Integrarsi: integriamoci e integratevi

Pubblicato il 05 novembre 2009 da Nicola Andrucci

Prendo spunto dalla vicenda del Crocifisso per scrivere un breve articolo che non vuole essere esaustivo ma solo dare qualche spunto di riflessione.

Non voglio discutere le motivazioni della sentenza della Corte di Strasburgo ma le loro conseguenze: un forte ricompattamento dei Cattolici che (giustamente o no) vedono come provocazioni questo tipo di eventi e ciò ha il solo risultato di dividere maggiormente la popolazione facendola irrigidire verso il diverso (inteso sia come avversario politico che come straniero). Lo ha sottolineato anche Bersani come talvolta il diritto abbia poca sensibilità per la logica e ciò nel lungo periodo potrebbe avere conseguenze nefaste.

Fino a che l’Occidente farà si che alcuni popoli mussulmani si sentano minacciati, l’integralismo tra quei popoli continuerà a crescere enormemente, questo perché la percezione dell’ingiustizia li fa compattare invitandoli a scegliere anche strade non ortodosse.

Questo in tono minore (ora in tono minore, in futuro non si sa) potrebbe succedere anche nei paesi occidentali, in particolare il nostro. Tutte le varie questioni su Crocifisso si o no, Presepe si o no, Moschea si o no ecc. non fanno certo bene all’armonia del Paese. Alcuni cittadini, che lo vogliate o no, si sentono minacciati (non dite di no poiché altrimenti non si spiegherebbe l’elevato consenso di un partito come la Lega Nord, buona parte dei cui sostenitori sono tesserati CGIL, questo ve lo dico a titolo informativo, a chi si chiede dove sia sparita la Sinistra…). Se gli si danno motivi per accrescere questo sentimento si rischia di fare degenerare la situazione.

Io credo che la maggior parte degli immigrati siano brave persone e che siano qui per lavorare, ma c’è anche una parte che delinque, si comporta male e rischia di rovinare tutto. Il grosso problema di alcuni di questi immigrati è che credono di avere solo diritti e niente doveri (questa parte purtroppo è piuttosto ampia). Fino a che non gli si farà comprendere che esistono anche doveri al pari dei diritti, una vera integrazione non potrà avvenire. Una certa Sinistra questo non lo vuole capire e infatti è sparita dal Parlamento (quella Sinistra che vorrebbe discriminazioni al contrario, un pò come lo era la dittatura del Proletariato insomma).

Il sistema Giustizia funziona male in Italia lo sappiamo e anche per questo abbiamo problemi di integrazione sconosciuti in altri paesi. Checché ne dica Berlusconi il nostro è un sistema ipergarantista e in un sistema ipergarantista si è più incentivati a delinquere, soprattutto se non si ha niente da perdere. Fino a che certa gente, italiana o straniera, non percepirà che chi infrange le regole, qualunque regola, viene severamente punito, le cose non potranno andare per il verso giusto e la deriva populista di certi movimenti crescerà enormemente col rischio di sfociare in veri e propri fenomeni razzisti (e una certa Sinistra in tutti questi anni ha avuto grossissime colpe nel buttare benzina sul fuoco sotto questo punto di vista. A ognuno le sue colpe).

Alcuni persone, immigrati e italiani, si accorgono, percepiscono il “lassismo” della nostra giustizia (a tutti i livelli) dove tra sconti di pena, indulti, tric e trac te la puoi spesso cavare con poco e niente. Non va bene.

Per questo non basta chiedere agli altri di integrarsi, ci dobbiamo integrare pure noi, consci del fatto che tante, troppe cose in questa Italia non vanno bene, a partire dal rispetto delle regole da parte di tutti.

Per quanto mi riguarda vorrei concludere l’articolo con questo discorso: tutte queste fisime provocatorie e populiste di chi sostiene che il Presepe urti i bambini mussulmani o Garibaldi urti i popoli del nord, sono utili all’integrazione? Smettiamola con queste cazzate che servono solo a creare tensioni che potrebbero in futuro avere conseguenze tragiche e pensiamo alle cose serie.

L’Italia non deve rinunciare alle sue tradizioni e deve permettere agli immigrati di integrarsi, loro sanno che noi abbiamo una storia e bisogna insegnarli a rispettarla e a viverci dentro poiché i loro figli saranno italiani e faranno parte di quella Storia. Non si rinuncia alla propria Storia solo per le elucubrazioni mentali di certe persone che fanno più male che bene all’armonia tra i cittadini (ora non mi sto riferendo a un caso specifico ma in generale).

Ho un amico mussulmano del Burkina Faso, ci sentiamo costantemente per telefono e ogni tanto ci vediamo. Due anni fa lo invitai a casa dei miei per Natale e subito mi vennero 3000 dubbi (i dubbi da fisima…): però il Natale… poi magari lui non gradisce… allora come posso giustificare…ecc. Tremila fisime che non avevano alcuna giustificazione in quanto lui candidamente mi ha detto: io sono Mussulmano ma il Natale è Festa anche per me, vivo in Italia da tempo e qua ci sto bene, mi piace questo paese, la sua Stora e le sue tradizioni. Il Natale è festa anche per tutti noi.

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