Mancano pochi giorni al termine della campagna elettorale in vista delle primarie del Partito Democratico, e i candidati delle tre mozioni Bersani, Franceschini e Marino (in rigoroso ordine alfabetico) stanno completando il loro giro di appuntamenti in tutta Italia.
Il Passatore ha inseguito e intervistato i tre candidati per la segreteria regionale del PD in Emilia-Romagna: Mariangela Bastico, Stefano Bonaccini e Thomas Casadei (in altrettanto rigoroso ordine alfabetico).
9 domande, poi ridotte a 8, uguali per tutti i candidati:
1) Questione morale e meritocrazia all’interno del PD, quali provvedimenti si intendono attuare da parte vostra?
2) Politiche ambientali: agricoltura, energie rinnovabili, rifiuti, acqua. Quali sono le linee che verranno seguite?
3) Urbanizzazione o speculazione edilizia? Ci descriva la sua visione della situazione attuale e del suo approccio, in ottica futura, a questa questione.
4) Multiutilities: ci descriva l’attuale situazione a livello regionale, e le vostre proposte per affrontare i problemi. Da uomo di sinistra ritiene giusto che la gestione di servizi pubblici possa essere affidata a delle SpA quotate in borsa?
5) Quali interventi verranno proposti a favore della sicurezza, dell’integrazione sociale e della cultura?
6) Ateismo, laicità, cattolicesimo, clericalismo: ci descriva queste parole.
7) Ritiene che la “questione romagnola” vada presa in considerazione? In quali termini?
8 ) Ci descriva brevemente la mozione nazionale che ha scelto di appoggiare. A chi si rivolge il vostro messaggio?
Stefano Bonaccini da Campogalliano (Modena), 42 anni, è il candidato per la mozione Bersani.
L’ho incontrato domenica 18 ottobre a Civitella di Romagna.
Se non riesci a vedere il video, fai click QUI
Informazioni aggiuntive su:
Stefano Bonaccini – sito ufficiale
Pier Luigi Bersani – Wikipedia
Fra 24 ore, la seconda puntata: Thomas Casadei per la mozione Marino
























ottobre 21st, 2009 at 7:58 pm
Mi sembra che sul tema della decrescita Bonaccini faccia un pò di confusione.
Decrescere non significa perdere il posto di lavoro perchè l’azienda non ha più commesse sulle quali lavorare ma indirizzare gli sforzi della collettività su attività utili a migliorare in primis il benessere personale e non solo il prodotto interno lordo.
Ridurre sprechi e costi ed ottimizzare i consumi sono modi per decrescere in termini di PIL ma sono modi di crescere in termini di benessere.
ottobre 21st, 2009 at 10:06 pm
E che palle, trovategli un altro nome a sta decrescita, altrimenti si dovrà continuare a spiegarli per i secoli dei secoli…