Regione Romagna ? Ora ancor più di prima !

Pubblicato il 02 May 2009 da Mazapegul

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Il federalismo fiscale ora è legge. Ora senza scendere nei dettagli del provvedimento, il principio generale di lasciare nel territorio buona parte delle entrate fiscali, anche in un ottica di responsabilizzazione e virtuosismo mi sembra buono, purtroppo però oltre a non essere tagliate le provincie, si sono istituite pure le città metropolitane, il che comporta ulteriori costi alla collettività, senza alcuna garanzia di un migliore governo del territorio.

Bisogna anche dire inoltre che questa preziosa risorsa – quella appunto del federalismo fiscale – rischia per la Romagna di essere un arma a doppio taglio. Perchè rischia di lasciare in uno stato di maggiore subordinazione la nostra vera regione nei confronti della più ricca (ed estranea) Emilia, e di un centro di potere, quello bolognacentrico, che purtroppo è sempre stato storicamente avverso agli interessi dei cittadini romagnoli. La Romagna non manca di risorse, ma senza autonomia non potrà mai svilupparsi come meglio crede, accontentandosi delle briciole lasciate in elemosina da Bologna, e spesso si tratta di investimenti utili solo al loro mero interesse.

Purtroppo finora sto notando un silenzio assordante in questa campagna elettorale a proposito di questa causa prioritaria, sia a sinistra – la parte nella quale mi riconosco – dove non si vuole nemmeno sentire parlare di questo argomento tabù, sia a destra che in passato ha cavalcato strumentalmente questo cavallo di battaglia sbraitando pur di raschiare qualche voto. Chiacchiere tante,  ma fatti concreti che portassero a un risultato non se ne sono visti; sciagurata l’idea di inserire nel progetto di legge sulla devolution – bocciata poi nel referendum del 2006 – la possibilità per i romagnoli di potere votare entro 5 anni per la Regione Romagna. Purtroppo questa giusta possibilità è naufragata con tutto il resto, e si è consentito ai falchi antiromagnoli di poter dire che ai romagnoli non interessava, quando invece non solo loro – ma tutti gli italiani -  si esprimevano su tutt’altro. Eppure una buona legge è stata presentata in Parlamento nel 2008, ma chi l’ha presentata e ora governa non ha la forza (e forse anche la volontà, a poltrona già occupata) per farla votare, e preferisce piuttosto turarsi il naso su tante porcate della maggioranza che sostiene.  Per tornare al 2006, occorre ricordare che  invece altri sindaci veramente democratici (e non solo perchè del PD) di 7 comuni dell’alta Val Marecchia hanno consentito ai loro cittadini di esprimersi da che parte stare; se nelle Marche – sebbene che di marchigiano non avessero nulla, e Pesaro come capoluogo di provincia fosse in culo al mondo – o passare amministrativamente in Romagna, sotto la provincia di Rimini, per quanto di fatto romagnoli lo fossero già.

Noi romagnoli attendiamo ancora che venga rispettato l’art. 132 della  Costituzione per esprimerci sulla Regione Romagna, non c’è diatriba destra/sinistra che tenga, la questione si gioca tra romagnoli e antiromagnoli. E tranquilli che i romagnoli sono cocciuti, delle gran teste dure, non mollano mica.

 

9 Commenti per questo post

  1. Davide dice:

    Gran riferimento alle chiacchere ma io ne leggo tante in questo articolo: sudditanza a bologna, emilia che non ci caga, pochi soldi ecc…
    sono anni che sento questi discorsi ma quanti soldi ci danno ora? quanti ce ne darebbero una volta formati come romagna (con le spese in più della regione)?
    Questo è il succo, il resto sono chiacchere, portate conti o esempi (li vorrei sia da una che dall’altra parte) altrimenti tutto si riduce al solito campanilismo

  2. Mirco Monti dice:

    Quali chiacchiere stai leggendo da parte mia ?
    Evidentemente ignori che la Romagna doveva essere regione ai tempi della Costituente ed è già molto che venga menzionata visto che non la si voleva neanche nominare nella Costituzione, quando invece doveva avere un destino analogo a quello del Molise.
    Quanti soldi ci danno ora ? Qui non si tratta dei soldi che dobbiamo ricevere, ma del fatto che i nostri ce li dovremmo gestire noi e non qualcun’altro. Quello dei costi è un pretesto, spesso fatto in malafede dagli stessi che hanno creato nuove istituzioni e mantenuto enti inutili.
    Ma piuttosto aboliamo le provincie pur di arrivare alla Regione Romagna, qui si tratta di scorporare ciò che ci spetta, le strutture organizzative non mancano, ci sono già.
    Quanto al campanilismo è un feticcio che si vuole agitare, in Toscana solo per fare un esempio ci sono campanilismi ben più forti tra le varie città ma ciò non ha impedito che essa si governasse. Quello del capoluogo è poi un problema molto secondario.
    Vogliamo parlare dell’Università che manca (ci ciucciamo le succursali di quella di Bologna) mentre in Emilia ve ne sono ben quattro ?
    Delle infrastrutture stradali che mancano e che non sono considerate una priorità da Bologna, ma lo sarebbero a livello nazionale (E/45, Romea ed Adriatica) ?
    Di un turismo zoppo, dove gli aeroporti di Rimini e Forlì si fanno concorrenza per vantaggio dello scalo di Bologna, e il marchio della “Riviera Romagnola” non è riconosciuto ?
    Della sanità e della giustizia, sempre gestita a Bologna ?
    E del fatto che i romagnoli non abbiano mai scelto di stare con l’Emilia ne vogliamo parlare ?
    Solo per fare alcuni esempi…non c’è nulla da fare finchè i consiglieri romagnoli a Bologna saranno in minoranza non ci potrà essere un vero svliuppo.

    Guarda non c’è mica nessun problema, in democrazia tu sei libero di essere contro la Regione Romagna (e quindi anche contro i romagnoli), ma se sei un vero democratico dovresti essere favorevole alla libera espressione dei cittadini mediante il voto in un referendum che è un diritto sancito dalla Costituzione, che in un altro paese veramente civile non sarebbe stato negato. O siamo democratici solo quando fa comodo ?

  3. Davide dice:

    Io sono romagnolo almeno quanto te, evita di tacciare come “antiromagnoli” chi non è d’accordo con la regione romagna e con il tuo modo di pensare.
    Gli ultrà della della nostra zona (giusto per citare un esempio del maggiore bacino dei vostri voti) non sono più romagnoli di me solo perchè intonano “romagna e san giovese” o “romagna mia”, infamano i bolognesi, bologna ladrona, vogliono la regione romagna ecc…
    Il discorso invece è tutto di soldi, e se non li tratti non vai al cuore dei problemi.
    Ora quanti soldi danno alle province,comuni? quanti ne daranno alla nuova regione romagna ed ai comuni dopo un eventuale cambio?

    Già ci sono i comuni che servono per “gestirci i nostri soldi” e le nostre cose, se continuiamo con questo modo di pensare ed a tirare fuori vecchie diatribe ormai dimenticate allora dovremmo fare anche la padania, scorporare qualche altra regione ecc… e non otterremo proprio nulla.
    Io le province le eliminerei sin da ora, quindi, partendo dalla base di eliminazione delle province sulla quale sono quasi-tutti d’accordo, una regione in più sarebbe solo un costo maggiore,più poltrone!
    Per l’aeroporto basterebbe che si mettesero d’accordo Rimini, Ravenna e Forlì ma questo non accade neanche ora, quindi non vedo come la regione potrebbe risolvere questo problema (non si mettono d’accordo neanche sul possibile capoluogo della nuova regione, figurati…).
    La sanità? vedo in Forlì e Cesena un polo di eccellenza, purtroppo l’ho anche provato sulla mia pelle e devo dire che in emilia romagna siamo messi MOLTO bene rispetto al resto d’italia.

  4. Mirco Monti dice:

    Bene, allora innanzitutto se la vogliamo dire tutta la Romagna non esiste… o meglio esiste, ma non avendo un territorio riconosciuto con confini ben precisi amministrativamente non può essere tutelata.
    Sono state raccolte dal MAR migliaia di firme dei cittadini per avere anche il solo riconoscimento dei confini storici, per tutelarne i prodotti locali, e sono state buttate nel cestino della spazzatura.
    Quella dei relativi costi l’ho già detto è un pretesto, essi sono minimi rispetto ai vantaggi che può averne il territorio che può gestirsi le proprie di risorse. E comunque come te sono d’accordo
    nell’abolizione delle provincie, alla fine anche con la Regione Romagna i costi si ridurebbero di quel pò, perchè anche l’Emilia sarebbe costretta a tagliarsi i propri ai quali si andrebbe a sommare ciò che si viene a recuperare con le provincie (e le comunità montane, almeno quelle che già sono state tagliate).
    Oh ma stiamo scherzando, si fa la pugnetta alla Romagna quando già era una regione di fatto prima dell’Unità d’Italia mentre l’Emilia – senza un’identità storica e geografica – è stata creata appositamente per sottometterla ?
    La Padania non esiste, e se si stanno a guardare le intenzioni di chi ne fa propaganda, dovrebbe essere ben più di una regione; inutile agitare fantasmi secessionisti, l’Emilia-Romagna è tra le 20 già sancite dalla Costituzione.
    Quello del capoluogo è un falso problema, dipende il criterio che si vuole seguire per deciderla. Se si guarda da un punto di vista storico Ravenna sarebbe l’ideale, e per me cesenate non rappresenterebbe nessun problema. Idem per altre scelte, Cesena o Forlì da un punto di vista logistico, o Rimini perchè spendibile turisticamente, oppure perchè no un compromesso sul modello statunitense dove la capitale di uno stato non è quasi mai la città più popolata, ma una di secondo piano (bertinoro in questo caso avrebbe un alto valore simbolico)
    La sanità dell’Emilia-Romagna è di buon livello ora e non vedo perchè non lo possa essere anche dopo, a meno che si ritenga i poltici romagnoli degli incapaci, io questo non lo credo (piuttosto sarebbe buona cosa che in Area Vasta fosse compresa anche l’A.usl di Imola).

  5. fantrucchi dice:

    Ma chi sono questi antiromagnoli?
    Esistono veramente al giorno d’oggi emiliani con ideologie antiromagnole?

  6. Mirco Monti dice:

    Ma guarda, evitiamo qualsiasi fraintendimento. Qui non si tratta di essere contro gli emiliani (nè tantomeno i bolognesi), ma a favore dei romagnoli. Anzi semmai agli amici emiliani questa rivendicazione è probabile non possa fregare neanche più di tanto. Nessuna guerra ideologica quindi, si tratta di riparare ad un anomalia storica neanche tanto remota nel tempo, il problema è insito piuttosto in un sistema. Chi non ha alcuna intenzione di cambiare le cose e lasciare tutto invariato è bravissimo a mettere confusione nelle persone, paventando chissà quali conseguenze apocalittiche, parlando di muri…insomma dicendo falsità pur di spaventare l’opinione pubblica, o ancor peggio ironizzandoci sopra. La Regione Romagna è la naturale evoluzione delle cose, purtroppo vi saranno molte resistenze, queste tuttavia è più facile che vengano dalla classe politica che dai cittadini.

  7. Sebastiano molinelli dice:

    “Chiacchiere” si scrive con la “i”.
    In ogni caso la sperequazione delle risorse distribuite da Bologna affligge tutte le zone lontane dal capoluogo e non solo la Romagna.
    In pratica gli investimenti non vanno più in là di Bologna a est e Modena a ovest.

    Se chiedete a un piacentino e a un ferrarese, anche loro si lamentano, ma non hanno però l’argomento territoriale per reclamare una potenziale scissione.

    Il problema è quello di distribuire con equità le risorse e di ragionare semmai ancora di più come sistema Emilia-Romagna, più che come sistema Romagna.
    Altrimenti rischiamo di creare una nuova regione e spendere invano ulteriori soldi proprio quando dall’altra parte sentiamo la smania di tagliare le province…

  8. stefano angeli dice:

    La Regione Romagna sarebbe una grandissima opportunità di sviluppo per tutti noi, a chi non lo capisce è inutile spiegarlo. In una Europa delle regioni essere regione è fondamentale per progetti, accesso ai finanziamenti, infrastrutture…senza grandi spese aggiuntive visto che si dividerebbero spese e competenze dell’attuale regione. Purtroppo la Regione Romagna orami è solo nel mio programma elettorale, visto che il pdl s’è ormai dimenticato della questione e a Cesena pure la Lega non è più romagnolista visto che appoggia il Pri, da sempre contrario alla regione autonoma.

  9. Giancarlo dice:

    non son le provicie da doversi eliminare.. bensì la Regione . Occorre rivalutare e potenziare finanziariamente le entità territoriali più vicine ai cittadini .. ovvero Provincia e Comune …. la Regione va soppressa oppure trasformata in organo di armonizzazzione … assolutamente snellita da tutto l’apparato elefantiaco amministrativo e burocratico e non quel pozzo senza fondo di manutencoli politici che è oggi !

 
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