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Tranquilli non parliamo di calcio, di Cesena, Rimini o Ravenna. Per Serie A della Romagna qui si vuole intendere pari opportunità e pari visibilità per tutto il territorio regionale.

Scrivo questo articolo da persona terza, mai coinvolta direttamente nella questione della Regione Romagna poiché nato in un territorio, Bagno di Romagna, che è stato Toscana fino al 1923 (i miei nonni sono nati in Provincia di Firenze) e che viene definito ancora oggi territorio Tosco-Romagnolo proprio perché su di esso insiste una fusione di entrambe queste culture. Bagno di Romagna è un limbo (dovreste vederci quando passiamo sotto l’asticella!) né completamente Romagna né completamente Toscana, insomma un pò e un pò. Questo per dire che non sento un coinvolgimento emotivo sulla questione Romagna cosicché posso dire cosa vedo, senza pregiudizi contro nessun altro territorio.

Prendo spunto da un articolo uscito sul Carlino sull’oscuramento dai TG della RAI nella Valmarecchia, territorio da poco entrato in area Romagna. Come si evince dall’articolo la popolazione lamenta l’attuale stato di limbo (dovreste vederli quando passano sotto l’asticella!): il TG delle Marche non tratta più di loro e quello dell’Emilia Romagna ancora non si vede. Il sindaco di Sant’Agata Feltria dichiara: “Dopo anni di battaglie per una maggiore visibilità, eravamo riusciti saltuariamente a portare la redazione del Tg 3 di Ancona nei nostri territori, speriamo di instaurare lo stesso rapporto con Bologna…sarebbe ora che potenziassero il segnale poiché l’integrazione passa anche dalle antenne“. Benvenuti in Romagna!

Basta guardare il TG regionale dell’Emilia Romagna per notare tutta la sperequazione di trattamento, perlomeno per quanto riguarda i servizi. Un semplice gioco: provate a contarli e calcolate la percentuale sul totale di quelli che riguardano il territorio romagnolo. Poco importa direte voi e invece no poiché la visibilità dei territori è fondamentale. Se nessuno ne parla nessuno sa niente di essi. Ovviamente il problema non è solo la TV ma una serie numerosa di fattori che hanno portato negli anni passati la Romagna ad essere considerata la Serie B del territorio regionale.

Non si tratta di discutere di Regione Romagna oppure no ma di pari dignità per tutto il territorio regionale; fino a che a Bologna non capiranno questo, certi problemi rimarranno insoluti. Per questo dico che la Romagna (intesa come territorio e non come Regione) pretende e merita di fare la Serie A e di non essere più considerata la cenerentola del territorio regionale.

 
 

7 Commenti a “La Romagna che vuole fare la serie A”

  • stefano angeli scrive:

    La Romagna è trattata da colonia dalla ricca e politicamente più "pesante" Emilia da sempre, quelli citati sono solo alcuni esempi e nemmeno dei più eclatanti. Siamo da sempre cittadini di serie B e lo resteremo finch'è i Romagnoli non capiranno che la Regione Romagna è l'unica strada di vero sviluppo e di vera dignità per le nostre terre. La Romagna come entità territoriale è una delle regioni più antiche d'Italia e le è stata negata la dignità di regione, con l'annessione ai granducati emiliani, per motivi strettamente politici (alla nascita del Regno d'Italia qui c'erano troppi repubblicani e socialisti). La colonizzazione è poi divenuto asservimento politico verso Bologna per opera del Pci, Pds, Ds, Pd…che in Emilia ha sempre avuto testa e portafogli. Un ennesimo esempio è Hera, invenzione del piacentino Bersani per mettere in stato di definitiva schiavitù i Romagnoli.

  • nicola scrive:

    accesa la miccia! :)

  • mircomonti scrive:

    Sig. Angeli, è realmente convinto che alla DC-ForzaItalia-PDL questo stato di cose non vada poi bene ? Magari con qualche contropartita in cambio, dicasi anche inciucio ? Quando si tratta di fare affari destra e sinistra sono concetti molto relativi, utili più a distrarre le masse votanti, ma i quali esponenti riescono spesso a trovare un accordo.
    Di fatto solo la Lega Nord finora ha portato avanti la causa della Regione Romagna in maniera convinta – esiste un progetto di legge targato Pini fermo in Parlamento che mi auspico venga votato e approvato in maniera bipartisan – mentre a sinistra solo l'Italia dei Valori si è detta favorevole al referendum.
    Comunque concordo con lei sull'utilità della Regione Romagna (che doveva essere tale dalla Costituente, al pari del Molise), e sul fatto che l'attuale assetto sia bolognacentrico anche a danno non solo della Romagna ma anche dell'Emilia stessa.
    Quanto all'informazione, tema di questo articolo, anche su quello sono d'accordo ed è evidente che il TG3 regionale (non quello nazionale, che è l'unico a non fare un informazione filogovernativa) sia vergognoso per come trascura la Romagna non parlandone o peggio parlandone male, e dando spazio invece a notizie di secondo piano che trattano il capoluogo.

    PS non continuiamo l'errore creato da qualche folle esperto di marketing alla rovescia, non è Emilia Romagna (quasi a significare un unico territorio dal nome composto), ma Emilia-Romagna come da Costituzione, quel trattino ha un significato storico che non va rimosso

  • stefano angeli scrive:

    Credo che Mirco abbia ragione, anche al Pdl della Regione Romagna non frega un gran chè, soprattutto ai parlamentari ed ai consiglieri regionali locali ai quali interessa solo la propria poltrona, ma almeno non sono pregiudizialmente contrari come il PD. Anche la Lega ritengo faccia del romagnolismo una questione più propagandistica che altro, ma questo non ostacola la realizzazione della Regione, semmai non l'aiuta molto. Il veto assoluto che viene dal PD (soprattutto DS) bolognese invece è un ostacolo al momento insormontabile.

  • STEFANO scrive:

    Romagna, Emila, Veneto, Lombardia, africa, europa, oceania, sinceramente non capisco cosa conta, mi sembra piu' un gioco di tipo, io sono meglio tu sei peggio,
    sempre ideologie pericolose dietro l'angolo…… la terra e' una e non esistono confini se non nelle nostre menti ….!!!!!
    una visione dell'insieme e' ancora lontana e probabilmente non la vedremo mai…… sempre per colpa di questa voglia inconcepibile di appartenere ad uno piuttosto che ad un altro schieramento o partito o religione o regione…… mahhhhhh !!!! Sono romagnolo di nascita, Forlivese, di origini Italo/Ceche e vivo a Auckland !!! mi guardo in torno e vedo solo persone !!!
    Un saluto a tutti!!

  • stefano angeli scrive:

    Il problema non sono i confini, è il rapporto tra il cittadino e chi lo amministra. Avvicinare gli amministratori al cittadino è un principio di federalismo che considero molto attuale, è il miglior modo per far si che il cittadino conti nelle scelte che lo interessano. E' una questione di controllo e di possibilità di giudizio diretto, che migliora notevolmente la qualità dell'amministrazione della cosa pubblica. E' il motivo perchè un unico governo modiale non sarebbe auspicabile.

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