Con l’arrivo dell’estate, arriva come di consueto l’appuntamento con la Festa Artusiana a Forlimpopoli.
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Quest’anno, scorrendo il programma della festa, si può notare l’intervento di un personaggio il cui nome è associato il concetto di decrescita. Per questa edizione infatti, il Premio Artusi verrà assegnato a Serge Latouche, economista e filosofo francese di fama mondiale per i suoi studi relativamente alla decrescita, tema caro a chi scrive e spesso anche a chi legge queste righe.
Tra i punti cardine della sua dottrina c’è una particolare critica al consumismo, che nella dottrina economica classica è associato a benessere ed è considerato in crescita tendenzialmente infinita (a qualcuno salta in mente il nome di Georgescu-Roegen?), quando invece le risorse naturali su questo pianeta sono certamente limitate. Ma descrescita significa anche ritorno al locale e arresto della globalizzazione economica che riporta naturalmente a quella culturale, dal nord del mondo verso il sud e dall’occidente civile all’oriente allo sbando.
Il sogno di una società naturale, che permetta la diversità culturale per rispettare le piccole realtà locali, a livello economico e culturale.
Purtroppo per incontrare Latouche si dovrà aspettare fino ad autunno, l’11 di ottobre infatti verrà assegnato il Premio Artusi e sarà quella la data per poter partecipare ad incontri ed approfondire l’idea di decrescita.
Foto | Serge Latouche @ www.danilodemarco.it























