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	<title>Commenti a: Il Preside di Scienze Politiche Forlì dice no alla Regione Romagna</title>
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	<description>Notizie e curiosità per la Romagna che ascolta</description>
	<lastBuildDate>Mon, 15 Mar 2010 18:25:06 +0100</lastBuildDate>
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		<title>Di: mircomonti</title>
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		<dc:creator>mircomonti</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 10:33:24 +0000</pubDate>
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		<description>Secondo me invece &#232; proprio il contrario, proprio per questo auspico una Regione Romagna con la seguente abolizione delle province, e al massimo con la creazione al massimo - proprio sul modello trentino -  di comprensori pi&#249; rispondenti alle esigenze dei vari territori. </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo me invece &egrave; proprio il contrario, proprio per questo auspico una Regione Romagna con la seguente abolizione delle province, e al massimo con la creazione al massimo &#8211; proprio sul modello trentino &#8211;  di comprensori pi&ugrave; rispondenti alle esigenze dei vari territori.</p>
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		<title>Di: mircomonti</title>
		<link>http://www.ilpassatore.it/2009/11/22/il-preside-di-scienze-politiche-forli-dice-no-alla-regione-romagna/#comment-14463</link>
		<dc:creator>mircomonti</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 14:39:29 +0000</pubDate>
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		<description>La Regione Romagna ha senso eccome, si deve rimediare a una anomalia che resta dai tempi della Costituente, ma che a differenza del Molise non si &#232; vista riconosciuta lo status di Regione come doveva essere. 
Il sindaco di San Mauro Pascoli Miro Gori non ha fatto in tempo a dire che il problema della questione romagnola esiste, che subito era gi&#224; pronto un alto esponente universitario - il sig. Capano - a replicare per conto di Bologna. 
La realt&#224; &#232; che si impedisce un democratico referendum - che gi&#224; di per s&#232; &#232; una sputtanata per chi dice di volere difendere la Costituzione - perch&#232; chi non lo vuole si sa benissimo che i romagnoli una volta tanto sarebbero pronti ad abbandonare gli steccati di colore politico, votando in massa a favore della Regione Romagna. 
Io sogno una Romagna come il Trentino, Regione a Statuto Speciale con l&#039;abolizione delle 3 provincie, non certo una provincia unica sempre sotto Bologna, che vorrebbe dire essere meglio controllata e sottomessa. </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La Regione Romagna ha senso eccome, si deve rimediare a una anomalia che resta dai tempi della Costituente, ma che a differenza del Molise non si &egrave; vista riconosciuta lo status di Regione come doveva essere.<br />
Il sindaco di San Mauro Pascoli Miro Gori non ha fatto in tempo a dire che il problema della questione romagnola esiste, che subito era gi&agrave; pronto un alto esponente universitario &#8211; il sig. Capano &#8211; a replicare per conto di Bologna.<br />
La realt&agrave; &egrave; che si impedisce un democratico referendum &#8211; che gi&agrave; di per s&egrave; &egrave; una sputtanata per chi dice di volere difendere la Costituzione &#8211; perch&egrave; chi non lo vuole si sa benissimo che i romagnoli una volta tanto sarebbero pronti ad abbandonare gli steccati di colore politico, votando in massa a favore della Regione Romagna.<br />
Io sogno una Romagna come il Trentino, Regione a Statuto Speciale con l&#039;abolizione delle 3 provincie, non certo una provincia unica sempre sotto Bologna, che vorrebbe dire essere meglio controllata e sottomessa.</p>
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		<title>Di: Rigitans&#039;</title>
		<link>http://www.ilpassatore.it/2009/11/22/il-preside-di-scienze-politiche-forli-dice-no-alla-regione-romagna/#comment-14462</link>
		<dc:creator>Rigitans&#039;</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 12:53:04 +0000</pubDate>
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		<description>sinceramente vedo due vie: una di emergenza, l&#039;abolizione delle province, con risparmi di miliardi di euro. 
 
l&#039;altra pi&#249; coraggiosa e intuitiva &#232; la creazione del federalismo provinciale, eliminando invece le regioni. 
in trentino (provincia autonoma di trento, provincia autonoma di bolzano) e valle d&#039;aosta (regione con unica provincia aosta) funziona. laddove serva discutere di questioni interprovinciali (regionali) si fa un assemblea comune tra rappresentanti delle province interessate. 
 
fare la regione romagna nel 2009 non ha senso a mio avviso, o si d&#224; forza alle attuali province o si da forza alle regioni esistenti. 
comunque chiedessero se i cittadini sono interessati, se ha un veros enso, perch&#232; questo &#232; il problema. 
 
invito a ragionare invece sul federalismo provinciale,  </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>sinceramente vedo due vie: una di emergenza, l&#039;abolizione delle province, con risparmi di miliardi di euro. </p>
<p>l&#039;altra pi&ugrave; coraggiosa e intuitiva &egrave; la creazione del federalismo provinciale, eliminando invece le regioni.<br />
in trentino (provincia autonoma di trento, provincia autonoma di bolzano) e valle d&#039;aosta (regione con unica provincia aosta) funziona. laddove serva discutere di questioni interprovinciali (regionali) si fa un assemblea comune tra rappresentanti delle province interessate. </p>
<p>fare la regione romagna nel 2009 non ha senso a mio avviso, o si d&agrave; forza alle attuali province o si da forza alle regioni esistenti.<br />
comunque chiedessero se i cittadini sono interessati, se ha un veros enso, perch&egrave; questo &egrave; il problema. </p>
<p>invito a ragionare invece sul federalismo provinciale,</p>
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		<title>Di: stefano angeli</title>
		<link>http://www.ilpassatore.it/2009/11/22/il-preside-di-scienze-politiche-forli-dice-no-alla-regione-romagna/#comment-14461</link>
		<dc:creator>stefano angeli</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 11:16:49 +0000</pubDate>
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		<description>La Regione Romagna non &#232; un&#039;idea di separatismo o di campanilismo, ma &#232; un diritto di una terra che era entit&#224; con caratteristiche di regione da molto prima della maggior parte delle altre, ma soprattutto &#232; una opportunit&#224; di sviluppo straordinaria che a questi territori viene negata (senza discutere) da troppo tempo. La Romagna non divenne regione, al momento dell&#039;unificazione del regno d&#039;Italia, per motivi strettamente politici, c&#039;erano infatti qui troppi repubblicani e socialisti che non piacevano alla monarchia sabauda, che perci&#242; decise di annacquarli con i ducati emiliani. Poi il potere del PCI sulla regione, con testa e portafogli sempre saldamente in Emilia, ha fatto si che una colonia romagnola facesse comodo, come serbatoio di voti e risorse da sfruttare. Gli equilibri delicati del sistema di potere conservatore dei DS, refrattari a qualunque cambiamento, hanno quindi cancellato ogni possibilit&#224; di dialogo sui vantaggi o gli eventuali svantaggi di questa istanza, con paradossi come il fatto che i DS mentre affermavano qui che una nuova regione sarebbe stata un costo eccessivo, in altre parti d&#039;Italia moltiplicavano a dismisura le inutili province. La giunta di centrosinistra sarda di Soru raddoppi&#242; addirittura le province sarde senza che vi fosse nemmeno il numero sufficiente di cittadini a sostenerle. La verit&#224; &#232; che la regione ci darebbe accessi diretti ai finanziamenti europei per le opere pubbliche, ci consentirebbe una migliore gestione delle istituzione locali ed un maggior controllo politico dei cittadini sui loro amministratori. Per non parlare delle opportunit&#224; di sviluppo economico. Questi fatti per&#242; scontentano che qui detiene il potere da decenni. Quindi non &#232; affatto coraggioso chi, dal pulpito universitario, ci dice il contrario, lisciando il pelo al potere. L&#039;attuale sindaco forlivese Balzani, professore universitario pure lui, ha fatto la sua rapida carriera politica negando l&#039;esistenza storica della Romagna (a mio avviso e ad avviso dei pi&#249; importanti storici del &#039;900 un falso assoluto). Probabilmente anche il rettore di scienze politiche vuole percorrere la stessa strada. </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La Regione Romagna non &egrave; un&#039;idea di separatismo o di campanilismo, ma &egrave; un diritto di una terra che era entit&agrave; con caratteristiche di regione da molto prima della maggior parte delle altre, ma soprattutto &egrave; una opportunit&agrave; di sviluppo straordinaria che a questi territori viene negata (senza discutere) da troppo tempo. La Romagna non divenne regione, al momento dell&#039;unificazione del regno d&#039;Italia, per motivi strettamente politici, c&#039;erano infatti qui troppi repubblicani e socialisti che non piacevano alla monarchia sabauda, che perci&ograve; decise di annacquarli con i ducati emiliani. Poi il potere del PCI sulla regione, con testa e portafogli sempre saldamente in Emilia, ha fatto si che una colonia romagnola facesse comodo, come serbatoio di voti e risorse da sfruttare. Gli equilibri delicati del sistema di potere conservatore dei DS, refrattari a qualunque cambiamento, hanno quindi cancellato ogni possibilit&agrave; di dialogo sui vantaggi o gli eventuali svantaggi di questa istanza, con paradossi come il fatto che i DS mentre affermavano qui che una nuova regione sarebbe stata un costo eccessivo, in altre parti d&#039;Italia moltiplicavano a dismisura le inutili province. La giunta di centrosinistra sarda di Soru raddoppi&ograve; addirittura le province sarde senza che vi fosse nemmeno il numero sufficiente di cittadini a sostenerle. La verit&agrave; &egrave; che la regione ci darebbe accessi diretti ai finanziamenti europei per le opere pubbliche, ci consentirebbe una migliore gestione delle istituzione locali ed un maggior controllo politico dei cittadini sui loro amministratori. Per non parlare delle opportunit&agrave; di sviluppo economico. Questi fatti per&ograve; scontentano che qui detiene il potere da decenni. Quindi non &egrave; affatto coraggioso chi, dal pulpito universitario, ci dice il contrario, lisciando il pelo al potere. L&#039;attuale sindaco forlivese Balzani, professore universitario pure lui, ha fatto la sua rapida carriera politica negando l&#039;esistenza storica della Romagna (a mio avviso e ad avviso dei pi&ugrave; importanti storici del &#039;900 un falso assoluto). Probabilmente anche il rettore di scienze politiche vuole percorrere la stessa strada.</p>
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