Elemosine democratiche

Pubblicato il 15 giugno 2009 da Stefano Severi

Cesena, 13 giugno 2009. La Polizia municipale di Cesena ha applicato la nuova ordinanza antiaccattonaggio. Due romeni, che stavano chiedendo l’elemosina ai veicoli in coda al semaforo, sono stati scoperti e hanno dovuto pagare immediatamente una sanzione di 200 euro

Il Resto del Carlino  Cesena

Prima considerazione. L’ordinanza è stata firmata dal sindaco uscente Giordano Conti in piena campagna elettorale, caratterizzata tra l’altro dai continui riferimenti al tema della “sicurezza” ed esasperata dalla boutade delle famose ronde nere.

Seconda considerazione. L’ordinanza è stata applicata per la prima volta appena un paio di giorni dopo l’elezione di Paolo Lucchi. Tanto per far capire che aria tira a palazzo Albornoz di questi tempi. Tanto per far capire che l’elezione in consiglio di due leghisti ha già innescato una corsa a destra della nuova amministrazione. Mentre a Forlì, spaventato dal ballottaggio, il candidato sindaco del Pd prova a rincorrere i voti persi a sinistra, a Cesena si marcia nella direzione esattamente opposta.

Terza considerazione, meno politica e più pragmatica. A cosa serve tale ordinanza? Dando per scontato che l’elemosina ai semafori raramente viene chiesta da mendicanti per “utilizzo personale”, ma 99 volte su 100 a fine giornata devono poi rendere i loro “introiti” a qualcun altro, la sanzione di 200 euro che valore ha? Non va a fondo per scoprire eventuali reati di sfruttamento, non colpisce l’organizzazione alla spalle, si trasforma in un semplice foglio di carta che difficilmente sarà “saldato” (quell’immediatamente riportato dall’articolo mi suona proprio male. Mendicanti con 200 euro in tasca già di mattina… mah). In pratica questa multa, tempestivamente comunicata ai giornali da chi di dovere, ha un semplice valore mediatico. Che risulta difficile credere che l’applicazione dell’ordinanza anti accattonaggio sia avvenuta solo per un caso appena dopo l’insediamento del nuovo sindaco.

Ah, già, il vento è cambiato. E il marketing democratico impone ora “sicurezza” come parola d’ordine. Così Cesena, almeno per i giornali, è ora una città sicura grazie ad intrepidi agenti di Polizia Municipale (ma l’obiezione di coscienza non esiste più? E’ obbligatorio applicare anche così disumani provvedimenti?) e grazie a 200 euro di multa probabilmente mai pagati.

Chiudo citando uno dei pochi dentro la Chiesa Cattolica che talvolta si produce in affermazioni coraggiose: il Cardinal Raffaele Martino.

Chiedere l’elemosina è un diritto e se lo si vieta si nasconde solo il bisogno, invece di rispondere ad esso

Sindaco, affrontalo e risolvilo il problema. Alla faccia della Lega.

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102 Commenti per questo post

  1. gianni dice:

    questo cardinale raffaele martino di cui si riporta autorevole citazione è lo stesso di cui leggo su wikipedia:

    E’ un sostenitore del creazionismo, in una intervista al TG2 “il darwinismo ha dato vita ad una ideologia atea scivolando nel materialismo e nel relativismo” e inoltre ” il darwinismo è figlio del marxismo”.

    ?

  2. Apo dice:

    Esattamente, é proprio lui. E la cosa non dovrebbe sorprendere, visto che si tratta comunque di un cardinale, cioé di una persona comunque inquadrata nella gerarchia eccelsiastica nella quale occupa una posizione di rilievo.

    Se rileggi, non certo scritto che é totalmente condivisibile, ma semplicemente che “talvolta” ha il coraggio di affermazioni condivisibili. Oltre a quella sopra riportata, veritá oggettiva, cito il caso dell’affermazione su Gaza, definita “Grande campo di concentramento” durante l’assalto israeliano della scorsa estate, e causa di un incidente diplomatico tra Vaticano e Israele.

    Detto questo, resta un prete, e proprio per questo l’ho citato. Teniamolo presente. Ma se ci arriva un prete a dire queste cose, fa sorridere che non possa (voglia) arrivare un sindaco democratico.

    Ref:
    [1] http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=10714
    [2] http://www.officina21.net/?p=1637
    [3] http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/esteri/medio-oriente-46/israele-vaticano/israele-vaticano.html

  3. Paolo Marani dice:

    Quando ho letto l’articolo sul giornale sono rimasto un po sconcertato. La cosa sembrava incredibile, accattoni che avevano in tasca oltre 500 euro e che pagano 400 euro senza battere ciglio. Sembrerebbe che questi millantassero carità per un presunto figlio (inesistente) malato di leucemia, ed il giochetto avrebbe fruttato tantissimo alla coppia, che non sarebbe da annoverare come “accattona” ma come banda truffatrice di pietà altrui.

    Accattonaggio e truffa sono cose diverse, mi viene in mente il film di Toto dove si cercava di vendere la solita patacca di moneta d’oro romana al turista sprovveduto…

    Non farei di tutt’erba un fascio, esistono tanti accattoni “autentici”, e ce ne saranno sempre di più, non bisogna colpire questi ma coloro che truffano per mestiere.

  4. Stefano Severi dice:

    @Paolo: le tue precisazioni non possono che rafforzare la mia teoria. Se davvero era truffa, che bisogno c’era di ricorrere al decreto anti-accattonaggio?

    E la seguente operazione mediatica che sbandiera l’operazione come un successo reso possibile dal famigerato decreto assume ancora di piú i contorni della propaganda…

    Gli strumenti legali per prevenire e reprimere reati esistono giá… a mio avviso sono anche sovrabbondanti…

  5. Barbara Martini dice:

    Mi trovo d’accordo sulle riflessione fatte e comunque sia se anche fosse come dichiara il giornale, questo non è certo il modo per eliminare il problema. La domanda è quindi a cosa serve questa ordinanza? Da quale esigenza arriva? Voglio essere + possibilista di Apo…e vorrei proprio delle risposte dal sindaco, per cui ho scritto a Lucchi per chiederglielo, attendo la sua risposta. Complimenti al team del passatore sempre attento a tutto! Ma bisonga espatriare all’estero per notare le stranezze del ns paese??? ;-)

  6. Manuel dice:

    Non vedo un crimine nello spillare 2 euro raccontando una storia che magari è inventata… certo non più che negli inganni quotidiani delle storie che si raccontano in tv, dove il prezzo da pagare è meno a buon mercato e difficilmente puoi rifiutarti di saldarlo.
    Il giudizio di Marani ha già spostato il problema, accettando il terreno della paranoia securitaria giustificandone il concetto.
    Per cui chiedere l’elemosina destabilizza la sicurezza se non è finalizzato al puro non morire di fame, perchè sei clandestino o perchè una banca ti ha succhiato tutto o un datore di lavoro ti ha lasciato a spasso.
    Chi mendica spacciando una falsa leucemia del figlio diventa perciò un truffatore, automaticamente… anche se magari non ha il figlio ma non ha nemmeno tanta agiatezza.
    Ma se anche fosse ricco da scoppiare, se scelgie di vivere mendicando, se non assalta la gente per farsi consegnare il denaro ma si inventa frottole per impietosire: dove stà il crimine?
    Chi paga lo fa perchè può, altrimenti non dà di certo nulla, e si quieta, per di più, la coscienza a poco prezzo.
    Direi che gli accattoni, come li avete definiti, svolgono un ruolo sociale di primaria importanza. Sono i primi tutori della qualità della nostra vita. Con 2 euro ogni tanto ci puliamo la coscienza da pesi e pensieri, ed evitiamo l’accidia. Grazie al gesto catartico di elemosinare quei 2 euro possiamo continuare la vita di ogni giorno dimenticando che l’origine del cibo nei supermercati e dei generi di consumo in larga parte affonda le radici, come una pianta parassita, in altri continenti.

  7. gianni dice:

    @apo: …. ?
    se rileggi?
    forse non mi sono spiegato o forse non è chiaro il senso delle citazioni. riprovo esplicitando: tu esprimi un’opinione e per rafforzarne la credibilità la affianchi dalla stessa o analoga opinione di persona autorevole. magari un colto, un saggio, un esperto. ma se sei tu a stabilire che tra le tante vaccate che uno dice o pensa, quella in particolare è vera, non è più lui che dà credibilità a te, ma viceversa.
    in generale, non credo che da una persona che, per qualsivoglia motivo, sia in grado di attribuire uno stato di verità scientifica alla favoletta della genesi, possa uscire una qualsiasi frase intelligente, se non per caso. cosa che, per dire, capita anche al nostro premier, capace di dire tutto e il contrario di tutto. per il principio del terzo escluso, una delle due è sicuramente vera, lungi da me citarlo, però,,,

  8. Paolo dice:

    Ragazzi per me si deve rispettare la legge. Se sono state fatte sanzioni si possono sempre contestare e ci si affida sempre e comunque alla legge. Smettiamola con questo buonismo del cavolo che sta rompendo le scatole. Invece che fare l’elemosina se andassero a lavorare non sarebbe meglio?! Sono uno dei tanti elettori di sinistra che si è rotto le palle di vedere gente x le strade a lavare vetri e chiedere elemosine… basta non se ne può più..

  9. Stefano Severi dice:

    Guardate un po’ qua… tutto conferma l’ipotesi iniziale di ordinanza a scopo puramente propagandistico…

    http://www.romagnaoggi.it/cesena/2009/6/17/127289/

    Cesena: ordinanza anti-accattonaggio solo ai semafori

    CESENA – L’ordinanza anti-accattonaggio, emanata dall’ex Sindaco, Giordano Conti, sta iniziando a creare problemi e dubbi ai cittadini, soprattutto sui vincoli imposti, che riguardano solo zone ben precise. Il divieto e la conseguente sanzione di 200 euro riguardano chi chiede l’elemosina agli incroci e l’impiego di minori. Ma quando i cittadini segnalano fenomeni di questo tipo in altri luoghi della città, si sentono rispondere che non si può fare nulla.

    Mani legate anche per la Polizia Municipale che deve seguire le direttive dell’ordinanza, sino ad ora applicata 2 volte, a Ponte Pietra, lungo via Cesenatico. Il disagio dei cittadini aumenta, soprattutto perchè spesso si sentono dire che nulla si può fare ed anche perchè una sanzione, in determinati casi, non risolve il problema. Degrado sociale, criminalità e sfruttamento di minori richiedono interventi mirati.

  10. Manuel dice:

    Fantastico Marani. Mi piacciono i concetti espressi con chiarezza cristallina.
    Forse se ti presentavi con la lista di Di Placido trovavi il modo di dare ancora più compiuta espressione all’idea di legalità e serietà civile, che lì hanno così a cuore.
    I termini che usi indicano già la crepa in cui mettere il dito per scepolare maggiormente il muro dell’ambiguo perbenismo presente anche in gran parte della sinistra.

    Legalità.
    A sinistra come a destra sei in buona compagnia.
    Da Cofferati ai leghisti il primato non è della legge (e delle pratiche inclusive e del rispetto dalla persone nel costruirle) ma della legalità tout court: la stupida, acritica, aderenza burocratica alle norme e ai loro iter/meccanismi. Che a voler essere pedanti si potrebbe asserire che anche costoro sono legalitaristi per comodo, visto che delle norme umaniste incluse nella carta costituzionale fanno strame, e non da poco.

    Io sono stanco degli impiegati e della mentalità dei colletti bianchi, dei tecnici, dei commercianti, anche di un bel pò di operai educati negl’ultimi 30 anni a forza di tv. Tutti inclini a vedere i problemi , fittizi o meno, che dall’esterno toccano i loro interessi quotidiani o la propria cattiva coscienza.

    Gran parte della nostra vista è condotta da parassiti sulle spalle del pianeta* e di altri popoli (e ripeto, le guerre in Congo per i minerali necessari all’elettronica, il legname, il petrolio, eccetera eccetera eccetera)… con che faccia lamentarsi se qualcuno vuole vivere di elemosina, alle “spalle altrui”? E’ una replica in piccolo di quanto facciamo ogni giorno in grande, e senza coercizione.

    Buonismo è dispiacersi per i morti di fame mentre sei seduto al water a leggere la notizia sul giornale. Tiri giù l’acqua e hai tirato giù anche il dispiacere.
    Non ho scritto nulla di buonista, al massimo qualche dato di fatto, piuttosto ovvio.

    *Ti devo citare il blog del Miz?

  11. Barbara Martini dice:

    Questa è la società NON del rispetto della legge, debbo citarvi il Lodo Alfano?? Ma la società del rigore paranoico di qualcuno. Ma se sono un mendicante e non mi piace lavorare 8 ore al giorno alla catena di montaggio e preferisco girare, leggere e contemplare senza rubare, senza far danno ad alcuno e per vivere voglio chiedere l’elemosina e gli altri me la offrono, dove sta il reato? Personalmente faccio elemosina solo a chi conosco (e mi capita di consocere persone molto disagiate lavorando nel sociale). Altro che buonismo “Paolo Che non Ti firmi” (come mai non ti firmi?) è semplicemente rispetto delle persone nel rispetto della legalità. Comunque mi risulta che se anche un Sindaco emana un ordinanza e questa va contro i principi della Costituzione l’ordinanza vale nulla. Anche queste sono armi di distrazione di massa: ma vi pare che con tutti i casini che vive Cesena dobbiamo star qua a perder tempo con ste ordinanze? Le vere priorità di Cesena? Vogliamo occuparci della nuova giunta di Lucchi? :-) quella mi desta preoccupazione seria, da loro dipendono i prossimi 5 anni di vita nel territorio.

  12. Manuel dice:

    Barbara, credo che il Paolo di cui sopra sia sempre Paolo Marani… almeno mi è parso che quel post*** fosse la sua replica il mio primo commento, tant’è che gli ho risposto nuovamente… mmm, spero di non aver sbagliato che non si tratti di un altro Paolo :)

    *** “Ragazzi per me si deve rispettare la legge. Se sono state fatte sanzioni si possono sempre contestare[...]“

  13. Paolo dice:

    Scusate, non sono Marani.
    Dico solo che voi giustificate tutto in nome di una libertà assoluta e unica di chi può far tutto non facendo nulla.. restando ad accottonare per le strade. Ma scusate, un minino di decenza ci vorrà pure. Per voi chi lavora 8 oe al giorno è messo sullo stesso piano di chi non fa un cazzo dalla mattina alla sera, e raccatta in media 200 euro al giorno?!!! MA STATE SCHERZANDO!!! CREDO…
    Vedete, fino a quando i vostri pensieri sinistri di nome e di fatto non cambiano concetto, purtroppo si sarà lontani, molto lontani dal vincere le elezioni e non è un caso che la Lega abbia avuto tanti voti. Spiegatevi il perchè?
    Lo so che voi giustificate il tutto dicendo: “chi ha votato lega non capisce un cazzo” se questo, x voi, è il motivo allora sono in tanti che non capiscono nulla… Analizzate bene e scoprite perchè la gente si è rotta i coglioni, comprendete le ragioni di chi non la pensa come voi e paga le tasse, e si sveglia alle 6,45 del mattino per andare a lavorare e tornare alle 18,30 di sera.. e non chiede l’elemosina all’incrocio di una strada. Qui voi mettete sullo stesso piano chi va a lavorare e chi non fa un cazzo tutto il giorno e addirittura come dice Barbara Martini viene addirittura legittimato!! Ma come si può pensare una cosa di questo genere… Come potete pensare di avere una società decente… con questo non sarà il primo dei mali della società ma almeno cominciamo a fare qualcosa…

  14. Paolo dice:

    Mi chiamo Paolo Valpiani

  15. Paolo dice:

    Un’altra cosa LUcchi è un grande, cara Barbara Martini.

  16. Manuel dice:

    E allora scusa Marani, il secondo commento non è per te ma per Valpiani. Credo che fosse una tua replica e mi sono sbagliato.

  17. Manuel dice:

    E allora scusa Marani, il secondo commento non è per te ma per Valpiani. Credevo che fosse una tua replica e mi sono sbagliato.

  18. Paolo dice:

    Un’altra cosa, se andate a leggere i giornali stamattina c’è un’articolo sul sindaco Lucchi e sul nuovo assessorato alle sicurezze che ha messo in giunta…e sarà guidata da un poliziotto che farà da raccordo anche per la polizia municipale e tutte le altre forze di polizia. Non è una bella risposta?!!! NO…. è fascismo secondo voi? ma per piacere vivete con i piedi per terra… non nel mondo delle favole e dei sogni…

  19. Barbara Martini dice:

    Ohhhhh finalmente piacere Paolo Valpiani! :-)
    Piacere perchè non amo parlare con gente che non si firma e non mette la faccia, lo trovo scorretto in un contesto come questo.
    Scusa Valpiani comprendo la tua incaz… ma non la condivido, però ti chiedo un favore da subito, non ti conosco personalmente e ho l’abitudine di dare subito fiducia alle persone in quanto esseri umano.
    Ti stai già ponendo col metodo NOI contro VOI, Noi i buoni Voi i cattivi…mi pare che tu stia generalizzando e stia attribuendo parole e concetti che NON ho mai espresso e che mi fanno putroppo pensare che hai bisogno di concepire la gente in categorie. Voglio precisare che dicendo che ci dobbiamo occupare della Giunta di Lucchi NON ho espresso un parere negativo ma una constatazione (governerà i prox 5 anni della città non è un giudizio se condividi il dizionario e la sintassi della lingua italiana o anche quella è contro il tuo pensiero?), per cui ti inviterei Valpiani a LEGGERE e non a INTERPRETARE, davvero lo dico col massimo di serentià, perchè altrimenti questi diventano campi di battaglia con spargimenti di sangue invece che civile confronto.
    Anche sulla storia degli accattoni, MAI detto che condivido l’accattonaggio (cosa che mi hai indebitamente e un pò arrogantemente attribuito) ma semplicemente che NON COSTITUISCE REATO, personalmente NON condivido l’accattonaggio se non per casi occasionali d’emergenza ma non come stile di vita, ma ho detto anche che multarlo NOn risolve il problema, se hai dati dimostrabili diversi dai miei sarò ben contenta di conoscerli. Detto questo mi dispiace davvero tanto che ci sia questo livore che leggo tra le tue righe, non ti conosco e non ho nessun motivo per cui non pensare che tu sia un’ottima persona che sicuramentre lavora un casino (l’accento che hai posto sulla cosa fa pensare che ti spacchi la schiena).Conosco Lucchi personalmente perchè ciome associazione ambientalista ci siamo incontrati diverse volte, se sarà un grande ne avrò piacere anche io visto che vivo in questa città, dire che è bene monitorare il lavoro della sua gente penso pure sia un diritto/dovere dei cittadini e non sia un’offesa, anzi per cui qual’è il problema?PS: se metti anche il tuo cognome nel Login poi la gente non ti confonderà ancora se arriva un altro Paolo. Ciao

  20. Apo dice:

    con questo non sarà il primo dei mali della società ma almeno cominciamo a fare qualcosa…

    Parole che fanno rabbrividire. Qualunquismo becero e razzista, superficialità n fattoriale con n molto maggiore di uno (sono stato buono e non l’ho valutata esponenziale :P )

    Il punto è questo. Non è semplicemente “non il primo dei mali”, proprio non è un male di questa società.
    Ti arrabbi per uno che chiede l’elemosina al semaforo e taci di fronte a chi ruba davvero: banche, lobby finanziarie, case farmaceutiche, lobby delle armi (tralasciando i politici per professione a tutti i livelli, comune compreso).

    Ma è più facile prendersela con i più deboli che con i veri prepotenti, ladri ed assassini.

  21. gianni dice:

    @apo (che scrive)
    chi ruba davvero: banche, lobby finanziarie, case farmaceutiche, lobby delle armi (tralasciando i politici per professione a tutti i livelli, comune compreso).

    ma scusami: questo non è esattamente quel qualunquismo becero e razzista che ti fa rabbrividire?

    e poi mi chiedevo se avevi recepito il senso delle citazioni di cui ti avevo scritto nel commento sopra, sul quale hai glissato, e capito l’inutilità (se non l’effetto deleterio) del cardinale copiaincollato nel post

  22. Apo dice:

    @gianni
    l’attività di blogger è gratificata da lettori come te, e non sono affatto ironico, che fanno le pulci e contestano, ribattono e rilanciano.

    Relativamente a banche lobby finanziarie, case farmaceutiche e lobby delle armi… non mi pare una generalizzazione forzata o non corrispondente alla realtà. La radice dei problemi sta tutta in questi gruppi di potere. Senza scompodare le sempreverdi teorie complottiste, è facile riconoscere in essi la fonte della superiorità del capitale sull’uomo. L’uomo mero strumendo del capitale per riprodursi, una sorta di teoria economica del gene egoista. Abbattere queste strutture è condizione necessaria per un mondo migliore (socialista, imho).

    Relativamente al cardinale mi sono già espresso nella prima risposta. Sono ben conscio che avrei potuto omettere quella citazione, probabilmente senza arrecare danno al post. Ma l’ho messa per le ragioni di cui sopra. In ogni caso…

    Questo disco suona come una Trabant. Tre cilindri, tre marce, prima, seconda, terza. Alcune canzoni in mono, altre in pseudo-stereo, citazioni sparse.

  23. Paolo Valpiani dice:

    Caro Apo,
    il tuo è qualunquismo becero e razziasta al contrariodel mio, se la vuoi porre in questi termini.
    Sicuramente possono esserci dei ladri fra quelli che hai citato, ma non si può dire se rubano i forti possono rubare anche i deboli…. Il concetto è che non si deve rubare forti o deboli che siano. NOn mi interessa se gli accattoni sono ricchi o poveri, ma se non si può accattonare x la legge non lo si fa!
    E poi smettiamola con questi discorsi marxisti che hanno provocato fame miseria e morte ovunque sono stati applicati. LA superiorità del capitale sull’uomo…. ma per favore, il vero problema è la gente che vale e quella che non vale nulla equesti secondi si aggrrappano dove possono per fare una cosa sola, nella loro vita rompere i coglioni perchè non sanno fare altro… tutto qui.

  24. Paolo Valpiani dice:

    e poi caro Apo, tu sei uno di quelli sicuramente che bolla coloro che hanno votato lega degl’ignobili razzisti e qualunquisti… va bene, vai avanti così, vedrai nel tempo se nessuno fa nulla a livello politico la sinistra dove si ritrova… vai vai… :-) ..

  25. paolo valpiani dice:

    cara Barbara, chiamami pure Paolo detesto chi mi chiama per cognome, non siamo più a scuola.
    Io non sto certamente generalizzando facendo le classi dei buoni da una parte ed i cattivi d’altra…
    Dico che bisogna rispettare le regole e se questo non avviene le autorità preposte devono intervenire. E’ una questione di legalità, tutto qui, e non ci sono giustificazioni a riguardo, fra ricchi e poveri, forti e deboli ecc..
    Quanto a Lucchi, sono convinto faccia bene, ma è un giovane che concepisce una politica secondo me che farà urlare l’elettorato classico della sinistra, ma è anche ciò che vuole la gente che non è schierata e non si occupa di politica.
    Quello che dico, e che viene fuori dalla discussione, è che purtroppo il popolo della sinistra è rimasto indietro e che tutti noi dovremmo per il bene non solo della sinistra ma di tutta la politica, essere propositivi e non arroccarci su cose che non esistono più.. ad esempio chi accattona viene visto come uno che non può fare altro e quindi non si deve far nulla, perchè bisogna lasciar vivere.. non è cosi. Quando vediamo la gente che accattona per le strade ci indignamo e poi quando qualcuno fa qualcosa non sono risposte efficienti. Allora cosa devono fare? il Continuo criticare senza far nulla dove porta? COme possiamo pensare di accettare tutto questo! Siamo per il fare o per fare solo chiacchere…
    Poi ho solo detto cosa ha fatto Lucchi i primi giorni.. Nn volevo essere livoroso, ma vorrei sapere che preoccupazioni ti desta Lucchi. Scusami ma non volevo apparire verbalmente violento.

  26. gianni dice:

    >l’attività di blogger è gratificata da lettori come te, e non
    >sono affatto ironico, che fanno le pulci e contestano,
    >ribattono e rilanciano.
    mi auguro davvero che tu non sia ironico, perché questo è il fondamento di ogni confronto, non solo per i bloggers. come ho scritto nel ultimo post del mio blog (sono blogger anch’io!) http://scrittidigetto.blogspot.com/2009/06/duello-verbale.html , siamo guerrieri e la nostra vittoria non è l’ottener consensi, ma la verità.
    vorrei essere altrettanto gratificato da questo tuo riconoscimento, ma sinceramente, sottolineare l’inutilità della citazione di un creazionista o la contraddizione nel compiere nello stesso commento gli stessi errori che denunci non mi sembra sembra ‘pignoleria’, piuttosto la base del rispetto reciproco (se io facessi un simile errore, mi piacerebbe che mi fosse segnalato!). questo perché stimo molto il lavoro del passatore da quando è nato (e l’altro stefano lo sa bene) e non vorrei che rimanesse danneggiato da queste ‘cadute di stile’ .

    nello specifico:

    >non mi pare una generalizzazione
    >forzata o non corrispondente alla realtà
    il fatto che paia a te (e sinceramente… anche a me) non significa che lo sia. non è questo il punto del ‘qualunquismo’. il qualunquismo sta nell’estendere un’accusa vera per molti, ad un’accusa vera per tutti. è un errore. in qualunque direzione la si rivolga. ed ha una brutta controindicazione: chiude il dialogo, demonizza l’altra parte e infila nel mucchio sia gli innocenti che i virtuosi. noi non lo vogliamo permettere, vero?

    >Sono ben conscio che avrei potuto omettere quella citazione,
    >probabilmente senza arrecare danno al post. Ma l’ho messa per
    >le ragioni di cui sopra
    se leggi le ‘regole’ proposte nel mio post segnalato sopra, sarebbe elegante riconoscere l’errore. quell’eleganza che mi piacerebbe attribuire al passatore quando ne parlo con amici. ignorare l’appunto o scalare specchi per farne rientrare la validità dalla finestra lo trovo molto… berlusconiano. altrimenti resto in attesa di spiegazioni valide, ma la vedo un’impresa davvero disperata. sempre pronto ad essere stupito(=aver torto=imparare qualcosa di nuovo=crescere e migliorare<-santissimo obiettivo, no?) però!

  27. Paolo Marani dice:

    Io mi firmo sempre con nome e cognome.
    Proprio per non destare equivoci (visto che di paoli il mondo è pieno) .. e malgrado questo ho pure qualche omonimo a cesena ;o)
    L’altro Paolo mi sembra un deluso di sinistra che si è buttato a pesce in ragionamenti apprezzabili al più da Calderoli…

  28. paolo valpiani dice:

    benissimo se la metti in questi termini, ti dico come mai un paese del Bidente come Galeata la sinistra ha vinto solamente di 7 voti l’elezione a sindaco quando la precedente elezione era al 60 % ? la lega è il primo partito a Galeata. Come mai? sono tutti razzisti? sono tutti xenofobi? e come mai la sinistra ha perso? e come mai la lega è aumentata del 7,5% in tutta la nostra provincia? la sinistra che risposte da sul problema della sicurezza a parte LUcchi?
    E poi ci si indigna in questo blog che hanno sanzionato due che chiedevano l’elemosina truffando la gente nel nome di una leucemia del figlio…. ma allora si vuole smettere con questi ragionamenti più che di sinstra, ragionamenti sinistri di nome e di fatto che portano solo a far andare giù la catena all’elettorato della sinistra stessa?

  29. Manuel dice:

    Caro Paolo (non Marani)… cito dal tuo commento “Quando vediamo la gente che accattona per le strade ci indignamo e poi quando qualcuno fa qualcosa non sono risposte efficienti”…. secondo te l’ordinanza in discussione è fare qualcosa?
    Se chiedere l’elemosina (tralasciando il caso specifico di quei 2 che ha scatenato tutti questi commenti) è indice, anche soltanto in parte, di un disagio economico-sociale di chi mendica: l’ordinanza mi spieghi che soluzione è?
    E’ repressione di un comportamento senza offrire alcuna alternativa.
    Il tuo ragionamento sulla legalità è paradossale e Kafkiano, mette in mano al legislatore un potere assurdo: quello di fare le leggi e di non essere contestato in virtù del principio di legalità: attenersi alle norme scrupolosamente e secondo una logica pedissequa da testimoni di Geova.
    Quasi un comportamento binario da macchina computerizzata.
    Ciò sarebbe abominevole anche in una società dove l’effettiva partecipazione popolare ai processi costitutivi delle leggi fosse garantita, perchè non tiene conto di variabili rispetto al testo della legge e pretende di codificare i comportamenti e le tendenze secondo il parere, o la moralità, di una maggioranza che non è mai unanimità.
    Come ragionamento è ancor più disgustoso e fascista oggi, che subiamo l’espulsione del cittadino dal ruolo che gli spetta in politica.
    Vuoi per negligenza nostra, vuoi per l’esperire, nei ruoli chiave del potere, di interessi conflittuali con il bene pubblico.
    Credo che si, come suggerisci ironicamente ad Apo, chi ha votato Lega in fin dei conti sia genericamente un razzista e uno stupido con poca lungimiranza, oltre che con poca sensibilità.
    Le ricette leghiste non analizzano nè risolvono alcun “problema” tra quelli che affrontano. Si limitano a spostarli o a reprimere determinate tipologie di fenomeni e persone ad essi legate, creando le condizioni per un corto circuito ancora maggiore.
    Persone del genere purtroppo non si trovano solo tra i leghisti, e la dimostrazione è che gran parte del loro elettorato viene da altre forze politiche di più lungo corso, non ultimo l’ex PCI.
    Sarebbe anche da puntualizzare quali che siano i “problemi” che preoccupano i leghisti (e non solo loro).
    Sembra che siano più le persone che si trovano a vivere determinate condizioni e suscitano certe paure o causano effettivamente certi disagi, che non le cause a monte di ciò.
    Per cui quello leghista è l’ennesimo tentativo, declinato in maniera un pò cafona e ignorante, di gestire il contingente. Niente di troppo diverso da quanto proposto da ogni partito, se non per le modalità.
    Da quando è morto l’internazionalismo nemmeno la “sinistra” ha più saputo proporre niente che non andasse in questa direzione. Un pò come limitarsi a gestire il problema dei rifiuti che ci sommergono incenerendoli, sotterrandoli o spingendo sul riciclo, tralasciando di disincentivarne la produzione.

  30. Paolo dice:

    Ho capito l’analisi, ma cosa si deve fare? E’ sempre il solito discorso… parliamo diciamo che sono provvedimenti fascisti beceri e poi…. il nulla… non sappiamo dire cosa possiamo o vogliamo fare, lasciamo tutto al destino?
    A me sembra invece un’altro il punto, purtroppo il criticare senza aver alternative non porta dif atto a nulla, e di questo la gente si è rotta le palle… ma di brutto!!!!
    Dimmi allora come ti comporteresti con chi accattona? Premetto non mi fanno paura persone che hanno cultura diversa dalla mia, modo di vivere diverso dal mio ecc. e sono anche convinto dell’integrazione di questi, ma se viene messo in discussione una sanzione perchè secondo voi è razzismo e non risolve il problema, allora ditemi cosa dobbiamo fare?
    Da quello che viene fuori, si parla ma non si fa nulla… perchè nessuno mi ha detto cosa fareste…

  31. Manuel dice:

    Rispondo al tuo “cosa fareste” per riformare questo sistema:

    E’ un discorso che tocca marginalmente la politica locale, benchè da un fatto di cronaca paesana abbia preso l’avvio questa discussione, e pone il problema di abbassare a zero le cause che provocano il bisogno di elemosinare, ovvero in genere la povertà.

    - Quindi redistribuzione non tanto delle ricchezze, che sono estemporanee, quanto del controllo dei mezzi di produzione e dei meccanismi di mercato: controlli e regole sul funzionamento delle banche (anche per evitare disastri come la crisi innescata dai derivati). Queste ultime, per lo meno i colossi con troppo potere e capaci di influenzare le scelte politiche, vanno smembrate e rese istituti di credito più piccoli, o nazionalizzati (proposta di Simon Johnson, ex capo economista dell’FMI. Internazionale n.800, pag 32).
    - Fine del colonialismo e della rapina di interi continenti, tutt’ora condotta tramite pressioni economiche e regimi autoritari.
    - Fine degli aiuti alimentari al terzo mondo, che uccidono l’economia locale.
    - Fine dei brevetti sulle sementi, che impediscono ai contadini, specialmente del terzo mondo, di sopravvivere senza acquistare i semi di anno in anno e i relativi diserbanti dedicati.
    - Fine del controllo privato sulle fonti d’acqua.
    - Sanità pubblica garantita a tutti
    - Accesso alla casa garantito a tutti (per l’Italia: sul terrotorio vi sono più di 80 milioni di abitazioni contro una popolazione di circa 60 milioni)

    Questo grossolanamente è ciò che penso come proposta di cambiamento. Si traduce in breve con: meno disuguaglianza. Non credo che tutti coloro che elemosinano lo facciano per piacere o perchè poco inclini a lavorare.
    Senz’altro c’è anche chi non ha voglia o preferisce vivere diversamente e dedicarsi costantemente ad altro che non sia il lavoro. Non ci vedo nulla di male se sopravvivono chiedendo l’elemosina.
    Probabilmente non sono nemmeno loro che scrivono di immaginari figli malati per carpire monetine, e non potrebbero farlo in una sociatà più equilibrata dove tutti (clandestini, che non esisterebbero più, e non) possono avere accesso a cure, lavoro, diritti civili senza timore di denunce, discriminazioni, rimpatrio.

    In piccolo, per Cesena, penso che un buon punto di partenza potrebbe essere l’attuazione del programma presentato da Fabbri per la lista dei verdi. Contiene alcune risposte nella direzione che ho delineato.

    http://www.verdicesena.it/download/Programma%20dei%20Verdi%20di%20Cesena.pdf

    Sono problemi così grandi che necessariamente ho banalizzato nel riassumere. Saluti. M.

  32. Paolo dice:

    Sono d’accordo in parte su quello che dici, non sono d’accordo sui brevetti delle sementi perchè questi brevetti sono il frutto di una ricerca che costa tanto e quindi spendere soldi per regalare così a tutti queste conoscenze, francamente mi lascia un po’ perplesso. Accesso della casa garantito a tutti, va bene, ma con quali soldi e di chi?
    Fine del colonialismo, sono d’accordo, ma se mi dici che tutte le dittature del mondo vengono controllate dall’occidente, francamente è una pia illusione crederlo… credo sicuramente che ci siano stati dittatori sicuramente appoggiati dai nostri governi (ultimo Gheddafi in italia…) ma non credo siano tutti e la valutazione è contesti diversi che sono assolutamente da analizzare casox caso.
    Redistribuzione della ricchezza, va bene, ma in che modo? Bisogna capire e comprendere che le nostre società sono altamente competitive e che spazio per chi vive di espedienti ce n’è e ce ne sarà sempre meno.. quindi non so come questa redistribuzione possa avvenire ed in che modo.
    Riguardo al programma dei verdì è bello ma bisognerebbe stare con i piedi per terra..
    Non sono Marzullo, per me i sogni non aiutano a vivere… bisogna essere molto concreti.

  33. Barbara Martini dice:

    Paolo V. scrive:Accesso della casa garantito a tutti, va bene, ma con quali soldi e di chi?.
    Intanto si tratterebbe di dare delle priorità ai soldi che il comune dispone, quest’anno il comune ha assegnato solo 16 case popolari contro 474 richieste. Forse prima di investire in grandi infrastrutture (rotonde, secanti, mega strade) bisognerebbe assicurare un tetto sulla testa a chi non si può permettere i prezzi di mercato. Intanto prima di costruire nuovi quartieri dormitorio in cambio di grossi favori a costruttori locali bisognerebbe recuperare l’esistente visto c he solo a Cesena 4500 abitazioni rimangono sfitte ogni hanno. Non credo che sia un problema di soldi in sè ma di priorità. In quanto all’ordinanza credo che Cesena non avrebbe risentito la sua assenza, è cambiato qualcosa? No. Semplicemente come prima ordinanza, forse era meglio pensarne a un’altra. L e priorità di Cesena Non sono pochi accattoni ai semafori, forse invece di reprimere si dovrebbe costruire un nuovo sistema economico e sociale coem hanno fatto alcuni comuni, non è una questione solo economica è principalmente una questione culturale. http://www.comunivirtuosi.org/

  34. Barbara Martini dice:

    Paolo V. scrive:Accesso della casa garantito a tutti, va bene, ma con quali soldi e di chi?.
    Intanto si tratterebbe di dare delle priorità ai soldi che il comune dispone, quest’anno il comune ha assegnato solo 16 case popolari contro 474 richieste. Forse prima di investire in grandi infrastrutture (rotonde, secanti, mega strade) bisognerebbe assicurare un tetto sulla testa a chi non si può permettere i prezzi di mercato. Intanto prima di costruire nuovi quartieri dormitorio in cambio di grossi favori a costruttori locali bisognerebbe recuperare l’esistente visto c he solo a Cesena 4500 abitazioni rimangono sfitte ogni anno. Non credo che sia un problema di soldi in sè ma di priorità. In quanto all’ordinanza credo che Cesena non avrebbe risentito la sua assenza, è cambiato qualcosa? No. Semplicemente come prima ordinanza, forse era meglio pensarne a un’altra. L e priorità di Cesena Non sono pochi accattoni ai semafori, forse invece di reprimere si dovrebbe costruire un nuovo sistema economico e sociale coem hanno fatto alcuni comuni, non è una questione solo economica è principalmente una questione culturale. http://www.comunivirtuosi.org/

  35. Paolo dice:

    VA bene Barbara, ma una città deve nel 2009 non deve avere infrastrutture?
    la nuova secante non è stata una bella opera? ti ricordo che a passare Cesena senza la secante nuova ci volevano 20 minuti negl’orari di punta. Il povero Cristo che deve andare a lavorare lo vogliamo agevolare un po’? e poi non facciamo la tangenziale per dare una casa a coloro che non possono permettersela, va bene, meritevole, ma delle risorse pubbliche dobbiamo tutti beneficiarne…. o no?

  36. Manuel dice:

    @ Paolo:

    - Le case in Italia ci sono gia per tutti. Si tratta di non lasciarle vuote a marcie o a far salire i prezzi di mercato.
    Ci sono i fondi dell’ex tassa Gescal, pagata con le trattenute dei lavoratori per finanziare case pubbliche, che sono bloccati da anni e si assottigliano perchè li dirottano sull’Alitalia o su manovre che nulla hanno a che vedere con le politiche abitative (come organizzare il vertice Nato a Pratica di Mare).
    C’è che il vero volano economico di questa nazione è stato il cemento, e ancora oggi il trend rimane il medesimo: ai costruttori non conviene che esistano piani statali per l’edilizia popolare, dove si guadagna poco.
    C’è che le migliaia di appartamenti e i palazzi di proprietà pubblica sono lasciati volutamente alla malora e vengono cartolarizzati per la gioia degli speculatori, mentre il pubblico avrebbe il dovere di destinarli a chi ne ha bisogno.
    Magari adottando la stessa legge che il Lazio s’è dato nel ‘98 per incentivare l’autorecupero, tramite cooperative di inquilini e la partecipazione dell’ente pubblico che possiede i palazzi nelle spese di sistemazione.
    Questo permetterebbe di conservare la pubblica proprietà dell’edificio senza svenderlo.
    Da ultimo si può anche pensare all’adozione di un “Piano Cervellati”, come nella Bologna degli anni ‘70. Lì furono recuperate intere strade del centro storico, stipulando accordi vantaggiosi per il comune con i proprietari immobiliari, senza spostare in estrema periferia gli inquilini poveri, nei ghetti dei palazzoni, ma integrandoli maggiormente nel tessuto sociale cittadino. Cervellati aveva anche proposto uno strumento previsto dalla legge (utilizzato recentemente da Sandro Medici del X municipio romano, e all’epoca dell’alluvione dal sindaco DC di Firenze): l’esproprio a fronte di emergenza. E l’emergenza abitativa, se si guardano le cifre, è reale. Cervellati fu frenato in questo dallo stesso PCI, poichè la proprietà privata (anche quando si tratta di evidente “surplus”) è un tabù persino a sinistra.

    - Non penso che l’Occidente controlli le dittature, nel senso che si chiama il tiranno del tal paese e gli si dice “fai questo, fai quello”. Piuttosto il potere economico ha una forza così grande che impone il perseguimento dei propri interessi commerciali allo stato, indirizzando scelte importanti di politica estera. Il commercio delle armi ad esempio.
    L’Italia è uno dei primi esportatori di ermi leggere.
    E sebbene vi siano leggi nazionali-internazionali che vietano la vendita a regimi o stati in guerra, tali regole vengono aggirate a causa delle lobby che premono sui governi di riferimento.
    Prendi il Congo, ricco di diamanti, coltan e altri minerali. Sono anni che si scannano per il controllo delle risorse. Se non vi fossero precisi interessi occidentali, i signori della guerra locali avrebbero da tempo finito i soldi e sparato le ultime cartucce. Invece gli accordi per favorire la smilitarizzazione e impedire l’acquisto di minerali insanguinati sono serviti a zero e vengono agevolmente laciati violare.
    Caso per caso vanno valutate le modalità, ma credo che ci sia una rete di interessi economici, transnazionali, che favoriscono genericamente conflitti e regimi in numerose zone del pianeta, perchè funzionali ai propri affari (che sò, un altro esempio è la Birmania, con cui Cina e Russia hanno grossi legami e impediscono azioni internazionali contro la giunta).

    - Riguardo alle sementi brevettate: a parte la questione della pericolosità per la salute umana (sono numerosi i casi documentati di allergie scatenate dalle modificazioni) e di inquinamento delle varietà naturali per ricombinazione (che distrugge la fauna naturale), c’è un grosso problema etico.
    Le sementi OGM vengono studiate per migliorare la resistenza a certi parassiti, per permettere la coltivabilità a certe temperature, per fornire prodotti esteticamente più “belli” e aumentare la resa nella produzione industriale di larga scala.
    I contadini di piccoli o medi appezzamenti, specialmente nei paesi più poveri, dove magari subiscono il calo di prezzo dei prodotti agricoli dovuti ai trattati di libero commercio, li provano una volta per cercare di produrre di più e poi rimangono ingabbiati a causa della sterilità del seme l’anno successivo o per i costi dei diserbanti dedicati. Oppure succede che le colture ogm del latifondo vicino ti inquinino il campo per impollinazione, con le conseguenze sopra citate.
    Ancora più in generale gli OGM sono funzionali a un modello di produzione massiva che annienta la biodiversità e stritola concorrenzialmente i piccoli agricoltori, grazie anche ai sussidi statali verso le grosse imprese.
    Quindi credo che le sementi OGM non solo non vadano pagate, ma nemmeno permesse, se non in determinate eccezioni.
    Inoltre la ricerca dovrebbe tornare pubblica, mentre in Italia si stà marciando in direzione contraria (riforma delle università per renderle fondazioni con la partecipazione del privato a finanziare e decidere la ricerca).
    E’ come per i diritti sui medicinali: è giusto che un paria indiano muoia perchè non può comprare il farmaco che gli serve, a causa del prezzo spropositato?

    - Redistribuzione: ripensare la proprietà dei mezzi di produzione andando verso una collettivizzazione o almeno verso una distribuzione più equa dei profitti.

    -Riguardo al programma dei verdi: lo hai letto???? Mi sembra tutto molto realizzabile e concreto. Magari ti appare utopico perchè il sistema odierno va in tutt’altra direzione. Se non lo metti in discussione non lo puoi cambiare. Dove stà il “sogno” in questi propositi?

    “censimento generale degli immobili sfitti”
    “ampliare il ruolo della Società per l’Affitto”
    “appartamenti da locare a prezzo convenzionato per 8 – 10 anni.”
    “eliminazione del criterio dell’anzianità di residenza ai fini dell’assegnazione di alloggi popolari.”
    “Ripristinare lo strumento del PEEP” (e qui suggerisco i piani “Cervellati” per il recupero dei centri storici, anzichè per nuove edificazioni periferiche)
    “impedire qualsiasi edificazione in aree golenali di fiumi, torrenti e nelle zone di tutela delle falde acquifere.”
    “porsi l’obiettivo di ridurre la produzione di rifiuti del 25% in 5 anni”
    “domiciliarizzazione del servizio di raccolta”
    “Ristrutturazione del trasporto pubblico locale” (il come leggilo nel dettaglio sul programma)
    “Pianificazione energetica comunale:”
    “Acqua pubblica”
    ecc, ecc, ecc

    La critica più sensata al programma di Fabbri è forse il poco approfondimento verso i temi che non siano ambientali o sociali. Come diceva qualcuno sul blog di Severi “il problema è che la sinistra non capisce l’importanza dell’ambientalismo e i verdi non capiscono quella del socialismo”

    -Concludendo, secondo me dovresti fare una cosa: chiedere meno risposte a chi ti sta controbattendo e andarti a cercare un pò di informazione sui vari temi. Non è che se arriviamo a parlare di 50 argomenti ogni volta rilanci con il gico del perchè, no? A un certo punto sei tu che non stai proponendo nulla e nemmeno argomentando le tue critiche.
    Scusa se ho scritto un pò incasinato, è il sonno.

  37. Paolo Valpiani dice:

    Allora ti rammento che sei stato tu a tirare fuori il programma di Fabbri. Io mi sono limitato a controbattere ciò che avete detto prima voi… comunque quello che dici è solamente in parte condivisibile e se vuoi ti spiego il motivo, ma non voglio rilanciare il gioco un’altra volta. Se vuoi ci confrontiamo e non ho nessun problema, magari anche davanti ad un piatto di tagliatelle e di buon sangiovese.

  38. Manuel dice:

    Certo che l’ho tirato fuori io.
    L’invito a ribattere argomentando non era rivolto solo alle critiche sul programma di Fabbri, quanto all’impianto generale del tuo commento dove mi pare che non spieghi i motivi per cui ciò che affermo sia più o meno sbagliato. Saluti :)

  39. Paolo Valpiani dice:

    allora se vuoi non ho problemi a dirtelo però dopo non mi dire di chedere meno risposte e di informarmi un po’ di più… anche perchè non è da fenomeni fare un copia incolla di un programma elettorale e dire di riconoscersi con esso… mi sembra riduttivo.
    i motivi se vuoi te li spiego volentieri…

  40. Manuel dice:

    beh, se guardi quello che ho scritto nei vari post di risposta, ti accorgi che l’unico copia incolla è questo pezzetino*, che ho messo per controbattere alla tua affermazione che sia un programma fatto di sogni. Il resto sono in nuce cose che penso o di cui mi interessa documentarmi. Se hai voglia di motivare le critiche alla redistribuzione, ai controlli sull’economia finanziaria, all’idea di una politica nazionale per casa pubblica, alla storia delle sementi eccetera: leggo volentieri.
    Se per te articolare una risposta è fare il fenomeno, aspetto di vedere che fenomeno sei :)
    Ciao

    *
    “censimento generale degli immobili sfitti”
    “ampliare il ruolo della Società per l’Affitto”
    “appartamenti da locare a prezzo convenzionato per 8 – 10 anni.”
    “eliminazione del criterio dell’anzianità di residenza ai fini dell’assegnazione di alloggi popolari.”
    “Ripristinare lo strumento del PEEP” (e qui suggerisco i piani “Cervellati” per il recupero dei centri storici, anzichè per nuove edificazioni periferiche)
    “impedire qualsiasi edificazione in aree golenali di fiumi, torrenti e nelle zone di tutela delle falde acquifere.”
    “porsi l’obiettivo di ridurre la produzione di rifiuti del 25% in 5 anni”
    “domiciliarizzazione del servizio di raccolta”
    “Ristrutturazione del trasporto pubblico locale” (il come leggilo nel dettaglio sul programma)
    “Pianificazione energetica comunale:”
    “Acqua pubblica”
    ecc, ecc, ecc

  41. Paolo Valpiani dice:

    Secondo me avete solo sinistri pensieri e non pensieri di sinistra…

  42. Paolo Marani dice:

    Urka ragazzi, ma quanto scrivete ! Mi assento qualche giorno e non riesco più a starci dietro.

    Nella vecchia diatriba tra “mentalità di destra” e “mentalità di sinistra” è impossibile che qualcuno ne esca vincitore.

    Il mio parere è che a persone semplici occorre fare discorsi semplici, ma discorsi troppo semplici rischiano di banalizzare qualsiasi cosa, e non esistono discorsi più banali (e quindi adatti a persone semplici) di quelli che può sviluppare la Lega e tutto il retro-pensiero vagamente xenofobo.

    Normalmente le persone semplici ragionano in questo modo: “Ma non fare niente non è peggio ? Almeno ci scaldiamo per qualcosa”.

    E così giù a colpire l’accattone, lo straniero, l’immigrato, il murator dei paesi dell’est (poi sotto casa, a fare i lavori stradali, sono tutti di loro).

    La secante ad esempio, era meglio se non c’era ? Certamente no. Ha risolto qualche problema ? Probabilmente no. Ha reso più fluido il traffico di coloro che avrebbero attraversato Cesena nella dorsale Forlì-Rimini, ma la sua costruzione è durata ben oltre 40 anni !!! Ha investito decine di amministrazioni, ed è costata qualcosa come 170 milioni di euro !!!!

    Ignorare il meglio per aspettare il bene non è quasi mai una scelta saggia, così ben venga la secante, ma non deve essere una pietra di paragone per alimentare altre scelte devastanti sul territorio, altrimenti tanto valeva farne tre o quattro di secanti, così si dava da lavorare alle persone per i prossimi 40 anni almeno!

    A destra si ragiona solo per slogan, quasto bisogna ammetterlo, a sinistra si ragiona per ideologie astratte, anche questo bisogna ammetterlo.

    Forse la verità sta nel mezzo, ma non è rappresentata da nessuno, almeno non in Italia.

  43. Paolo Valpiani dice:

    Bravo Marani, sono d’accordo sull’ultimo tuo discorso. La verità può darsi stia nel mezzo, ma stai attento che ti dicono del democristiano… :-)
    Io non voglio colpire l’accattone ma detesto chi vive di espedienti… Forse è proprio per questo che non mi sento rappresentato da nessuno se non da me stesso….:-)
    Ti potrà sembrare che io sia una persona semplice, però poter seguire discorsi complessi ed articolati mi piace, anche se devono avere un fondamento un senso e soprattutto essere concreti. Il problema è che se discorsi altisonanti complessi ed articolati scritti con un italiano forbito non sono realizzabili, per motivi conosciuti e banali, sono peggio dei discorsi semplici e scritti male.
    Tornando a noi caro Marani, la secante è vero che ci sono voluti 40 anni ma la gente ha usufruito di un bene comune a tutti e per tutti, se per andare a lavorare mi vogliono 15 minuti invece di 35 io dico grazie, e lo dico alla comunità e come me tutti ma proprio tutti coloro che usufruiscono di questa comodità. La secante non è un modo per creare lavoro…. Ben venga la secante, viva DIO CHE C’E’ ED E’ ARRIVATA.
    Non possiamo in nome di sedicenti scelte devastanti per il territorio non fare infrastrutture degne di un paese civile e moderno. Se la pensiamo come te, non dovremmo usare le macchine perchè inquinano, non faremmo le strade perchè depurpano i paesaggi, non avremmo l’aria condizionata negl’uffici perchè consumeremmo troppo, insomma tutti argomenti che non si possono sentire nel 2009. Lo sviluppo ed il progresso devono andare avanti, di pari passo con l’ambiente che non è la priorità sopra a tutto ed a tutti altrimenti, facciamo dietrologia…

  44. Paolo Valpiani dice:

    Caro Manuel, appena è posso ti rispondo e mi ci vuole un po’ per tutto quello che hai scritto solo che non ho sufficiente tempo per farlo, ti chiedo solo abbi pazienza…

  45. Paolo Valpiani dice:

    Caro Manuel, appena posso ti rispondo e mi ci vuole un po’ per tutto quello che hai scritto solo che non ho sufficiente tempo per farlo, ti chiedo solo abbi pazienza

  46. Manuel dice:

    Figurati, aspetto volentieri. Ciao

  47. Paolo Marani dice:

    @ Valpiani,
    Parli di sviluppo, ma non sai nemmeno cos’è e su cosa si basa.
    Parli di modernità, come se potesse essere un valore in se.

    In realtà penso che ti interessi l’ebbrezza che si prova nell’ammirare la “grandezza” delle possibilità umane, non penso che tu abbia mai considerato se tale grandezza debba avere davvero uno scopo oppure sia solo il desiderio del “culto della modernità”.

    Io senza la secante vivevo assolutamente benissimo lo stesso.
    Io non ho il condizionatore, ma ho comprato ad un mercatino dell’usato un ventilatore da soffitto, che consuma enormemente meno sottraendo un rottame ad una discarica.

    Quali sarebbero mai le infrastrutture degne di un paese moderno ? E poi perchè utilizzare “degne” ? Un paese che ha meno infrastrutture ma cittadini più felici e un migliore rapporto con il territorio, è meno “degno” secondo te ?

    Magari una bella centrale nucleare sotto casa renderebbe questo paese molto più “degno”, ma potrebbe anche solo renderlo più “cazzuto”, nell’eterno gioco di chi ce l’ha più lungo.

    Il fatto è che dici quello che dici perché non ti rendi conto che tutto ciò che sogni come progresso, sviluppo, crescita, è un bisogno indotto dalla relativa abbondanza di energia a buon mercato che hai goduto fin dalla nascita.

    Per le persone dell’settecento, sviluppo poteva essere riuscire a mantenere la carne senza doverla mettere sotto sale, poi è arrivato il frigorifero e siamo stati tutti meglio. Ma nel settecento manco ci pensavano, dato che non avevano l’energia a basso costo e diffusa ovunque per farlo lavorare, ammesso che qualcuno l’avesse inventato.

    Se arriva davvero una crisi energetica a livello globale, come sembra che si preannunci alle porte, dato che il picco del petrolio probabilmente è stato già raggiunto nel 2008, puoi dire addio ai tuoi sogni di “degno” progresso.

    Dovremo fare ciò cui oggi siamo abituati, ma senza l’energia a buon mercato per farlo. E il nucleare non ci aiuterà nemmeno un po, dato che non è una fonte rinnovabile.

    Altro che “degne” infrastrutture, stiamo vivendo un epoca che forse non tornerà più per centinaia di anni. Alla luce di queste cose, i fenomeni xenofobi che stiamo appena sperimentando si moltiplicheranno per mille, quando la lotta per accaparrarsi le poche risorse rimaste sarà globale.

    Occorrerebbe prepararsi per tempo, ma è difficile uscire dal “business as ugual”, specialmente se c’è in giro tanta gente inconsapevole che parla ancora di “degno” sviluppo.

  48. Paolo Valpiani dice:

    Caro Marani, la modernità è un valore in sè!!
    Quando ci sono nuove tecnologie, che risolvono parecchi problemi alla vita delle persone tutti i giorni, la modernità è un valore ed anche grande!. Della secante tu non ne hai bisogno, ma quanti escluso te ne hanno beneficiato?!! immaginavo che non avevi il condizionatore ed è meritorio che tu abbia preso un ventilatore al rottame, ma ti informo che persone anziane che soffrono il caldo (quest’anno il problema non esiste visto il tempo che c’è…) a volte schiattano perchè magari non hanno un condizionatore per alleviare loro l’afa e l’umidità. Questo Marani si chiama progresso che tu lo voglia o no e non si può fare i talebani dell’ambiente quando tante persone vivono meglio in funzione di un tenore di vita superiore a 50 anni fa, grazie alle nuove tecnologie, alla ricerca,ed a tante altre cose che tu definisci “il desiderio del culto della modernità”… Secondo te cosa dovremmo fare tornare al calesse con il cavalllo?!! MA vacci tu… e poi tu non sei uno di quelli che vivono nel mondo delle favole e dei sogni?
    Sono d’accordo sulle nuove fonti di energia rinnovabile, ma almeno con gradualità e buon senso vediamo di diversificare… ti parla uno che ha 6kw di impianto fotovoltaico in casa…. e posso dirti che sono ben contento nonostante ci sia una guerra vera e propria dell’enel nei confronti dei piccoli produttori di energia come me…

  49. Paolo Valpiani dice:

    un’altra cosa cerca di avere più rispetto per chi non la pensa come te…
    Che io non sappia cosa vuol dire sviluppo e nemmeno su cosa si basa, non ti fa onore… Per uno come te che pretende di essere una spanna sopra ad altri dai discorsi che articola…..
    Marani non essere presuntuoso altrimenti sei come il tuo ventilatore comprato al rottame….:-):-).. UN PO’ PASSATO….

  50. Paolo VALPIANI dice:

    E non fare quello che ha la verità in tasca… Tu non hai proprio un bel nulla… come tutti!

  51. Paolo VALPIANI dice:

    e poi Marani, l’ebbrezza che si prova nell’ammirare la “grandezza” delle possibilità umane è classica di gente che nella vita ha orgoglio e palle…

  52. Paolo Marani dice:

    Capisco e ti riconosco essere esattamente come supponevo fin da quando ho letto appena due righe scritte da te.

    Mi dispiace, ma chi pensa che modernità e progresso siano un valore in se non godeo della mia stima, credo tu sia rimasto ai primi del novecento a movimento futurista di Marinetti. Non a caso era l’emblema e l’archetipo della ideologia fascista.

    Come si fa a pensare che il nuovo sia migliore a priori ? E se gli si chiede di considerarne anche gli aspetti di impatto ambientale o sociale invocano il calesse con i cavalli ?

    Questa versione “traviata” del concetto di modernità è esattamente ciò che intendo contrastare con tutte le mie forze. Non è un caso che la politica odierna tragga ispirazione da questi atteggiamenti, mescolandosi con considerazioni xenofobe e il culto dell’uomo forte, che utilizza la modernità per gestire il potere, mostrando l’orgoglio le le “palle” appunto.

    Lo slancio di fiducia verso le rivoluzioni portate dalla modernità…
    Siete davvero una setta! Altro che atti di fede religiosa.

    Io non ho la verità in tasca, però potresti almeno leggere qualche libro, te ne consiglio uno che mi sta molto a cuore: “I nuovi limiti dello sviluppo”, di Donella Meadows. Vale certamente i soldi spesi, anche se potrebbe farti un po cadere le “palle”.

  53. Paolo dice:

    Mi dispiace di non godere della tua stima, ma credo di andare avanti lo stesso..
    Quello che vuole tornare ai primi del novecento sei tu, facendo passi indietro sullo sviluppo e la modernità, su cose che ti ho dimostrato essere una risorsa per tutti ed un vantaggio per tutti (secante, auto, infrastrutture, pure i condizionatori…) che per te sono visti come un qualcosa di irrelevante rispetto ad altri problemi… Non ho il culto dell’uomo forte, ma detesto la gente che si piange addosso ed in ogni cosa che fa è insicura e fa sempre autocritica, fra un po’ farete l’autocritica anche di quando andate a pisciare nel cesso… e vi chiederete se fate bene o male e se è giusto tirare l’acqua perchè altrimenti viene consumata.. Fra un po’ ci arriverete e poi dite agl’altri che hanno versioni traviate della modernità…. C’è da ridere un sacco.. Non faccio parte di una setta, sono credente ma non praticante e non mi sta certamente simpatica la Chiesa. Tutto quello che non è in linea con voi è fascista… ma siete curiosi, ma tanto, e poi venite a dire a me che è non è giusto fare la lista dei buoni e dei cattivi… ideologia di destra e di sinistra… e voi cosa fate?
    ma questo non è razzismo idelogico? Premetto che io non faccio la lista dei buoni e dei cattivi ma per lo meno chi dice queste cose almeno sia coerente…

  54. Paolo dice:

    MA prima di dire fascisti agl’altri che peraltro non sono… perchè io non lo sono, prova a farti un’esame di coscienza dall’alto dei tuoi discorsi altisonanti pieni di citazioni in inglese… ‘business as ugual’… e titoli di libri e prova a capire perchè la gente si è rotta le palle di questo anticonformismo insensato di sinistra che c’è…Come ho detto pensieri sinistri più che di sinistra…. Il mondo delle favole non è questo mondo, per fortuna! VIVI tu nel mondo delle favole… Caro Marani.

  55. Paolo Marani dice:

    “business as usual”, scusa il refuso. E’ ciò che vogliono coloro che vivono con i paraocchi e sono vittima dei loro desideri.

    Visto che il mio mondo è fantastico e il tuo è vero, potresti spiegarmi una cosa ?

    Cono cosa le fai le auto ? Con cosa li mandi i condizionatori ? Con cosa le costruisci le strade ? Con cosa le fai funzionare le fabbriche ? Con cosa fai crescere le piante nell’agricoltura intensiva ? Con cosa alimenti tutto quello che chiami genericamente “modernità” ?

  56. Paolo Marani dice:

    Che a te piaccia oppure no, la tecnologia è solo un motore, che per funzionare ha bisogno di carburante, e questo è dato dalle risorse naturali (in gran parte purtroppo non rinnovabili).

    Il concetto é spiegato a grandi linee anche quì (un link a caso fra mille):

    http://ecoalfabeta.blogosfere.it/2009/06/sviluppo-ecovoracita-e-schiavitu.html

    Quindi, preservare le risorse è un imperativo per farle durare più a lungo, e magari sperare che il progresso riesca nel suo vero scopo ultimo, che è sostituire una risorsa non rinnovabile con un altra rinnovabile che permetta di mantenerci nello stesso livello di comodità, servizi, salute.

    Purtroppo, non si vede altro all’orizzonte che possa sostiuire il petrolio, se volessimo farlo solo con le energie rinnovabili sarebbe un grosso salto indietro nel tempo, perchè non saremmo in grado con quel carburante di fare andare il motore “progresso” con la velocità assurda con cui andava prima. Il nucleare è non rinnovabile, pertanto può allungare l’agonia solamente di un decennio, è una strada purtroppo senza uscita.

    Possiamo però, l’idea del progresso energivoro, rallentarlo volutamente e consciamente, e per farlo serve MOLTA PIU’ TECNOLOGIA che per accelerarlo ancora di più, così come tutti vogliono fare oggi, bruciandoci il futuro della civiltà in meno di una mezza generazione.

    Si chiama decrescita, e dovresti volerla come amica, perchè oggi ti crogioli con il suv e ti rimbambisci davanti alla tv, domani avrai una vanga in mano per dissodare le patate, se continuiamo di questo passo:

    http://dweb.repubblica.it/dettaglio/il-nostro-orto-antirecessione/51588

    W Berlusca che annuncia tronfio che la crisi è finita e che possiamo ritornare a consumare e spendere soldi! Che coglione.

  57. Manuel dice:

    1) @ Marani.
    Sono d’accordo con ciò che scrivi più sopra, ma l’osservazione sul fatto che a destra si ragioni per slogan e a sinistra per ideologie astratte mi pare una dichiarazione superficiale, da approfondire.
    Mi sembra un giudizio da “tecnico” (nemmeno scientifico): empirico e razionalista; nel senso che si limita a cogliere la manifestazione dell’evento, ovvero l’aspetto esteriore dei discorsi inerenti ai due schieramenti.

    L’ideologia credo che sia ben altro.
    Quelle che tu indichi sono al più le ombre di ciò che fu un’ideologia di massa in Italia, durante un periodo storico concluso, richiamate oggi dai suoi orfani.
    Alla sinistra odierna* è mancata, e tutt’ora manca, la capacità di analizzare i mutamenti sopravvenuti durante gl’ultimi 40 anni nei rapporti sociali e produttivi; e di conseguenza l’attualizzazione della propria ideologia di riferimento.

    L’ideologia non è un concetto astratto, e in sé non è negativa, anche se ha dato vita ad espressioni totalitarie (a destra come a sinistra) per non aver saputo lasciare spazio all’imprevedibilità dei casi umani, delle coincidenze fortuite, all’impossibilità di classificare e inquadrare rigidamente l’uomo pretendendo invece di ridurlo a meccanismo.
    La funzione principale delle correnti ideologiche, da Smith a Marx, è stata la progettazione di una visione particolare del mondo**: ovvero dei rapporti tra le persone e di come organizzare la produzione nei modi, nei mezzi e nelle finalità.
    In sintesi: di orientare l’azione e impostare la vita della società civile.
    Il grado di permeazione dell’ideologia negli individui è tale per cui essi genericamente conoscono la realtà tramite i parametri dell’ideologia espressa dal sistema in cui vivono, dalla classe sociale o dalla fede (anche religiosa) di appartenenza. Nel 2009 come 60 anni fa.

    L’astrazione, secondo me, avviene quando l’ideologia rimane ancorata al momento storico che l’ha espressa, senza riuscire ad adattarsi ai cambiamenti di cui sopra. In questo caso essa muore e i suoi “orfani” continuano a riproporre delle soluzioni inadeguate al mutato contesto.
    Ciò non smentisce però automaticamente le fondamenta di quell’ideologia, nè i suoi
    valori e propositi***.

    La distinzione a cui volevo arrivare è questa: ciò che è astratto non è l’ideologia in sè, quanto il richiamo a una vecchia metodologia di applicazione che non risponde più alle condizioni di oggi e non ha nemmeno più le stesse classi sociali di riferimento, mutate anch’esse.

    Mi spiace ma non sono riuscito a scriverlo più chiaramente :)
    .
    .
    .

    * Non considero il PD parte di essa: anche i suoi richiami alla classica ideologia di sinistra si stanno ormai estinguendo. Parafrasando Pasolini, l’ideologia dominate, nel cui solco si inserisce l’80% della classe politica e la maggioranza della gente, è ormai quella consumistica della mercificazione a 360 gradi.
    ** Particolare in quanto riferita alla classe sociale da cui scaturiva
    *** Questi, dialetticamente, possono anche essere messi in discussione, sopravvivere o soccombere all’imporsi di un’altra ideologia di riferimento, espressione di nuovi contesti o nuovi gruppi sociali.

    ****************************

    @ a Paolo V. Un paio di cose e poi sono scollegato fino a domenica sera (a volte ho del lavoro anch’io per fortuna), in attesa anche delle risposte ai discorsi precendenti.

    1) L’apriorismo dimostra assenza di ragionamento su ciò che perentoriamente si asserisce, o assenza di una visione dialettica. Non hai dimostrato la bontà in sè delle auto, dei condizionatori, della secante, dello sviluppo, ma solo esempi particolari di benefici derivanti dalla tecnologia, evitando di prenderne in esame gli aspetti negativi.

    La secante ha senza dubbio un valore positivo in un modello ideologico che vede nel continuo progresso tecnologico un valore assoluto, a prescindere dalle ricadute.
    Idem l’auto in sè, o il condizionatore.
    In un sistema che prenda in considerazione questi aspetti, invece, il condizionatore ha valore quando salva la vita a una persona che soffre il caldo (come dicevi sopra) ma non ne ha quando diventa un bene di “consumo”, e consuma risorse che a lungo andare non potremo permetterci. Stesso discorso per la macchina e la secante: se il trasporto pubblico fosse implementato e razionalizzato meno persone si sposterebbero con l’auto per fare i medesimi tragitti ogni giorno; se il trasporto merci su gomma venisse disincentivato, in favore della rotaia, circolerebbero meno tir: quindi meno esigenza di grandi infrastrutture e meno inquinamento.

    Secondo me dobbiamo farci i conti. La sostenibilità non è un vezzo. E siamo ancora una minoranza di popolazione mondiale a consumare con così grande accanimento.
    L’epoca delle ideologie non è finita, ma stiamo vivendo l’ideologia del consumo.

    2)Autocritica è mettere in discussione pratiche, idee, mezzi, quando vi è il dubbio che non siano adeguati a finalità, scopi, valori, ecc…
    Continui a usare un metodo un po’ bassino di caratterizzare con aggettivi negativi le persone che seguono pratiche a te non gradite, per cui quando poi vai a definire tali pratiche esse si caricano automaticamente della negatività che hai dato al soggetto.

    Perché dovremmo essere insicuri di noi stessi, o piangerci addosso, andando al cesso e ragionando sui litri d’acqua tirati sopra una pisciata? Effettivamente il prelievo massiccio di risorse idriche dal sottosuolo costituisce un problema. Terre più asciutte che si abbassano, instabilità geologica, rischio siccità. Se consideri che molte delle grandi infrastrutture, come ad esempio la TAV in Mugello, hanno distrutto e distruggono una quantità enorme di falde è puro buon senso economizzare l’uso dell’acqua (senza dover convivere con l’odore di acido urico)… per restare solo al ristretto panorama italiano. Ma qui Marani è senz’altro più ferrato di me.

    Saluti.
    Manuel

  58. Paolo VALPIANI dice:

    A Marani ed a Manuel:

    Sicuramente le auto sono un mezzo di locomozione assolutamente utile e credo si possa pensare di modificarle, renderle ecologiche ma farle sparire a scapito del calesse ed il cavallo saremmo non solo ridicoli,ma in funzione di che e di che cosa lo facciamo non lo so veramente…
    L’autocritica ci può stare ma dall’autocritica a farsi le seghe mentali su un qualcosa di banale.. francamente mi sembra sciocco e mi sembra di essere come alice nel paese delle meraviglie…
    COn questo non voglio usare metodi bassi per sostenere ciò che penso, ma fare i conti con la realtà e pensare di stravogerla credo che siate quantomeno romantici suquest’aspetto… NOn so come dirvelo e poi quando uno osa dire qualcosa contro il vostro pensiero si fanno discorsi altisonanti e si sbandiera l’italiano erudito che deve far sentire una cacca gli altri, ovviamente cadendo sempre e comunque nella banalità… perchè puoi scrivere come ti pare, ma se le idee sono favole metropolitane tali rimangono e sono. Ad esempio il discorso del cesso era un modo per dire di non essere dei talebani dell’ambiente e come prima più di prima avete fatto pure polemica su qeusto che aveva l’ntenzione di essere una battuta…
    Ma ragazzi siate sereni… siate tranquilli… e soprattutto meno seghe mentali…
    siate più sereni nella vita che vivete pure meglio…
    Quanto a Marani, il tutto si fa con l’energia che è il primato della conoscenza e di tutto la nostra civiltà moderna. Quindi caro Marani, se vuoi dirmi che sprechiamo troppa energia, io ti dico che se l’età della vita è aumentato è grazie a questo modo di vivere che tu lo voglia o no… e questo è progresso e sviluppo.. mettila come vuoi… girala come ti pare… e soprattutto è quello che di più democratico possa esserci perchè l’energia è per tutti e di tutti… vivi nel mondo reale Marani, che seppur con tanti problemi e difetti, è comunque bello e vale, e comunque la pena osare di vivere al meglio e bene invece di farti seghe mentali insensate sulla secante o le auto o i condizionatori…
    PS. nn so se anche voi lo fate, ma io i miei 6 kw li consumo senza inquinare e voi?
    Quanto a Manuel avere il dubbio è saggio, ma farsi dei veri e propri problemi su ciò che magari si è fatto ce ne corre… COmunque ti devo senpre una bella e lunga risposta, non so se sarà bella. :-)

  59. Paolo Marani dice:

    X Manuel: Hai perfettamente ragione, potrei riassumere dicendo che chi rimane ancorato a vecchi e saggi pensieri rischia di non cogliere il cambiamento che sta avvenendo sotto i suoi piedi. Fortunatamente la sinistra (tranne quella più radicale) sta abbandonando concetti vetusti come la lotta di classe e il primato socioeconomico della classe “operaia”, oramai desueti ed anacronistici in un mondo fatto di precariato globalizzazione e flessibilità. Però la crisi delle democrazie occidentali e le relative sperequazioni fra poveri e ricchi sono ancora tutte la, a dimostrarci che il capitalismo non è certo stato meglio in grado di interpretare l’equilibrio sociale e la solidarietà in un mondo sempre più sovrappopolato.

    X Valpiani: Mi dispiace di essere stato provocatorio, non ho niente di personale verso di te, però come disse Andy Wharrol: La differenza fra un ottimista e un pessimista è che il pessimista è più informato. E’ un po il tuo ottimismo ad oltranza ad essermi un po portatore di fastidio. Come in tutte le cose umane, la storicizzazione di risorse finite tende ad uno zero, pertanto avrà sempre un massimo in corrispondenza della sommità della sua gaussiana. Detto in soldoni, qualsiasi evento nasce, si sviluppa, raggiunge il suo culmine in maniera impetuosa, poi declina, poi lentamente muore. E’ stato così per l’impero romano, sarà così anche per il periodo di sviluppo tumultuoso dovuto alla sovrabbondante energia di tipo fossile. Aggiungo che sarà così anche per l’ammontare della popolazione e la conseguente aspettativa di vita media, che sta a mio parere per raggiungere il suo culmine, per poi rientrare gradualmente.

    Quest’anno abbiamo raggiunto il record di persone con scarsa nutrizione e precario accesso all’acqua, superando il miliardo di persone denutrite. Vagli a spiegare che il progresso tecnologico e le cure mediche allungheranno loro la vita media. Hanno solo bisogno di cibo e acqua, e non basterà per tutti. Dalla rivoluzione agricola della fine degli anni 30, la triplicazione della produzione di derrate alimentari (dovuta interamente ai fertilizzanti derivati dal petrolio) ha permesso di passare da due miliardi di persone ai 6 miliardi attuali! Nel giro di 50 anni assisteremo probabilmente ad una inversione di tendenza, pochi potrebbero sostenere il contrario. Ma non sarà un fatto cruento, sarà un fatto assolutamente naturale, con poche centinaia di milioni di persone che chiuderanno le frontiere per respingere la pressione immigratoria di miliardi di persone che non avranno risorse per sopravvivere compiutamente. Sta già accadendo. Possiamo farci qualcosa ? Probabilmente no, ma non per questo dobbiamo essere così ipocriti da sognare un futuro fatto di prosperità quando i nostri vicini muoiono letteralmente di fame. Altro che TAV!

  60. Paolo Marani dice:

    X Valpiani:

    Prova un po a leggere siti molto ben documentati come questo:

    http://petrolio.blogosfere.it/

    Non senti anche tu lo scalpitare degli zoccoli ??

  61. Manuel dice:

    @ Paolo.
    Eccetto il commento sull’ideologia, in risposta a Marani, non mi pare di avere usato un linguaggio difficile o termini culturalmente “elitari”, nè di avere mai insultato qualcuno perchè ha meno proprietà linguistica o di averlo/a deriso/a per lo stesso motivo.
    Se voglio dire “a” cerco di usare la parola che esprime meglio il concetto, così chi mi ascolta non capisce fischi per fiaschi. Continui a cercare di screditare il contenuto del discorso attaccando la forma.

    Visto che siamo in tema di energia rinnovabile, sviluppo sostenibile, ecc… vi consiglio un articolo che mi è capitato sotto mano oggi, sull’ultimo numero di “internazionale”.
    Problematizza l’impatto delle fonti rinnovabili sull’ambiente stesso, in termini di inquinamento causato dalle infrastrutture necessarie per una produzione su larga scala, e di sconvolgimenti negli ecosistemi (e anche sul paesaggio). La conclusione che si trae dalla lettura, abbastanza argomentata, è che in fondo il problema dell’energia, ricavata dagli idrocarburi o in maniera “verde”, è sempre lo stesso: consumata in grandi quantità produce inquinamento e non è sostenibile.
    O la ricerca arriva alla famosa svolta o vanno ripensati i nostri consumi.
    Rispetto all’uso del cesso: no, non l’ho preso come un pretesto/battuta, infatti, ma come un tema serio di risparmio energetico. Il recupero delle acque piovane e di quelle grige dagli scarichi inizia anche ad essere regolamentato per legge.
    Non è un consumo da poco, il gabinetto, e regolare il riciclo dell’acqua in casa non intacca la mia serenità :)

    Non ho i pannelli solari. Se avessi i soldi e la proprietà del tetto per metterli su, lo farei volentieri.

    @ Marani.
    magari la sinistra “radicale” si decidesse a rispolverare davvero la lotta di classe, adattando il principio al mutato contesto e alle attuali contrapposizioni tra classi sociali nuove e vecchie :)

  62. Paolo Marani dice:

    Manuel: Nello scontro fra ideologie e anti-ideologie, è assai facile strumentalizzare qualsiasi cosa ad uso e consumo del punto di vista di chi la propone.

    Correttissimo il discorso che il nodo cruciale della insostenibilità stà nell’esagerato consumo di risorse, però la guerra che attualmente avviene fra i fautori delle rinnovabili a tutti i costi e i promotori del “business as usual”, inceneritoristi, nuclearisti, è un po fazionsa da ambo le parti.

    Ho sentito troppe volte parlare de fotovoltaico come troppo inquinante perchè i pannelli sono energeticamente costosi e difficili da smaltire, senza nemmeno comparare queste caratteristiche con le equivalenti del nucleare ad esempio, i cui moduli sono “incredibilmente” costosi e quasi impossibili da smaltire.

    Idem per l’eolico, dato che sono pochissimo inquinanti in se si tende a colpirli esagerandone l’impatto sul paesaggio, e adducendo la necessità di “strade di servizio” che rovinano i luoghi e “sconvolgono” gli ecosistemi.

    Si tratta assai probabilmente di esagerazoni suffragate dal fatto che, insostenibile per insostenibile, meglio colpire ciò che da meno profitto e accentra meno le risorse, e favorire un modello meno distribuito che consente a pochi di arricchirsi. UNa tale veemenza nel sottolineare i difetti delle rinnovabili me la spiego solo così.

    Detto questo, citando il fisico “Tullio Regge”, do ragione ad egli sostenendo che “in un periodo con così disperato bisogno di energia, non è certo il caso di fare gli schizzinosi”.

    E’ come quando uno a fame, non va troppo per il sottile se vuole mangiare, e fra poco avremo tanta ma tanta fame.

    Pertanto, preparatevi ad una bordata devastante fatta di nucleare, carbone “pulito” (che non esiste), incenerimento di rifiuti e biomasse di ogni tipo, altro che stradine per il service delle pale eoliche …

  63. Paolo vALPIANI dice:

    @ Manuel
    1) Non attacco la forma, ma il modo che a mio avviso è anacronistico ed arcaico.. (torniamo sempre al discorso del vivere tra le nuvole…)
    2) Che bisogna consumare meno è vero, ma non è possibile che non si debbano cercar altre fonti di energia rinnovabili.. Ad esempio il fotovoltaico, se non ci fosse la volontà politica di tenere alto il prezzo dei pannelli fotovoltaici, e la burocrazia che c’è, con tutti i bastoni tra le ruote che ti mettono, tutto questo sarebbe realizzabili in pochissimo tempo… Il problema, secondo me, è politico e non di consumo…
    Insomma, devi finire il petrolio, alla fine è così, poi ci saranno altre forme ed altri modi di produrre energia.. questo è il concetto.
    Quanto alla lotta di classe…. francamente c’è da sorridere, pur sempre rispettando ciò che dici.

  64. Paolo vALPIANI dice:

    @ Marani
    Quanto alla scarsa nutrizione del pianeta, il problema l’aveva posto MAnuel in un suo discorso “Fine degli aiuti alimentari al terzo mondo, che uccidono l’economia locale”, ed in poche parole significa agevolare l’economia nei paesi in via di sviluppo, ma non con l’aiuto di derrate alimentari, ma di attrezzature atte a produrre da soli ed a sostenersi. Non è colpa certamente del nostro modo di vivere se c’è la fame nel terzo mondo…
    Comunque il fatto che entrambi parliate di ideologie che non ci sono più e rispolverate la lotta di classe ( che non è un’ideologia sinistra noooo….. beh c’è da ridere…). Non sono un fanatico di questo sistema, ma ti rammento che sono state sperimentati altri sistemi nel mondo come il comunismo, e che non hanno dato risultati migliori del sistema attuale… anzi un fallimento totale, a differenza del nostro sistema che merita una valanga di critiche, ma fa stare bene tutti…
    Voi credete che tutti devono ciò che hanno e chi vale non deve prendere nulla a scapito di chi non vale un cazzo… ma la smettete con queste cose? la smettete?.. un po’ di orgoglio e di individualismo e di palle le avete o no?!!!

  65. gianni dice:

    >Non è colpa certamente del nostro modo di vivere se c’è la fame nel terzo mondo…
    ed esattamente, secondo te, di chi o cosa sarebbe colpa?

    >Voi credete che tutti devono ciò che hanno e chi vale non deve
    >prendere nulla a scapito di chi non vale un cazzo
    l’ho riletta dieci volte, non ha alcun senso. vorrei dire che non capisco io, ma non ce la faccio a mentire così: per me è stata scritta da uno che non vale un cazzo e pubblicata da questo valpiani. oppure sto scherzando.

    >ma la smettete con queste cose? la smettete?.. un po’ di
    >orgoglio e di individualismo e di palle le avete o no?!!!
    sarei curioso di guardarti negli occhi mentre stracci questi questi santissimi valori. individualismo per me è una parola d’ordine, meritocrazia l’unico metro possibile. il problema è che tu li metti a fianco al valore delle persone.
    io non oserei mai pensare che qualcuno non vale un cazzo. il buco del tuo (stupido) ragionamento è proprio questo: chi decide che tu paolo valpiani non vali un cazzo? al di là del fatto che, ovviamente, è sotto gli occhi di tutti: tutti lo possono (giustamente) affermare, ma nessuno lo può sentenziare.

    la meritocrazia, (te lo spiego di nuovo poiché, non valendo un cazzo, non l’hai capita!) non si basa sul valore delle persone, ma su ciò che le persone fanno! trasportando la frase ‘chi fa e chi non fa un cazzo’ a ‘chi vale e chi non vale un cazzo’, ti sei trasformato in un istante da santissimo meritocratico a fottuto razzista.

  66. Paolo Marani dice:

    @Valpiani:

    Non è ideologia quella di credere che la tecnica ci renda felici, ricchi, e prosperi.. TUTTI ?

    La triste realtà è che possiamo avere un auto solo perchè ci sono 10 persone che possono avere solo la bicicletta.

    Anche la retroideologia di chi vede nel terzomondo solo una massa di mabmoccioni sottosviluppati da aiutare perchè poverini non ce la fanno da soli, è anacronistica ed antistorica. I paesi come Africa, India, il sudamerica, sono quelli dove sono concentrate la maggioranza delle RISORSE NATURALI, sarebbero ricchissimi se governi corrotti e compiacenti non permettessero agli occidentali “sviluppati e furbi” di ARRAFFARE senza remore e senza distribuirne apprezzabili proventi alle popolazioni locali, se non con il miraggio di un posto di lavoro dopo averli ridotti a desiderare il nostro modello di sviluppo (che non hanno nemmeno chiesto ma è stato loro imposto).

    Se loro sono poveri, è solo dovuto al confronto con la nostra incomparabilmente maggiore “ricchezza”, anche perchè una economia rurale si sostiene benissimo anche con poco denaro, e ciò che necessita loro non sono tanto i macchinari, ma la possibilità di accedere al credito in una economia a bassa intensità energetica. Nemmeno 70 anni fa, anche da noi in Italia era così! Che restino sottosviluppati fa comodo a tutti noi, non siamo noi a valere più di loro.

    La Cina e L’india stanno uscendo lentamente da questo stato (devo ricordare le colonie inglesi del commonwealth?), e la loro economia è ESPLOSIVA, con crescite a due cifre… questo è un bene ? Mica tanto, entreremo in competizione con loro per le risorse disponibili.

    A quel punto chi è che vale di più ? Chi ha le risorse o chi ha le tecnologie per sfruttarle ?

    Quando parli di palle, prova a perdere il posto di lavoro e non avere più i soldi per comprare un cazzo, dopo lo vedi chi c’ha le palle e chi no. C’ha le palle chi riesce a vivere bene con quello che ha. Il valore che tu dai alle persone è totalmente relativo.

  67. Manuel dice:

    @ Valpiani:

    -sono d’accordo che il comunismo abbia fallito in pieno, ma non sono d’accordo con il sostenere che l’ideologia comunista (nella quale mi rispecchio solo fino a un certo punto) sia ciò che ha portato al fallimento quelle applicazioni pratiche. Tra Marx e Stalin, per banalizzare, c’è una bella distanza.
    Poi, vabbè, che il sistema capitalista, basato anch’esso su una ideologia: quella del consumismo, abbia fatto star bene tutti, ho un pò di dubbi. Tutti chi? La maggioranza degli abitanti dei paesi occidentali.
    Evito altri commenti perchè mi associo alle critiche di Gianni sul confondere “merito” e “valore”.

    -che ci vogliano far consumare tutto il petrolio, per guadagnare fino alla fine, è plausibile. Del resto, continuando in questa direzione (brevetti, ricerca pubblica zero), non smetteranno di guadagnare nemmeno quando passeremo in toto ad altre tecnologie.
    Concordo sul problema politico di fondo. E’ come il discorso sulle sementi o i medicinali: togli i brevetti su ciò che è risorsa dell’umanità o su ciò che concorre a migliorare la vita, impedisci alle multinazionali del petrolio di ingerire nel mercato del silicio, finanzia la ricerca pubblica, ecc…
    E invece le università vengono trasformate in fondazioni dove il privato finanzia la ricerca, a fini di lucro e nei propri campi di interesse, usando una struttura pubblica e sfruttando la voglia di imparare e la necessità di fare pratica degli studenti.
    Rispetto al fotovoltaico: esistono ora i pannelli a film sottile con un impiego molto minore di silicio, ma hanno ancora una resa molto bassa e problemi di smaltimento maggiori… immagino che anch’essi siano brevettati :)

  68. Paolo vALPIANI dice:

    @ Marani
    Entrare in competizione con la cina e l’india certo che è un bene, perchè tutto si uniforma. Vedi, il mercato globale è un po’ come il principio dei vasi comunicanti dove le risorse vengono in qualche modo livellate. Noi ricchi dobbiamo fare un passo indietro e i poveri fanno un passo avanti.. ma queste cose avvengono nel giro di decenni e non è possibile tutto e subito. E con la globalizzazione vale di più chi ha le tecnologie per sfruttare tutto ciò.. da qui c’è l’esigenza di avere brevetti che tutelino chi con la ricerca avanza e si sviluppa.
    @ Manuel
    Ecco perchè i brevetti viva Dio ci sono, proprio per tutelare le nostre scoperte e la nostra creatività, inventiva e quant’altro. I brevetti non puoi toglierli altrimenti chi finanzia la ricerca? Anche questo è un modo un po’ romantico di vedere le cose….
    Riguardo al comunismo, il capitalismo con tutti ma proprio tutti i suoi difetti ha portato comunque la democrazia ed il benessere comunque diffuso e generalizzato x tutti. Poi se vogliamo parlare della democrazia dei 2/3 possiamo farlo, c’è sempre comunque 1/3 che sta un po’ peggio ma non muore certamente di fame e non va nemmeno allo spaccio pubblico a fare km di fila per un filone di pane secco da mangiare…
    Poi, un’altra cosa, secondo te il marchio CE a cosa serve? Serve proprio a dire che nella nostra unione europea se vuoi vendere devi seguire le normative e quindi tecnologicamente devi avanzare ed è uno strumento per porter avere prodotti qualitativamente di buon livello, questa è competitività…

    @ Marani e Manuel

    Non andate contro i mulini a vento…

  69. Paolo vALPIANI dice:

    @Gianni
    “Sarei curioso di guardarti negli occhi mentre stracci questi questi santissimi valori. individualismo per me è una parola d’ordine, meritocrazia l’unico metro possibile. il problema è che tu li metti a fianco al valore delle persone”.
    Nessuno decide che uno vale tanto o poco, il problema è che si dimostra e lo si dimostra tutti i giorni… Caro Gianni….
    nessuno sentenzia non siamo nei regimi comunisti, nemmeno dei giudici, ma vedere ciò che fa ognuno di noi, è sempre sotto gli occhi di tutti… e quindi lo dimostri.. ed io prima di dire che qualcuno non vale nulla ci penso, non ho mai detto a nessuno qui dentro che non vale nulla, ho sempre contestato un modo di pensare, leggi bene perchè quello che non capisce sei tu, magari valendo tantissimo…. (non lo so.. posso presumerlo dalle deduzioni che scrivi..).
    PS Prima di sparar caxxate sul mio conto, nemmeno mi conosci, cerca di essere un pochino più sobrio sulle tue valutazioni. COme vedi almeno scrivere il mio Nome e Cognome gliel’ho messo perchè non ho nulla da nascondere.. Gianni…….. (a proposito di gente che vale..)

  70. Manuel dice:

    Vabbè, io te l’ho detto chi può finanziare la ricerca senza i brevetti … e non è nemmeno detto che debbano essere levati in toto, ma una stringente regolamentezione tra interesse pubblico e privato serve eccome.

    La democrazia dei 2/3? Si dei 2/3 di Europa e America, non dei 2/3 della popolazione mondiale.

    Il marchio CE è il massimo: è tutto marchio CE oggi, anche gli assi dei treni che si rompono perchè i controlli non li fanno, i medicinali mortali perchè li lasciano mettere in commercio anche se fan male, i giocattoli tossici che se ne accorgono quando si intossicano i bambini (visto che anche li i controlli, boh?)

    Credo che tutto il dicibile, generalisticamente parlando, sia stato detto su questo tema. Perciò concludo le trasmissioni con questo link. E’ un film su youtube. Passati i primi 5 minuti, un pò lenti, anche il ritmo, non solo la storia, diventa godibile. Buona visione a tutti.

    http://video.google.com/videoplay?docid=-3658892960097906379

  71. Paolo Marani dice:

    @ Valpiani
    Se l’economia fosse un gioco a somma zero, avresti ragione tu, la crescita di Cona e India avviene a nostro discapito, quindi nel tempo si pareggeranno le sorti.

    Peccato che non è un gioco a somma zero.

    Sarebbe come dire, ho un sacco pieno di 100 crackers, oggi ne mangio 4 al giorno, domani arriva un orda di 5 cinesi che ne vogliono solo uno a testa.

    Domani non ne mangerò 3 per farli durare più a lungo, ne mangerò sempre 4, al massimo farò loro guerra per evitare che finiscano, costringendomi domani a mangiarne zero.

    E’ per questo che si chiudono le frontiere, siamo essenzialmente gelosi dei privilegi acquisiti, come se ce li fossimo meritati, ma se recintassimo l’italia senza import-export non sopravviveremmo nemmeno 3 mesi.

    Niente petrolio, niente gas naturale, niente uranio, niente minerali, niente legnami, niente metalli…. ZAC l’Italia di oggi sparisce!
    Ci rimarrebbe il sole, il vento, un po di biomasse, l’agricoltura biologica, e poco altro.

    Invece no, si chiudono le frontiere ma si spalancano le porte al commercio con TAV, Cargo, Pipeline e quant’altro (aprirà presto il nuovo south stream che porterà il gas naturale dall’anatolia).

    E’ ovvio che questo non può durare, non è questione di comunismo o capitalismo, e nemmeno di gente che vale o che non vale, semplicemente non può durare a lungo.

    La globalizzazione ci ha reso tutti più interdipendenti, e quanto succede in Cina non c’è protezionismo che tenga, arriva anche da noi, perchè non si buò gettare l’acqua controvento sperando di rimanere asciutti…

  72. gianni dice:

    >Nessuno decide che uno vale tanto o poco, il problema è che si
    >dimostra e lo si dimostra tutti i giorni…
    ma non è finita qui…

    >ma vedere ciò che fa ognuno di noi, è sempre sotto gli occhi di
    >tutti… e quindi lo dimostri..
    e ancora l’uso dell’impersonale. non si sa chi è il soggetto, chi è l’oggetto. tutti chi? a chi lo dimostri? chi dovrà decidere?

    >ed io prima di dire che qualcuno non vale nulla ci penso,
    puoi pensarci anche tutta la vita, comunque la tua opinione non conta, a meno che non sei tu quello nascosto dietro quegli impersonali di cui sopra

    >non ho mai detto a nessuno qui dentro che non vale nulla,
    no no. faccio io. giusto per farti provare un po’ come si sta…

    >PS Prima di sparar caxxate sul mio conto, nemmeno mi conosci,
    >cerca di essere un pochino più sobrio sulle tue valutazioni.
    ok. ora sono un po’ più sobrio… ancora un po’… ecco… adesso riprendo a sparare caxxate sul tuo conto: chiunque non capisca la differenza tra ciò che si è e ciò che si fa, è razzista e non vale un cazzo (cazzo si può scrivere con le zeta e caxxate no). la meritocrazia premia chi fa di più e/o meglio, che io sia più di te neanche il padreterno lo può decidere o sapere, te ne accorgi anche dal tuo stesso imbarazzo ad uscire dall’impersonale (si dimostra e lo si dimostra tutti i giorni). quella fottuta tentazione che hai di pensare ’sporco negro e dannato pezzente io sono meglio di voi’, non la devi né legittimare (lega) né lasciarla macerare in un angolino del cervello (cattolici). devi affrontarla e capirla. se vuoi davvero essere degno di pronunciare la parola INDIVIDUALISMO, devi essere capace di guardare l’uomo (ogni uomo, un uomo nuovo), non la tua qualunquistica e semplicistica categoria.

    >COme vedi almeno scrivere il mio Nome e Cognome gliel’ho
    >messo perchè non ho nulla da nascondere.. Gianni…….. (a
    >proposito di gente che vale..)
    adesso rileggi attentamente la tua frase qui sopra e osa riscrivere che postare con nome e cognome è un lasciapassare migliore che postare cose (1) grammaticalmente corrette, (2) sintatticamente corrette, (3) che esprimono un pensiero coerente, (4) che esprimono un pensiero intelligente. siamo ancora fermi tra il punto uno e il punto due.

  73. Paolo vALPIANI dice:

    @Gianni
    Ma sei un professore..
    Non posso certamente controbattere al tuo livello…
    A me sembra che tu sia solo bravo ad insultare gli altri che non la pensano come te…
    Riguardo al mio italiano, se lo capiscono gli altri, non vedo perchè tu non riesca a capirlo.. visto che sei così intelligente e così pieno di te che giudichi gli altri e sputi sentenze( basta leggere ciò che dici.. fottuto razzista ecc ecc ecc. ).
    Non mi ritengo meglio di altri, di sicuro meglio di uno come te…
    E con questo chiudo, se vuoi riprendere il confronto in maniera civile, va bene, diversamente non ti risponderò più, perchè non ne vale proprio la pena.. Scrivi quello che vuoi, insulta, tanto per quello che puoi dire…

  74. Paolo vALPIANI dice:

    @ Manuel
    Secondo me tu confronti i controlli, che sono sicuramente pochi, con il marchio. E questo confronto non regge….
    La democrazia dei 2/3 può essere applicata ovunque, cominciando a far sviluppare l’economia locale.. dando spazio alla libera iniziativa.. tutto qui.
    @ MArani
    Niente dura per sempre, ti dico solo che la globalizazione può, nell’ambito di regole certe, essere un’opportunità per tutti. E’ chiaro, dobbiamo fare noi, paesi ricchi, passi indietro.. e tutto ciò che sta accadendo è una direzione in quel senso.. meno finanza e più economia reale.

  75. gianni dice:

    >Ma sei un professore..
    anche si, ma non di professione.

    >Non posso certamente controbattere al tuo livello…
    no, è vero. sarebbe opportuno da parte tua cogliere l’occasione per imparare qualcosa, anziché controbattere. al limite chiedi, se non hai capito. sono sempre molto disponibile alla didattica,

    >A me sembra che tu sia solo bravo ad
    >insultare gli altri che non la pensano come te…
    No, in realtà so fare bene anche molte altre cose. in particolare, non insulto chi non la pensa come me (di cui, in generale, ho molto rispetto), ma chi diffonde in maniera falsa e tendenziosa concetti a cui sono molto legato. nel caso specifico, non posso permettere che tu passi il messaggio che essere individualisti e meritocratici significhi essere razzisti. cosa che ti sto facendo notare da diversi giorni.

    >Riguardo al mio italiano, se lo capiscono gli altri,
    >non vedo perchè tu non riesca a capirlo..
    umpf. se io mi fossi accorto di aver scritto una castronata come la tua precedente mi sarei seppellito e avrei fatto ammenda con un messaggio di scuse. cosa succede: quest’era veliniana ti ha tolto anche l’orgoglio di saper scrivere con decenza?

    >visto che sei così intelligente e così pieno di te che giudichi gli altri e sputi
    >sentenze( basta leggere ciò che dici.. fottuto razzista ecc ecc ecc. ).
    non c’è bisogno di leggere, basta che chiedi: sono intelligente e pieno di me. fa parte di quell’individualismo di cui (molto) sopra. la modestia è un atto di ipocrisia, l’umiltà è la strada più veloce per l’apprendimento. sono orgoglioso di quello che sono (come dovrebbero essere tutti, anche chi non vale!) e consapevole e desideroso di migliorarmi. giudico e sputo sentenze nè più nè meno di quello che fanno tutti.
    oggi è una giornata soleggiata. dire ‘oggi c’è il sole’ secondo te è qualcosa da biasimare? per te uno dovrebbe dire ‘credo che oggi ci sia il sole’ o ’se mi è permesso esprimere un’opinione, direi che…’. ma insomma, giovanotto!
    il giudizio è inevitabile, anzi da ricercarsi. se non sai farti un giudizio, vuol dire che sei privo di capacità critica, ma (e qui viene la lezione, prendi appunti) se non sei capace di modificare quel giudizio, allora sei un testardo, idiota o (nel caso il giudizio sia rivolto a schemi razziali) razzista. la stessa cosa si applica alla ‘rappresentazione della realtà’, ma magari ne parliamo un’altra volta, troppo carne al fuoco.

    >Non mi ritengo meglio di altri, di sicuro meglio di uno come te…
    Oh, un po’ di autostima, mal riposta ma.. meglio di niente.

    >E con questo chiudo, se vuoi riprendere il confronto in maniera civile, va
    >bene, diversamente non ti risponderò più, perchè non ne vale proprio la
    >pena.. Scrivi quello che vuoi, insulta, tanto per quello che puoi dire…
    no no. non c’è stato nessun confronto. hai scritto delle cose errate, ti ho più volte spiegato il perchè e la loro pericolosità. non hai voluto scrivere di aver capito il messaggio anche se mi auguro sia arrivato lo stesso. nessuna delle cose che hai scritto in seguito è del minimo interesse. mi importa solo che se qualcuno passa di qua e legge che ‘meritocrazia e individualismo’ equivalgono a legittimare che ‘a chi vale di più spetta di più di chi vale di meno’, sappia che è una tremenda minchiata razzista e perché. in questo sono sicuro… *sigh*… diciamo… spero di essere stato chiaro.

    >Niente dura per sempre
    la validità di questa stessa frase è destinata a non durare per sempre, altrimenti durerebbe per sempre e sarebbe falsa sin da ora. visto che prima o poi dovrebbe non essere più valida, forse è già scaduta ora. qualcuno controlla la data?

  76. Paolo vALPIANI dice:

    @ Gianni
    Ma stai bene?!!
    Ho dei dubbi…. seri e fondati.. in base a ciò che scrivi.. cosa vuoi che ti dica, prendila così come viene… Cerca di vivere sereno e stammi bene, se ci riesci…

  77. Paolo vALPIANI dice:

    Meritocrazia e individualismo certo che legittimano chi vale di più e di chi vale di meno, quello che lavora onestamente lo metti sullo stesso piano di chi non fa un cazzo e vive di espedienti?
    Mo poverino… che casino hai in testa?!!!

  78. gianni dice:

    ahh, ma allora ce l’hai fatta una riflessione!
    temevo che con la scusa che (visto che fatichi a capire quello che scrivo) sono… urgh… malato, poco sereno e non la prendo come (o dove) viene, avevi rinunciato a capirci qualcosa.

    anche se vedo che la perplessità che mi esprimi è esattamente quella del punto di partenza *sigh*. vabbè (adoro la didattica), siediti che ricominciamo.

    devi capire la differenza tra il (1) valore di una persona (quello che una persona è) e (2) quello che una persona fa, per due motivi:
    1. non sono la stessa cosa;
    2. il valore neanche il padreterno lo può stabilire e appena uno si arroga questo diritto diventa pregiudizialmente discriminatorio in genere, razzista nello specifico. ciò che una persona fa si può abbastanza misurare, in realtà non è così facile, ma fattibile.
    questo è il tao. come vedi nessun casino, è uno schema semplice semplice. ma ti aiuto a capirlo con qualche esempio

    1. se il signor einstein (personaggino di grandi doti, giusto no?) avesse passato la sua vita a pescare si sarebbe meritato di più o anche solo quello che si è meritato, FACENDO (non essendo) quello che ha fatto? se no, ragionare sul fatto che ciò non avrebbe compromesso il suo valore (ovvero ciò che è)
    2. tomas alva edison, prima di rivoluzionare la storia della tecnologia, fu allontanato da scuola perché fu ritenuto non ‘avere valore’
    3. adolf hitler lavorava onestamente e incessantemente, rossi proprietario della diesel non ha la terza media, mara carfagna è ministro, damien hirst non fa un cazzo, …

    adesso, per l’n-sima e spero ultima volta, stai molto attento a non confondere l’espressione ‘chi vale di più e chi vale di meno’ con ‘chi fa di più (e/o meglio)’ ovvero chi lavora onestamente, e ‘chi fa di meno’, ovvero chi non fa un cazzo. frasi che hai erroneamente messe come sinonimo nel tuo ultimo messaggio. la prima espressione è discriminatoria e razzista, la seconda è individualista (nel senso positivo del termine) e meritocratica. c’è un cazzo di differenza.

    ora voglio aiutarti con un ultimo spunto. immagina una società assodata su un livello culturale (es. medioevo) e qualcuno che arriva con idee nuove che, in futuro, si scopriranno giuste (es. galileo). tutti diranno che quell’uomo non vale un cazzo, sebbene lavori onestamente e parli secondo coscienza. tu ti uniresti subito a quel coro di ‘non vali un cazzo’? la storia ci insegna.

    adesso riflettici un po’ sopra e poi torna a scrivere ‘ora ho capito, avevo scritto una pericolosissima cagata, grazie’. a presto.

  79. Paolo vALPIANI dice:

    @ gianni
    Secondo me tu confondi l’intelligenza di una persona con la furbizia e l’astuzia.
    L’intelligenza è un valore in se al quale non puoi in nessun modo dire che una persona non valga per l’intelligenza che ha..
    L’astuzia e la furbizia sono invece modi di arrivare, e anche lì ci vuole sbuzzo, ma non sempre chi arriva ha valore al positivo… probabilmente Hitler se faceva l’imbianchino sarebbe stata la cosa migliore della sua vita e l’umanità intera ne avrebbe avuto un enorme beneficio, Rosso è uno che si è fatto il culo a lavorare e semina quel che ha raccolto, la Carfagna in un modo o nell’altro è riuscita dove altre non ce la fanno, Hirst se fa uno squalo e lo mette in fomaldeide e lo vende all’asta per 6 milioni di euro per me è un furbo.. e saranno problemi di chi l’ha comprata, da questo punto di vista se un furbo ha fatto fesso un coglione da me ha tutta l’approvazione possibile e totale, quindi anche lui ha un suo valore magari anche al negativo ( non è detto che uno valga sempre in senso positivo) ma comunque è uno che ha le palle, piuttosto di chi non ha nulla e non dimostra nulla… ed è mediocre.

  80. Paolo Marani dice:

    @Valpiani

    Ho come l’impressione che la sola idea di sentirti mediocre ti terrorizzi.

    E fai bene.

  81. gianni dice:

    ottimo, paolo! così spostiamo il confronto su posizioni ragionevoli e, ancora meglio, ragionabili! (anticipo che non condivido le cose che hai scritto, ma rispetto il tuo punto di vista che trovo ben motivato)

    RISPONDO
    che ogni persona ha diritto di essere sé stessa, o meglio, esprimere al meglio le proprie potenzialità, questa cosa deve avvenire con il massimo rispetto (o attenzione, o curiosità) da parte di terzi, senza giudizio. e, per me, questa è la base della democrazia sociale, ma non solo, di quella libertà di cui parla anche la destra e soprattutto del meccanismo evolutivo sociale darwiniano. spiego l’ultimo punto: se tutti si adeguano ad un solo modo di essere, l’evoluzione naturale/sociale è statisticamente meno probabile (ma la società è più facile da controllare).
    questa è anche la BASE dell’individualismo. il che vuol dire che, davanti al rom, barbone, zingaro, quello-che-è, la domanda è ‘forse ha ragione lui e sto sbagliando io?’ la risposta è personale e funzionale alla propria crescita. mi raccomando: sto parlando di scelte di vita oneste e fuori dal sistema meritocratico, non di delinquenza. queste (classi di) persone non valgono meno di altre (potenzialmente), ma forse FANNO meno di altre, a livello socio-produttivo.

    nella meritocrazia entrano invece dinamiche sociali: è la società che stabilisce cosa serve (diciamo in senso esteso ‘lavoro’) e lo premia (magari…) chi non entra (per qualunque motivo) nel meccanismo meritocratico, sa che è giusto che non sia retribuito per questo (tutto questo facendo finta che il nostro bel paese sia meritocratico). può essere il caso di uno che sceglie un lavoro che gli piace di più, ma che è retribuito meno: puoi biasimarlo? e soprattutto: vale meno di altri?

    hitler, carfagna e hirst (non si pensi che siano avvicinabili gli uni agli altri per NESSUN motivo!!!) sono prove eclatanti che il sistema meritocratico non funziona (ma ce ne sono mille nella quotidianità, fomentate da quiz a premi, sport di massa, veline, amici, super enalotti). sono persone che si sono ‘infilate’ nelle falle del sistema. piuttosto che contribuire a sanarle, ci si sono rintanati, mordicchiando e rosicchiando per accrescere e (evidentemente) leggittimare quelle falle. quando un fesso infinocchia un coglione o una persona di grande valore (qualunque cosa significhi) usa sé stessa al negativo (interessi personali vs interessi sociali), non merita approvazione, ma il massimo disprezzo. i coglioni devono essere educati, non infinocchiati; solo i delinquenti (chi compie atti contro la società) devono essere limitati o allontanati. le proprie capacità devono essere usate per il bene sociale, altrimenti diventi una persona inutile. la mediocrità? ugualmente disprezzabile.

    infine, non sono d’accordo sul tono assoluto con cui descrivi l’intelligenza.
    l’intelligenza non può essere misurata, non è una grandezza ‘monodimensionale’ e soprattutto ordinabile. inoltre (ed è normale) mai una persona stupida può giudicare l’intelligenza di un genio, il che pone un ulteriore grosso limite alla possibilità di valutarla. esistono svariati tipi di intelligenza che diventano vagamente stimabili quando trasformano in realtà (beni o servizi) le proprie potenzialità. diversamente sono addirittura… inutili. l’astuzia e la furbizia per me sì, sono tipi di intelligenza, ovvero ‘capacità dell’intelletto’. quindi, ancora una volta, vedi, valuti, misuri e retribuisci ciò che uno fa, non ciò che uno è!

  82. Paolo Marani dice:

    Credo che chi parla di meritocrazia, spesso a sproposito, confondendola con il successo e la realizzazione di se, dovrebbe leggere qualche post come questo:

    http://crisis.blogosfere.it/2009/07/disoccupazione-e-ribellione.html

    Anche il disoccupato, il nullatenente, il nullafacente, può avere un ruolo di primissimo piano nella società, noi non siamo solo macchine per produrre, ma anche persone che hanno degli affetti, e che vivono una vita degna di essere vissuta per quello che diamo agli altri e non solo per quanto siamo in grado di produrre per la società del consumo.

    Meglio essere disoccupato ma con una ricca rete di rapporti sociali, oppure ammazzarsi di lavoro, alimentando una autostima ipertrofica, per poi passare alla disperazione quando una volta perso ti accorgi che non sai nemmeno costruire uno sgabello con due pezzi di legno ?

    E’ per quello che mi inkazzo quando qualcuno parla di meritocrazia, generalmente sono sempre coloro che nemmeno sanno cosa vuol dire realmente essere utili alla società. Prendono senza dare, e questo lo chiamano “avere le palle”.

    Si, di latta.

  83. Paolo vALPIANI dice:

    @ gianni
    certo che si valuta ciò che uno fa dai comportamenti, ma io pensavo di essere stato chiaro su questo. Non è mia intenzione parlare male delle persone, però a volte quando si sente parlare di gente che vive di espedienti e quant’altro mi viene l’eritema alla pelle.. e poi dopo quando sento i talebani (non mi riferisco a te, ma a coloro che hanno sinistri pensieri e non pensieri di sinistra) dell’etica e del buon vivere civile mi cadono un po’ le palle…non di latta.
    @Marani
    Io non so cos’è la meritocrazia ? e tu, che legittimi un nomade e addirittura ti scandalizzi perchè i vigili gli fanno una multa, sai cosa vuolndire meritocrazia? Secondo te cosa meritano i nomadi che chiedono carità ingannando la gente scrivendo cose miserabili come la leucemia inesistente del figlio? cosa merita sta gente? me lo dici, visto che la gente come te non ha nulla da imparare ma da solo lezioni di buon vivere civile… e pensieri sinistri..
    Non mi ritengo un mediocre e con il pagamento delle mie tasse penso di dare un notevole contributo alla società, con questo faccio solo il mio dovere, ma non mi puoi dire che non sono utile alla società, sicuramente più di un nomade ai margini di una strada di cui io ne faccio volentieri a meno. ok, Marani?

  84. Paolo Marani dice:

    Forse non hai letto bene il mio primo intervento in questo infinito post.
    Ho addirittura adombrato l’ipotesi che non fosse affatto un semplice nomade, ma un truffatore che imbrogliasse il prossimo con la storia pietosa, guadagnando in un giorno assai più di quanto io possa guadagnare in due settimane (e la prova è che ha sganciato 400 euro senza battere ciglio).

    Quindi, non é che difendo i nomadi oppure no, dico che quelli che vanno stangati sono i truffatori, se poi uno chiede la carità “onestamente” non credo che debba essere colpevolizzato per questo, purchè agisca in una situazione di bisogno. La carità cristiana imporrebbe che non si infierisca verso persone simili.

    Pagare le tasse, cioè compiere il proprio dovere, non ci rende automaticamente persone migliori, ma solamente persone civili. La stragrande maggioranza di coloro che pensano in termini di meritocrazia, secondo me, le tasse manco le paga, perchè lavorano troppo e gli tira il culo regalare metà del proprio guadagno allo stato. Io, da povero dipendente, non lo posso fare, le pago tutte per forza, ciò mi rende più civile ma solo “meccanicamente”.

  85. gianni dice:

    @valpiani
    >certo che si valuta ciò che uno fa dai comportamenti,
    >ma io pensavo di essere stato chiaro su questo
    uhm, un ‘nomade’ e ’sta gente’ non è un comportamento, ma una classe di persone, ovvero l’anticamera del razzismo. quando usi l’espressione ‘gente che vive di espedienti’. ti invito a pensare cosa avresti fatto tu con il ‘loro’ background, se avresti fatto le stesse scelte o scelte diverse. probabilmente la risposta sarà ‘beh, dipende…’ e infatti, la situazione è SEMPRE diversa da persona a persona. e in un secondo abbiamo smontato le tesi razziste.
    al di là delle parole, credo di aver capito il tuo punto di vista. ma lo stesso ti invito ad essere molto attento alle parole, perché sono pericolose e alla fine ti convinci tu stesso di cose sbagliate. sentivo i leghisti gridare in piazza a forlì, nella MIA città! frasi che avrebbero fatto inorridire trent’anni fa ed ora sembrano quasi ‘legittime’. io capisco il loro disagio, so anche cosa potrebbero fare per toglierselo, è quasi… banale. invece stanno imboccando una strada pericolosamente sbagliata e tutto per scarsa lungimiranza, timidezza, chiusura mentale e sociale.
    tornando in topic, chiedere l’elemosina è una cosa disdicevole prima di tutto per chi lo fa, personalmente non penso sia punibile in sé, a maggior ragione se un buon stato sociale è attrezzato per prendersi cura (non mantenere!) degli indigenti. abusare dell’elemosina, ovvero chiederla con l’inganno o senza una reale necessità è un danno a 360 gradi, ma ancora non credo che le multe possano essere una soluzione. in generale non sono per la punizione, ma per la formazione e la cultura.

    @marani
    meritocrazia, successo e autorealizzazione sono tre cose mooolto diverse, eventualmente legate. il lavoro è una parte fondamentale della vita di un uomo perché conferisce un ruolo sociale, anche se è, come giustamente evidenzi, solo uno degli aspetti della vita. i nostri nonni hanno detto che è la base fondante della società italiana (art. 1 della costituzione) e non mi sembra abbiano sbagliato di molto.

    invito entrambe a pensare alla giusta posizione che probabilmente include aspetti di entrambe le vostre descrizioni: il lavoro non determina da solo il merito di una persona, includo almeno altri quattro aspetti: la formazione continua, le relazioni sociali, gli interessi personali e il riposo o la cura di sé. la meritocrazia premia solo il lavoro e giustamente: non si può premiare o retribuire qualcosa che uno può o potrebbe fare.

    tutta la rimanente discussione sulle tasse è ridicola, no?

  86. Paolo vALPIANI dice:

    @ Marani
    E con questo cosa vuoi dire Marani?
    Non ho mai parlato di sentirmi migliore, non mi sento mediocre, ho una forte e convinta autostima ma non ho mai pensato di essere sopra o sotto gli altri…
    HO detto che mi sento sicuramente più utile di chi non le paga e che la gente come te si scandalizza perchè viene sanzionato un truffatore… ma per favore…
    IL buon vivere civile.. Marani!

  87. Paolo Marani dice:

    Ripeto quello che ho detto, non hai letto cosa ho scritto. I truffatori vanno sanzionati, e pesantemente, ma vanno distinti dagli accattoni e mendicanti “veri”, che lo fanno per necessità o per stile di vita.

    Non bisogna criminalizzare qualcuno per “come è”, ma solo per “cosa fa”, io penso solo questo, e non mi scandalizzo affatto del resto.

    Non so che lavoro fai tu, ma la stragrande maggioranza degli italiani fa in realtà lavori che di utile hanno ben poco, ed in ogni caso vengono pagati tipicamente in maniera assai diversa da quanto l’utilità di ciò che fanno potrebbe suggerire.

    Manager scaldasedie pagati una fortuna, operatori sociali pagati con l’elemosina (quello si che sarebbe reato di accattonaggio, pagare chi lavora nel sociale così poco).

  88. Paolo vALPIANI dice:

    @ Gianni
    Posso dire che avrei fatto di tutto per trovarmi un lavoro umile dove si può pretendere poco, ma il problema secondo me è proprio qui:
    chiedere l’elemosina è più facile che lavorare e rende pure di più!Quindi, in questo sono molto scettico sull’essere permissivo in questi comportamenti..
    Riguardo allo stato sociale, mi sembra che il prendersi cura di loro alla fine vuol dire mantenerli, a parte che I nomadi prendono un mimino giornaliero dai comuni e in più vivono sempre e comunque di espedienti,….
    Ma il cittadino che vive del proprio lavoro no può indignarsi a tutto questo?

  89. gianni dice:

    >Riguardo allo stato sociale, mi sembra che il prendersi
    >cura di loro alla fine vuol dire mantenerli
    trattiamo separatamente ciò che è e ciò che vorremmo fosse.
    uno stato sociale dovrebbe separare chi può provvedere al proprio (e all’altrui) sostentamento, chi ha bisogno di essere messo in grado di farlo (pensa ad esempio alla sindrome di down) e chi non può proprio farlo (l’englaro sarebbe stato un esempio eclatante). insomma, qualcuno deve essere educato, qualcuno proprio mantenuto! poi, nella realtà, ci sono gravi difficoltà a discriminare tra le tre classi: in francia, chi fa 40 date di spettacolo l’anno ha diritto ad una sovvenzione di circa 1400 euro al mese. dentro ci si infila chi nel frattempo gestisce progetti artistici a perdere e chi non c’ha voglia di fare un cazzo. uno stato assistenzialista è SANTAMENTE giusto, solo se prima viene fatta un’azione formativa e culturale per far maturare nel popolo una coscienza etica nell’uso di questa assistenza. io sono orgoglioso di poter provvedere a me stesso e contribuire alla società attraverso il prodotto del mio lavoro, del mio tempo libero e del contributo in tasse. chi fa uso di assistenze dovrebbe avvertire il desiderio di non averne bisogno e fare di tutto in questo senso. benvenuto il momento in cui questa sarà una verità etica per tutti. ma io non ho il coraggio di puntare il dito verso un cristo al semaforo e dire ‘lui lo fa perché non ha alternativa’ e ‘lui lo fa perché è un perdigiorno’. sono più umile di così.

    quella cosa del minimo ai nomadi non la so e prima di indignarmi vorrei conoscere a fondo il problema, è facilissimo giudicare quando non si conosce, per questo eviterei…

    finché chiedere l’elemosina è più facile e rende di più, diviene legittimo e auspicabile farlo. vlad tepes usò soluzioni drastiche (spero fosse una leggenda!). ma ciò su cui bisogna lavorare è l’idea, non due disgraziati. la percezione dell’utilità del lavoro, il senso del denaro e del tempo libero, un sacco di concetti che riguardano la nostra vita quotidiana e il nostro ruolo sociale sono andati a ramengo. ti ricordo che tu stesso giustificavi i vari hirst, carfagna e compagnia bella.

    l’idea è quella di restituire al valore del (1) lavoro, (2) autosufficienza, (3) assistenzialismo quel tono di orgoglio e di dignità sociale che meritano fino al punto da renderle auspicabili anche ai furbi di cui sopra, e questo si fa non condannando le alternative, ma valorizzando le proposte. soprattutto quando la condanna è gettata al mucchio (qualunquismo e razzismo) invece che colpire i molti (o pochi) colpevoli, colpisce proprio tutti, anche gli innocenti e ne basta anche uno solo per rendere vana l’azione.

    a me piacerebbe non vedere barboni ai semafori, né associazioni umanitarie che vendono piantine in piazza, perché vivo in uno stato sociale che usa i soldi, che già sono giustamente obbligato a pagare, anche per queste cause sociali. non devo essere io, che faccio altro lavoro, a decidere se la persona che ho davanti al semaforo o l’associazione che dice di fare del bene è realmente bisognosa di assistenza o un truffatore. so che non è così così come so che dovrebbe esserlo.

    marani ha ragione riguardo i lavori inutili. la tecnologia avanza rapidamente e la società segue con lentezza ecclesiastica! abbiamo ancora i notai, i casellanti, i timbra carte, gli assicuratori, i petrolieri, i consulenti finanziari e i banchieri. tutti personaggi inutili sostibuili con la tecnologia, eppure… pur di prendere uno stipendio stanno ancora lì. si tratterà di aspettare ancora un po’, speriamo…

  90. Paolo vALPIANI dice:

    @ Gianni
    sono quasi d’accordo su tutto in questo, tranne un punto.. l’assistenzialismo….
    Dobbiamo vedere in cosa e dove lo stato deve essere assistenziale anche perchè di questa parola la sinistra ne abusa troppo.
    Tutte quelle pensioni di invalidità che poi sono state tolte, tutta quella sanità a tutto e per tutti gratis erano,ai tempi della prima repubblica, diventati un abuso. Sarà perchè io ottimizzo sempre tutto e quando vedo uno spreco mi si accappona la pelle.. forse sarà per questo… :-)

  91. gianni dice:

    ok.
    come dicevo, l’assistenzialismo è pericolosissimo se non è preceduto da un ‘buon atteggiamento’ da parte di chi ne usufruisce. come quando tiri su un bimbo: l’appoggio del genitore deve essere pesato tra quell’aiuto necessario che solo un adulto ti sa dare e lo stimolo a fare da solo necessario ad un bimbo per diventare a sua volta adulto. contemporaneamente il bimbo deve maturare da solo il desiderio di diventare adulto e di fare sempre più a meno, per quanto possibile, del genitore.
    l’assistenzialismo statale deve avere un atteggiamento simile: sempre presente quando serve e inflessibile davanti all’abuso.

    propongo anche una soluzione a questo empasse, ovvero formazione e cultura. formazione e cultura. non centra niente con la corrente tendenza italiana, ma…

    mi resta solo di vedere un commento scritto a firma ‘paolo valpiani’ dove ci sta la frase: ‘ok, ho sbagliato a dire che chi vale di più è giusto che abbia di più di chi vale di meno per i motivi che ha più volte spiegato gianni’… ;-)

  92. Paolo vALPIANI dice:

    @ Gianni
    allora propongo una mediazione,
    “chi merita di più è giusto che abbia di più rispetto a chi merita di meno”. ;-)

  93. Paolo vALPIANI dice:

    IN TUTTI I SENSI

  94. Paolo vALPIANI dice:

    è una cosa banale però è tutto quello che posso dire..

  95. Paolo Marani dice:

    @ Gianni
    Non ce la puoi fare a convincerlo ;o)

    Per me, chi merita di più NON è giusto che abbia di più, gli deve essere sufficiente un riconoscimento morale.

    Anche a Sparta si pensava che ci nasceva con una malformazione, anche piccola, non “valeva” abbastanza per crescere e diventare guerriero, pertanto non “meritava” di vivere e veniva buttato giù dalla rupe.

    Oggi le convenzioni sociali agiscono in maniera parimenti selettiva, a seconda della classe sociale a cui si appartiene.

    Da adolescenti si “vale” di più se si cuccano più ragazze, e ci si “merita” il rispetto degli amici. Crescendo si “vale” se si ha la villa in collina, magari abusiva, che ovviamente la si è “meritata”, a meno che non si ammetta di averla rubata.

    Valore e Merito non sono termini assoluti, so che il relativismo non piace a molti (in teoria nemmeno alla chiesa cattolica…) ma sono convinto che valore e merito siano parole totalmente prive di significato oggettivo.

    Se sei in un deserto, una goccia d’acqua “vale molto”, se due persone hanno sete, chi si “merita” di berla ?

    Il valore dipende dal contesto, il merito è soggettivo, pertanto entrambi non possono essere base di alcuna azione giuridica, a meno che non riesca a definire un qualche tipo di “misura”, poiché la fantomatica meritocrazia se non hai un modo di misurarla non serve a nulla. Mettersi d’accordo su come misurare il merito è veramente dura, con il valore è un po più facile ma non di molto.

    Un mio vecchio amico, si è “meritato” un bonus aziendale extra per essere riuscito a vendere più merce del target aziendale, magari imbrogliando ignare vecchiette, non è che oggi come persona “vale” di più, semmai di meno, dato che puoi meritarti un premio anche se hai fatto qualcosa di riprovevole o inutile (purché porti vantaggio a qualcuno e questo te ne riconosca il merito).

    Ho sempre pensato di meritare di esprimere alle elezioni due voti anziché uno, sapendo quante persone votano “ad cappellam” come se fosse qualcosa privo di valore, penso che forse è stata una buona idea alla fin fine che per proteggerci dalla ingordigia umana ad ogni testa corrisponda un solo voto. Ma rimarrà sempre questo senso di ingiustizia.

    Quindi, quanto al valore, credo che gli unici valori che possiamo riconoscere non stanno nelle persone ma nella bellezza delle cose che esprimono, come nella poesia di Erri de Luca “considero valore”:

    http://www.liberolibro.it/inversodiverso/considero-valore-erri-de-luca/

    Certo che lui è una persona che merita… per me.

  96. gianni dice:

    >è una cosa banale però è tutto quello che posso dire..
    i know. è una tautologia: è la definizione della parola ‘meritare’. non pensare che ci sia cascato!

    ma fa lo stesso, non insisto oltre. perché credo che quello che doveva uscire sia uscito, ovvero, oltre il contenuto della discussione (la differenza tra ciò che si è e ciò che si fa e il fatto che la meritocrazia non può discriminare l’essere senza sfociare nel razzismo, ma tra il fare) anche la difficoltà (più grave in rete che dal vivo) di ammettere serenamente un errore. sono esperienze cyber.relazionali mooolto didattiche!

    l’ammissione di un errore è doppiamento motivo di vanto: primo perché se hai sbagliato e te ne sei accorto, dopo che lo hai ammesso è perché hai imparato quale è il giusto e quindi sei migliorato (e io me ne vanterei eccome!) e secondo perché una persona che conosce i modi per migliorarsi fa bene a vantarsene comunque!

    insomma, alla fine avere torto in una discussione è un motivo di crescita in più e in questo senso, questa volta, sei stato ben più fortunato di me. spero meglio per la prossima.

    ma soprattutto, ti prego moltissimo (così come prego tutti i miei concittadini) di non infilarti in quelle schiere che ho sentito gridare in piazza che puntano il dito a categorie di persone solo perché non conoscono e si sentono minacciati dal nuovo che avanza. che i vecchi(mentalmente) vadano al loro ospizio(mentale) e lascino il posto a giovani che sanno immaginare un futuro dove il mondo ha una sola nazione, miliardi di individui e nessuna massa, che sanno giudicare tanto velocemente quanto velocemente sanno modificare il loro giudizio, che non fanno da un caso, una regola e che guardano sempre all’altro uomo come un uomo nuovo portatore di novità. amen.

  97. gianni dice:

    @marani
    attento che stai facendo la stessa confusione che faceva paolo(valpiani) a rovescio.
    nota che nella sua ultima frase non parla più di valore, ma di merito.
    credo che a questo punto siamo tutti d’accordo che il valore non è stimabile, meno che meno in maniera assoluta.
    io non biasimo sparta. nella loro logica guerriera era ovvio che una persona dovesse essere in grado di combattere. se siamo al livello sociale in cui ci troviamo ora è grazie alle battaglie passate che hanno combattuto i nostri avi. ora non serve più la forza, ma l’intelligenza. e l’intelligenza dovrebbe servirci anche per capire la necessità di tutti. l’evoluzione prima naturale, ora sociale, ci ha portato alla comprensione che il lavoro di gruppo è meglio di quello dei singoli separati. è la logica naturale che dovrebbe farci capire l’importanza della tolleranza e della cooperazione. ci sono ancora purtroppo molte persone idiote che non l’hanno capito, o che fingono di averlo fatto, e al peggio (in questi ultimi anni) taluni che sbraitano che non è vero. doveroso è farglielo capire.
    appena nato, einstein era talmente brutto che i suoi pensarono di liberarsene. al di là delle cagate della relatività, einstein è stato il primo a dimostrare in laboratorio l’effetto fotoelettrico. dal suo esperimento, dopo cento anni, è pronto il cambiamento energetico che segnerà un’epoca a livello mondiale e tutto grazie a quell’orrendo neonato e all’amore di una madre che lo ha saputo accettare. quegli idioti in piazza, così come gli spartani, lo avrebbero scartato o, per usare parole loro, rimandato al suo paese.

  98. Paolo Marani dice:

    @gianni

    Dai, fammi fare il professore ;o)))

    Einstain non è stato lo scopritore dell’effetto fotoelettrico, che si conosceva già a metà dell’800, ma è stato colui che per primo ne ha descritto il comportamento in funzione della lunghezza d’onda della luce incidente, nella maniera più bislacca possibile per quel tempo, prendendo di peso la stranissima teoria dei quanti di Max Plank (fine 800) e applicandola alla luce.

    Era il lontano 1905, detto anche “annus mirabilis”, quando Einstain andava a dire in giro che per spiegare l’effetto fotoelettrico era necessario supporre che la luce viaggiava in “pacchetti” di energia, i fotoni, alla velocità della luce, massima velocità possibile in natura, lo prendevano per matto, anzi lui stesso diceva che era incredibile, ma ha dimostrato che era così, nonostante gli infiniti paradossi. E si è beccato il nobel, non per la relatività (venuta dopo) ma proprio per l’effetto fotoelettrico.

    E pensare che nella sua vita non ha scoperto poi molto, ha messo assieme i cocci di quanto c’era già grazie a intuizioni straordinarie, lavorando una vita per costruire una teoria che riunificasse il tutto (le 4 forze fondamentali), e ci è morto senza riuscirci…

  99. gianni dice:

    ma si ma si.

    fare il ‘professore’ in rete è tanto facile quanto inutile, basta postare i giusti link. l’importante è che non vuoi sottointendere che da qualche parte abbia scritto che einstein abbia scoperto l’effetto fotoelettrico. di fisica so poco, ma quel poco mi auguro che sia (quasi)corretto. ricordavo che fosse stato il primo a ‘farlo’ (in fisica le teorie non contano, contano gli esperimenti, ovvero i fatti, motivo per cui nessun riconoscimento gli è stato attribuito per la relatività), ma non trovo nessuna evidenza in rete. anzi, leggo che la prima verifica sperimentale è stata fatta in michigan nel 1915. quindi, il vero merito è l’interpretazione corretta.

    per il ‘mettere insieme i cocci’, rilancio. nonostante ancora l’homo sapiens idiotis abbia ancora il gusto nell’idolatrare grandi uomini di riferimento per darsi un senso, la cosa giusta l’hai scritta tu: einstein avrà buttato la palla in rete, ma dietro c’era tutta una squadra che ha creato l’azione. è sempre così. evviva il lavoro di squadra. evviva l’atteggiamento sociale, la collaborazione.

    siamo veramente fuori topic, evidente segno che questo post ha ormai… dato tutto!

  100. Paolo VALPIANI dice:

    Amen…+
    Anche se atteggiamento sociale e collaborazione se posso le evito a causa del mio individualismo spietato :-) :-):-)..
    Comunque Amen + + +

  101. Paolo Marani dice:

    Un altro po di questo thread e tiravo fuori la coca cola e le patatine …
    Lasciamolo morire in pace.. RIP ++

  102. Paolo VALPIANI dice:

    SI ma voglio chiudere io!! ;-)

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