Sui quotidiani della città di Forlì, La Fiab-Forlì è riuscita ad accendere un assiduo dibattito sulla mobilità ciclistica, opinionisti pro e contro che continuano a scambiarsi i loro punti di vista.
Non si scrive solo di incidenti stradali ai danni del ciclista, non sono più solo gli automobilisti ad usare la voce grossa contro i ciclisti indisciplinati, si è accesa la difesa a tutto campo dei ciclisti urbani ed è iniziato anche il terzo tempo.
Il terzo tempo è quello più maturo in cui traspare una visione più equilibrata della mobilità, c’è un’accusa ponderata e una difesa più consapevole dei torti e delle ragioni dei vari utenti della strada.
Forlì è una città che ha ancora bisogno di crescere, di far lievitare il proprio pensiero sui diritti e sui doveri che esistono nel traffico urbano, ma pare che abbia preso una strada nuova, il ciclista sta imparando ad assumere la sua dignità e a riconoscere le proprie mancanze, l’automobilista sta imparando a rispettare meglio il pedone e a riconoscere al ciclista le difficoltà e le angustie a cui è sottoposto a causa di una viabilità mediocre.
Ecco alcuni titoli di articoli e lettere:
“La rivoluzione in bicicletta” – “Girare usando sempre la testa” – “Due proposte per chi pedala in centro” – “La bici è un raggio di sole” – “Precedenza ai pedoni” – “Pista ciclabile invasa da auto” – “Strade poco illuminate”, – Strisce a casaccio” – “Piste ciclabili insicure” – Codice della Strada e ciclisti” – “Fiab e Balzani” – “Un ciclista è come un automobilista”
Antonio Morgagni























