TerraAddio
il passatore
 
il passatore
 
consigli comunali in streaming
 
 
 
 
 

Cosa credevate, che la fine del mondo sarebbe arrivata in stile hollywoodiano con una grande esplosione atomica o, alla Kubrick, con un cowboy che cavalca la bomba che fa scoppiare la terza guerra mondiale? Beh, mi spiace deludervi, ma la realtà è leggermente diversa da quello che avete sempre creduto: le Torri Gemelle non le ha abbattute Bin Laden, il Pd non è di sinistra e quel Di Placido che incensa le ronde è lo stesso del Teatro Verdi di Cesena. Tanto per rendervi chiara l’esigenza di andare oltre le apparenze.

Print

E allora? Come moriremo tutti? Molto probabilmente senza più ossigeno o acqua potabile, avvelenati da un pianeta che noi stesso abbiamo avvelenato. Con buona pace di Al Gore, che sarà anche premio Nobel, ma uno che si fa letteralmente rubare le elezioni da una cima come G. W. Bush è più tonto di uno che perde con Veltroni. Ok, non esiste. Infatti non era un complimento per Al Gore.

Ci spostiamo in India. La Tata, casa automobilistica indiana, ha messo in vendita ieri la Tata Nano, l’auto più economica del pianeta. Costa qualcosa come 1900 euro, che se la memoria non mi inganna sono circa 3000 rupie. L’obiettivo? Motorizzare una nazione da un miliardo e duecentomila abitanti, in pieno boom economico e ancora in gran parte costretta a spostarsi con i mezzi pubblici o a piedi ed in bicicletta.

Poco male, penserà qualche membro delle ronde nostrane: è stato così anche per l’Italia, quando la Fiat ci ha messo tutto in moto. Tralasciamo per un attimo i ritardi nelle consegne del nuovo modello (i primi esemplari saranno consegnati solo in Aprile, ma la piena produzione si registrerà solo tra parecchi mesi). A regime dagli stabilimenti della Tata usciranno 250 mila auto ogni dodici mesi.

Vi ricordate quando avevamo i frigoriferi che emettevano Cfc e ci raccontavano che il giorno in cui tutti i cinesi avrebbero avuto un frigorifero l’effetto serra avrebbe ucciso il pianeta? Beh, qualcosa di simile potrebbe avvenire. Ma pensiamo positivo, direbbe un dirigente del Pd citando un Jovanotti d’annata: andiamo oltre i numeri, pensiamo che tutti gli indiani potranno avere un’auto e noi sapremo sopravvivere lo stesso.

Già, ecco il punto: tutti gli indiani potranno avere un’auto. E’ forse sbagliato? Chi siamo noi per poter avere la presunzione di poter andare in giro con un’auto e contemporaneamente inalberarci se anche gli indiani vogliono fare la stessa cosa? E’ ovvio (magari per quelli della Lega non lo è, fa niente, glielo spieghiamo a parte) che una siffatta argomentazione non può assolutamente reggere.

E’ altresì vero che il giorno in cui tutti gli indiani avranno un’auto anche i cinesi faranno (o vorrano fare, perchè ne hanno le possibilità) lo stesso. Resteranno a piedi solo un po’ di Africani, ma se finisse la povertà anche lì Bob Gedolf e Bill Gates non potrebbero più organizzare il Live8, quindi lasciamo per un attimo da parte il continente nero. Il globo sarà invaso dalle auto. E noi? A chi ci appelleremo? A quale Kyoto chiederemo di salvare il mondo da questa lenta ma inesorabile eutanasia?

Soluzione: a nessuno. Tireremo le cuoia fermi in coda ad un semaforo, asfissiati dai gas di scarico miscelati con le piogge acide. Senza nemmeno poter dare la colpa ai lavavetri, o peggio, rimpiangendo i lavavetri che almeno ci avrebbero tolto un po’ di nero da quei cristalli.

Tutto questo per dire, non proprio in due parole, che forse è tardi anche per lo sviluppo sostenibile. O decrescita felice o morte certa. Con la seconda che per i bookmakers inglesi resta la grande favorita.

(Vabbeh, non pensiamoci: Luigi vengo a bermi una birra lì al teatro)

 
 

7 Commenti a “La fine del mondo si avvicina: Tata Nano”

  • nicola scrive:

    lunedì sera al parco c’è stato un convegno su cambiamenti climatici e biodiversità. Purtroppo eravamo in pochi ma il convegno è stato interessante. Il relatore ha mostrato grafici, modelli e stime sui cambiamenti climatici, da 400mila anni fa fino ad oggi, con una previsione per i prossimi 100 anni (fatta con 21 modelli matematici diversi, da studiosi di varie nazioni). Il risultato è: c’è poco da stare allegri…

  • Stefano Severi scrive:

    noi italiani stiamo comunque allegri perchè, come diceva bergonzoni in un suo spettacolo, gente allegra il ciel l’aiuta…

    del resto a ben pensarci abbiamo un governo che agisce proprio in base a questo principio.

    @nicola. basta perdere tempo sul blog. Non hai sentito il premier? LAVORARE!!!

  • Paolo Marani scrive:

    Grande articolo, complimenti!

    In modo pratico, ironico e affatto pessimista, cominciano a passare tutte le contraddizioni del mondo in cui viviamo.

    …. come disse Mork a Mindy…. NANO-NANO

  • vac scrive:

    Non sono d’accordo con la critica contro Al Gore.

    E’ infatti ben noto che Bush ha truffato le elezioni.
    Si noti che i problemi che Microsoft aveva con l’atitrust sono improvvisamente spariti dopo che il “voto elettroni” (realizzato con sistemi M$) regalo’ la casa bianca a Bush.

    Comunque tranquilli, il prezzo del petrolio è già ricomincaito a salire, se la Tata nano avrà il successo che temiamo aumenterà drasticamente le emissioni ma anche i consumi e quindi il prezzo del greggio.

    Sono più preoccupato per il carbone cinese!
    Sembra che abbiano enormi riserve e che il 50% del consumo mondiale sia proprio a carico delle loro industrie!
    (Pensavate che bastasse la manodopera a basso costo per competere? Ovviamente no! ci vuole anche energia!)

  • stefano vitali scrive:

    ci sta invece la critica ad Al Gore: ricordate il video col ragazzo americano che chiedeva delucidazioni sulle elezioni in Florida? credo che alla fine gli diedero anche la scarica elettrica…

Lascia un Commento



  
  
  
  
Categorie
Archivi