
Fermarsi un attimo per chiedersi quanto sia rappresentativo ed operativo (nel senso più utilitaristico del termine) il Parlamento… credo sia un dovere di molti esponenti della società civile italiana.
Perchè se apprendiamo dalle colonne de “Il Fatto Quotidiano” che i nostri parlamentari possono permettersi di passare solo 4 ore alla settimana (questa) in aula a svolgere l’incarico più alto previsto dal nostro sistema politico (intendo la discussione e il voto delle leggi) c’è evidentemente qualcosa che non quadra.
Certo, ci sono le commissioni, gli impegni istituzionali, la ormai perenne campagna elettorale in giro per l’Italia, ma 4 ore sembrano davvero un qualcosa che non sarebbe in grado di garantire nemmeno il buon funzionamento di una piccola impresa a conduzione familiare.
Andando a spulciare fra i numeri, la desertificazione della rappresentanza parlamentare appare drammatica:
- 15 leggi approvate, dall’inizio della legislatura ad oggi, al di fuori di quelle proposte dal Governo
- su 102 leggi approvate, 87 sono di iniziativa governativa
Se contestualizzati con le 4 ore di presenza in aula questi numeri ci danno la dimensione della perdita di rappresentanza che il Parlamento italiano sta subendo. E tutto ciò non fa altro che alimentare quel fenomeno, il doppiolavorismo, tipico di chi ha tempo da dedicare ad altre attività sottraendo parte del proprio lavoro alla rappresentanza (ben retribuita) popolare.
Ma riprendendo le parole di Berlusconi “Sarebbe meglio se votassero solo i capogruppo”, tutto appare poi non così assurdo…
























October 15th, 2009 at 5:41 pm
è il risultato di anni di permessi dati dal popolo, e se suona male popolo, dai cittadini