedenza al FrecciaBianca), praticamente un’eternità per non dire una vergogna.
Nota a piè di pagina. Per tutto questo dobbiamo dire grazie proprio ad un romagnolo, nello specifico nato a Rimini, l’ex segretario nazionale della Cgil trasporti Mauro Moretti ora amministratore delegato di Ferrovie dello Stato. Fulgido esempio di manager sfornato dal centrosinistra democratico italiano.

























dicembre 17th, 2009 at 12:25 pm
In sintesi: hanno accorciato i tempi eliminando una fermata (i treni sono esattamente gli stessi) e aumentato i prezzi.
Ancora più in sintesi: meno servizi con prezzi più alti
Complimenti.