Il lato fashion delle ronde

Pubblicato il 01 March 2009 da Apo

Ingresso in lista nel teatro-locale più snob della città: 100 euro con Mastercard. Champagne e polvere per aggraziarsi la compagnia di qualche bella ragazza: 1000 euro con Mastercard. Uscire alle 5 di notte e formare una ronda padana per picchiare qualche criminale durante il tragitto di ritorno al Cayenne: non ha prezzo. Ci sono cose che si possono comprare, per tutto il resto c’è Mastercard.

padova

Attivisti del Cso Pedro di Padova allontanati dalla Polizia dopo un contatto con le ronde leghiste

Cari amici, la buttiamo sul ridere. Perchè altro modo non c’è per parlare di questa buffonata pre-elettorale rappresentata dall’istituzione delle ronde padane. Ma cosa sono queste ronde padane?

Non sono altro che manipolo di militanti di partiti di destra che danno appuntamento ai giornalisti di sera per farsi fotografare mentre passeggiano per le vie a loro dire “più degradate” della città per garantire sicurezza e proteggere i cittadini. Peccato che, come già successo a Piacenza e Padova, sia necessario un intervento in forze di Digos e volanti per proteggere questi provocatori dalla reazione della città, piuttosto infastidita dal clamore creato dalle ronde. Addirittura i sindacati di polizia si lamentano di questa buffonata, per il lavoro extra che gli crea.

Ma ci sono altre considerazioni che vanno esplicitate. La prima, forse banale, mira a sottolineare il carattere mitomane dell’iniziativa. Stimolati evidentemente dalla visione prolungata di Walker Texas Ranger, il partito dei geometri e dentisti dal fazzoletto verde ha partorito questa forma di provocazione per diffondere e radicare la propria presenza sul territorio. In giro per l’Italia, come capitato anche a Cesena e come documentato su questo blog, capita poi che l’idea sia recepita sempre a fini elettorali. Non potendo usare sin da subito l’olio di ricino, ci si prova con il manganello. Tanto per cominciare. Non a caso queste squadracce, chiamate ronde, portano il nome di noti fascisti come “Ettore Muti”. Tanto per far capire alla gente (che evidentemente non sempre lo capisce) chi sono i soggetti in questione.

Punto numero due: è evidente che questi fenomeni da circo sono destinati ad estinguersi ad elezioni avvenute. Forse la maggioranza della gente non si rende conto cosa significhi scendere in strada, anche solo una volta a settimana, privandosi di ore di sonno o di relax, e passeggiare avanti e indietro al freddo, magari con il pericolo di prendere anche due ceffoni. Lo potranno fare due volte, tre, forse fino a cinque, poi il caldo del focolare domestico inizierà ad avere il sopravvento. Passate le elezioni, terminata l’attenzione dei media sul fenomeno, anche questi soggetti ricominceranno a vivere all’interno delle proprie abitazioni.

Però – ammettiamolo – che bello poter uscire dalla disco, magari insieme al proprietario della disco stessa, e provare l’ebbrezza di una ronda. E’ davvero fashion. Io uno così quasi quasi lo voterei sindaco della mia città.

 

2 Commenti per questo post

  1. Mirco Monti dice:

    Purtroppo la strategia del governo è quella, formare manipoli di esaltati estremisti da entrambe le parti a darsele di santa ragione, e chiudere le persone in casa davanti alla TV controllandole meglio.
    Poi che queste ronde abbiano etichette politiche, conferma quanto questa sia solo la scusa di una vetrina elettorale. I liberi cittadini che da sempre circolano nelle strade delle nostre città, e con senso civico segnalano alla forze dell’ordine ciò che non va, erano e sono già di per sè una ronda perfetta, anche senza mettersi una divisa per fare i finti fenomeni.

  2. Marge dice:

    io sono d’origine marchigiana e di più lontana provenienza calabrese. ed abito al nord da sempre. Quantomeno in emilia “i macchinoni” sono guidati da gente che vota PD e Rifondazione, mentre i leghisti che conosco son tutti contadini o figli di persone appartenenti alla medissima classe sociale. Non credo che plumbee e moralistiche divisioni di classi sociali (di impronta marxista o liberista che sia) valgano se si vuole affrontere il discorso con taglio critico…o meglio con taglio essenziale

1 Trackbacks For This Post

  1. Nuovo Teatro “Le Ronde Verdi” - Cesena dice:

    [...] solo l’incipit del pezzo odierno che ho scritto per “Il giornale del Passatore” (leggilo qui). Ogni riferimento a cose, [...]

 
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