
In molti paesi del mondo, come ad esempio Cina, Iran, Corea del Nord e Birmania, la navigazione internet è limitata dalla censura di Stato.
Per dare alle persone che vivono in questi paesi la possibilità di navigare liberamente (si tratta spesso di paesi nei quali i regimi dittatoriali bloccano l’accesso ad informazioni anche solo leggermente in contrasto con il regime stesso) l’Università di Toronto ha creato Psiphon, una rete di collaborazione transnazionale capace di creare un ponte per scavalcare la censura in questi Paesi.
Psiphon offre una serie di computer, i cosiddetti Psiphonodi, ai quali si può agganciare l’internauta della nazione sotto censura e navigare liberamente; chiunque può scaricare il programma e diventare un nodo dal quale far passare la navigazione di un “censurato”.
I volontari del circuito rendono poi pubblici, attraverso specifici forum, l’indirizzo da digitare per accedere ad uno dei nodi.
Per approfondire, e magari per diventare un nodo, cliccate qui.
























October 15th, 2009 at 11:14 am
Sul sito di Psiphon – che è una società per azioni, con la quale L’università di Toronto non ha rapporti funzionali (è stata fondata da docenti dell’università, tutto qui) – si legge:
If you are engaged in politically sensitive behaviour and are at risk of high levels of surveillance, be aware that Psiphon does not have ability to defend you from such attacks.
Sembra proprio che psiphon sia più utile ad un italiano per accedere ai siti di scommesse inglesi che a un birmano per accedere a informazioni censurate: in Iran, in Cina, in Birmania usano Tor per navigare.
Se avete a cuore la vostra e l’altrui riservatezza:
http://pws.winstonsmith.info/people.html
l’anonimità in rete non è un diritto, è qualcosa da conquistare.
saluti