
Leggo su Romagna Oggi che Giliberto Capano, Preside della Facoltà di Scienze Politiche di Forlì si è espresso negativamente per quanto riguarda il tema della Regione Romagna. Secondo Capano il problema della Romagna sarebbe principalmente il campanilismo e la soluzione migliore potrebbe essere una “provincia allargata” tra Forlì, Rimini e Ravenna per contare di più in Italia e in Europa. Personalmente, visto quanto contano le Province, non la vedo come gran soluzione. Forse la Regione autonoma non sarebbe la soluzione ottimale, ma la verità è che la Romagna nei confronti dell’Emilia attualmente conta veramente poco… A questo punto non si capisce bene la differenza tra una superprovincia e una regione, se il problema fosse solo campanilistico, come potrebbe risolverlo una superprovincia? (dentro la quale esistono già campanilismi?).
Tra l’altro si parla da anni di abolire le Province e questo passo indietro sarebbe poco chiaro anche agli elettori.
Forse come dice il prof. Capano la Regione Romagna non servirebbe a migliorare la situazione di questo territorio ma provare a chiederlo ai cittadini sarebbe sicuramente un fatto positivo.
























November 22nd, 2009 at 11:16 am
La Regione Romagna non è un'idea di separatismo o di campanilismo, ma è un diritto di una terra che era entità con caratteristiche di regione da molto prima della maggior parte delle altre, ma soprattutto è una opportunità di sviluppo straordinaria che a questi territori viene negata (senza discutere) da troppo tempo. La Romagna non divenne regione, al momento dell'unificazione del regno d'Italia, per motivi strettamente politici, c'erano infatti qui troppi repubblicani e socialisti che non piacevano alla monarchia sabauda, che perciò decise di annacquarli con i ducati emiliani. Poi il potere del PCI sulla regione, con testa e portafogli sempre saldamente in Emilia, ha fatto si che una colonia romagnola facesse comodo, come serbatoio di voti e risorse da sfruttare. Gli equilibri delicati del sistema di potere conservatore dei DS, refrattari a qualunque cambiamento, hanno quindi cancellato ogni possibilità di dialogo sui vantaggi o gli eventuali svantaggi di questa istanza, con paradossi come il fatto che i DS mentre affermavano qui che una nuova regione sarebbe stata un costo eccessivo, in altre parti d'Italia moltiplicavano a dismisura le inutili province. La giunta di centrosinistra sarda di Soru raddoppiò addirittura le province sarde senza che vi fosse nemmeno il numero sufficiente di cittadini a sostenerle. La verità è che la regione ci darebbe accessi diretti ai finanziamenti europei per le opere pubbliche, ci consentirebbe una migliore gestione delle istituzione locali ed un maggior controllo politico dei cittadini sui loro amministratori. Per non parlare delle opportunità di sviluppo economico. Questi fatti però scontentano che qui detiene il potere da decenni. Quindi non è affatto coraggioso chi, dal pulpito universitario, ci dice il contrario, lisciando il pelo al potere. L'attuale sindaco forlivese Balzani, professore universitario pure lui, ha fatto la sua rapida carriera politica negando l'esistenza storica della Romagna (a mio avviso e ad avviso dei più importanti storici del '900 un falso assoluto). Probabilmente anche il rettore di scienze politiche vuole percorrere la stessa strada.
November 22nd, 2009 at 12:53 pm
sinceramente vedo due vie: una di emergenza, l'abolizione delle province, con risparmi di miliardi di euro.
l'altra più coraggiosa e intuitiva è la creazione del federalismo provinciale, eliminando invece le regioni.
in trentino (provincia autonoma di trento, provincia autonoma di bolzano) e valle d'aosta (regione con unica provincia aosta) funziona. laddove serva discutere di questioni interprovinciali (regionali) si fa un assemblea comune tra rappresentanti delle province interessate.
fare la regione romagna nel 2009 non ha senso a mio avviso, o si dà forza alle attuali province o si da forza alle regioni esistenti.
comunque chiedessero se i cittadini sono interessati, se ha un veros enso, perchè questo è il problema.
invito a ragionare invece sul federalismo provinciale,
November 22nd, 2009 at 2:39 pm
La Regione Romagna ha senso eccome, si deve rimediare a una anomalia che resta dai tempi della Costituente, ma che a differenza del Molise non si è vista riconosciuta lo status di Regione come doveva essere.
Il sindaco di San Mauro Pascoli Miro Gori non ha fatto in tempo a dire che il problema della questione romagnola esiste, che subito era già pronto un alto esponente universitario – il sig. Capano – a replicare per conto di Bologna.
La realtà è che si impedisce un democratico referendum – che già di per sè è una sputtanata per chi dice di volere difendere la Costituzione – perchè chi non lo vuole si sa benissimo che i romagnoli una volta tanto sarebbero pronti ad abbandonare gli steccati di colore politico, votando in massa a favore della Regione Romagna.
Io sogno una Romagna come il Trentino, Regione a Statuto Speciale con l'abolizione delle 3 provincie, non certo una provincia unica sempre sotto Bologna, che vorrebbe dire essere meglio controllata e sottomessa.
November 28th, 2009 at 10:33 am
Secondo me invece è proprio il contrario, proprio per questo auspico una Regione Romagna con la seguente abolizione delle province, e al massimo con la creazione al massimo – proprio sul modello trentino – di comprensori più rispondenti alle esigenze dei vari territori.