
Quando ho letto la notizia su un blog non volevo crederci; non si citava nessuna fonte ed ho iniziato immediatamente a cercarne una attendibile che mi confermasse o meno questa faccenda.
Poi, purtroppo, l’ho trovata…
Il programma “Report” condotto da Milena Gabanelli su Rai Tre è, a mio avviso, uno dei migliori (se non IL migliore) esempi di giornalismo di inchesta approdato sul piccolo schermo negli ultimi 10 anni; un programma che, in certi frangenti, è diventato un vero e proprio strumento a disposizione dei cittadini per comprendere certe sfumature nascoste dietro i grandi temi di attualità in Italia.
Un programma di denuncia preso come modello da tante altre trasmissioni (spesso con scarsi risultati) che in tutti questi anni ha vinto tutte le cause legali intentate da varie persone ritenutesi lese da quanto andato in onda; ciò a riprova della professionalità dei giornalisti di Report e della veridicità dei contenuti mostrati.
Ma, nonostante questo, il dg Masi ha deciso di togliere alla trasmissione lo scudo dell’assistenza legale fino ad oggi garantita dalla Rai, lasciando ad ogni singolo giornalista l’onere di difendersi di fronte ad azioni legali intentate contro di lui.
Un fulmine a ciel sereno che, in un sistema come quello italiano (dove intentare una causa civile multimilionaria a puro scopo intimidatorio contro chiunque non costa nulla), rischia di tagliare le gambe alla buona volontà e al coraggio dei giornalisti di Report.
Da ottobre, quindi, prepariamoci; con questo andazzo in tv per trovare uno straccio di notizia che abbia un leggero profumo di inchesta (e non faccia percepire un retrogusto di leccata di culo) non ci resteranno che Beavis & Butthead e qualche puntata dei Simpson.
Disgustorama…
























September 7th, 2009 at 11:23 am
Beh, non credo sia dovuto a pressioni interne, il problema è che l’assicurazione per quella trasmissione costa e anche tanto, quindi a volte si deve far fronte a costi alti che sforano il budget della trasmissione. Comunque non è certamente una bella cosa. Peccato.
September 7th, 2009 at 11:58 am
Paolo, REPORT ha vinto tutte le cause che gli sono state intentate. Non lo fanno per i soldi. Togliere la copertura legale significa chiudere il programma.
September 7th, 2009 at 12:07 pm
Beh, allora al direttore Masi si deve chiedere perchè viene tolta la copertura legale e per qual motivo deve essere la Gabanelli a risponderne di persona..
ci vorrebbe una bella sputtanata….
September 7th, 2009 at 2:05 pm
Mi pare chiaro il motivo per cui lo stanno facendo… perfettamente in linea con tutto il resto: stanno semplicemente imbavagliando la libertà di stampa. Quale altro motivo ci sarebbe?
September 7th, 2009 at 2:12 pm
A me sembra un ulteriore attacco alla LIBERTA’, anche di stampa. Le notizie, quelle vere, non devono circolare; fanno male ai governanti o, più in generale, agli affaristi (di qualunque colore politico).
Sarebbe opportuno che gli Italiani “liberi” incominciassero ad organizzarsi per far sentire voglia di libertà e di DEMOCRAZIA VERA, nella quale oltre ai doveri si trovi spazio per qualche diritto.
Ricevo l’impressione che i politici di Governo urlano per distrarre dai veri problemi, quelli di opposizione sono troppo accondiscendenti, i sindacati tacciono, le organizzazioni civiche a tutela del cittadino fanno troppo silenzio: giorno dopo giorno scivoliamo verso un regime non dissimile dall’anteguerra.
September 7th, 2009 at 2:18 pm
Un giornalista deve avere la responsabilità di quello che dice, non può sputtanare o offendere qualcuno solo perchè altri pagano per la sua stiupidità. E questo senza toccare la questione morale, di certi imbecilli che senza rispetto per gli altri, sfruttano la loro posizione per denigrare o calunniare. A chi dice che è un bavaglio per la stampa, proverei a fare un bell’articolo, buttando li che la loro mamma si diletta a giocare al dottore sulla superstrada, salvo poi poter intentare una causa per diffamazione, che magari paghiamo noi con il canone.
September 7th, 2009 at 2:35 pm
Caro Aramis, senza offesa, ma se parli così sei proprio ingenuo.
E’ ovvio che il giornalista che riporta cose non vere ne deve rispondere personalmente, di fronte al suo editore, cioè in questo caso la RAI (e poi all’ordine dei giornalisti)
E’ la Rai che valuta se un servizio contenga o meno falsità e decide se una trasmissione può o non può andare in onda: per questo motivo è la Rai il primo responsabile di fronte alla legge.
In questo modo invece la RAI si chiama fuori e dice: “io non sono responsabile delle cose che mando in onda”.
Ti pare normale?
Inoltre la trasmissione REPORT è stata querelata più di 50 volte, perchè pestava i piedi ai poteri forti, ma mai, dico MAI è stata condannata. MAI! Questo perchè i giornalisti di Report controllano e vagliano la veridicità delle loro fonti e la possibilità di rendere pubbliche le notizie, in modo da assicurare un servizio corretto al 100% ed immune da attacchi di qualsiasi genere.
E questo significa che le cause che sono state intentate contro la trasmissione non hanno costato una lira agli utenti che pagano il canone.
Solo che se non hanno almeno le spalle coperte dalla RAi non possono fare il loro lavoro.
Quindi, PER FAVORE, togliamoci le fette di salame davanti agli occhi!
September 7th, 2009 at 2:42 pm
Concordo con aramis che ogni giornalista debba rispondere di quello che dice non diffamando lanciando accuse infondate. Quello che non capisco è perchè venga negata proprio a questa trasmissione e soprattutto dopo che la RAI – se è vero che così è stato – non ha mai subito un danno economico viste la cause vinte da REPORT
September 7th, 2009 at 5:30 pm
Il problema, secondo me, è che la Gabanelli è scomoda a tutti in modo trasversale e quindi, con la compiacenza di tutti, le rendono la vita impossibile, in questo caso sugli aspetti della copertura legale…
La Rai dice, semplicemente, non ti favorisco, ma non ti limito (quindi non puoi dire che ti chiudo la bocca), mi rendo negligente nei confronti della trasmissione, insomma è un lavarsene le mani, ben diverso dal tappare la bocca alle persone…
September 7th, 2009 at 7:54 pm
Vorrei esprimere, innanzi tutto, la mia solidarietà a tutta la redazione di Report, per l’impegno profuso e per la forza espressa nell’aver diffuso fatti e circostanze tenute, da chi d’interesse, avvolte in opportune situazioni nebulose.
Informare è un dovere, farci meditare è un pregio, grazie. Sono dell’avviso, infatti, che il giornalista narra, l’ascoltatore ha l’onere di valutare.
Certo è che, se diamo credito al fatto che tutti i giornalisti che informano su cose ritenute illecite riconducibili ai “potenti”, sono tutti da catalogare in maniera negativa e da “silenziare” anche noi diamo un concreto contributo al decadimento della dignità dell’informazione.
Concordo sul fatto che non deve esistere l’immunità, se le notizie sono tendenziose o false; certo però non deve esistere l’immunità per taluni politici che posso raccontare la qualsiasi ed offendere chiunque, certi che non sarà neppure possibile indagare sulla veridicità di ciò che dice.
I “soggeti” in campo devono sottostare tutti alle stesse regole, altrimenti vi è slealtà!
September 8th, 2009 at 10:06 am
Togliere la copertura legale è una cosa seria.
I giornalisti di un TG o di un quotidiano ce l’hanno altrimenti chiudono.
Il rischio è che il primo psico-nonano di turno ti citi in giudizio per svariate centinaia di migliaia di euro (per non dire milioni, come nel caso di repubblica e l’unità), ed ANCHE SE HAI RAGIONE devi sobbarcarti tu le spese processuali per difenderti, chiamare un bravo avvocato, affidarti ad uno studio legale per mesi e mesi (se non anni), fino ad avere un rimborso (forse) se non si trova una conciliazione, nel qual caso hai solo perso dei soldi per dimostrare che avevi ragione. Chi ritira una causa, NON PAGA altro che le spese processuali, mica perde la posta come al poker!
Pertanto, il tentativo di INTIMIDAZIONE diventa un ricatto intollerabile tale da fare sceglere alla dirigenza la chiusura del programma per evitare rischi.
Non ho dubbi che il disegno sia chiaro, l’informazione libera deve essere tutelata anche legalmente, poi se uno diffama, alla fine del processo, è anche giusto che paghi! Ma le spese di istruttoria non è giusto.
September 8th, 2009 at 11:42 am
Sono d’accordo. Non è giusto.
September 8th, 2009 at 3:36 pm
La Gabanelli e la RAI si sono condotti nel medesimo modo con Paolo Barnard giusto un anno e mezzo addietro.
http://www.ilconsapevole.it/articolo.php?id=8662
Della serie: fai lo stronzo col prossimo, prima o poi qualcuno farà lo stronzo con te.
saluti
September 8th, 2009 at 6:12 pm
Mah, se dire la verità, vuol dire essere stronzi…
September 8th, 2009 at 6:41 pm
http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=133
@ Paolo Valpiani
Apri il link e leggi la verità di Paolo Barnard, aveva previsto che quanto accadeva ieri a lui si sarebbe ripatuto prima o poi con i colleghi sordomuti, o meglio, indifferenti.
La solidarietà dovrebbe essere, oltre che generale, tempestiva, così non è.
Nonostante Barnard sia stato per anni ottimo collaboratore di Report è stato abbandonato da tutti.
September 8th, 2009 at 9:35 pm
http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=133
Leggete e deducete.