Le persone che girano a testa alta vanno sostenute. Questo è il mio (insignificante) modo per farlo, anche se sono dall’altra parte del mondo a parlare di riscaldamento globale.
Sono Giuseppe Gati’, 22 anni, il contestatore di Vittorio Sgarbi ad Agrigento. Vi allego un breve resoconto della serata.
Con alcuni amici l’altro giorno mi sono recato presso la biblioteca comunale di Agrigento per contestare con volantini e videocamera Vittorio Sgarbi. Ci siamo soffermati su due punti in particolare: la condanna in via definitiva per truffa aggravata ai danni dello stato, e quella in primo e secondo grado, poi andata prescritta, per diffamazione del giudice Caselli.
Dopo quasi due ore di ritardo ecco che arriva, in sala la gente rumoreggia e fischia. Subito dopo aver preso la parola, naturalmente con qualche volgarità annessa, inizia la nostra contestazione. Nel video non si vedono o sentono certe cose. Sono stato subito preso e spintonato da un vigile, mentre qualcuno tra la folla mi rifilava calci e insulti. Sgarbi, prima chiedeva che venisse sottratta la videcamera alla mia amica, e dopo cercava lui stesso di impossessarsene.
Ma è importante sapere cosa succede dopo. I miei amici vanno via perchè impauriti, mentre io vengo trattenuto dai vigili. Si avvicina un uomo in borghese, che dice di appartenere alle forze dell’ordine e cerca di perquisirmi perchè vuole la videocamera (che ha portato via la mia amica). Io dico che non puo’ farlo e lui mi minaccia e mi mette le mani addosso. Arriva un altro personaggio, e minaccia di farmela pagare, ma i vigili lotengono lontano.
Dopo vengo preso e portato in una sala appartata della biblioteca, dove la polizia prende i miei documenti e il telefonino. Chiedo di vedere un avvocato (ce n’era addirittura uno in sala che voleva difendermi), per conoscere i miei diritti, ma mi rispondono di no. Mi identificano piu volte e mi perquisiscono. Poi mi intimano di chiamare i miei amici, per farsi consegnare la videocamera, ma io mi rifiuto. Arriva di nuovo il presunto appartenente alle forze dell’ordine in borghese e mi dice sottovoce che lui dirà di esser stato aggredito e minacciato da me. Non mi fanno parlare, non mi posso difendere.
Dopo oltre un’ora e mezza mi dicono che non ci sono elementi per essere trattenuto ulteriormente, mi fanno fermare il verbale di perquisizione e mi congedano con una frase che non posso dimenticare: “Devi capire che ti sei messo contro Sgarbi, che è stato onorevole e ministro…”.
Da 20.000 km di distanza anch’io grido “Viva il pool antimafia!”























Ho inserito anch’io il video,esistono segnali preoccupanti verso un regime dittatoriale.
Saluti
la prossima volta portati dietro un paio di scarpe vecchie
lego questa news sul sito di repubblica, e mi accorgo che in questa itaiia oramai fascista esistono ancora dei partigiani!
forza giuseppe!
Sono la ragazza che ha filmato la contestazione di Giuseppe. Volevo ringraziarvi per aver divulgato questo video. Alziamo la voce contro l’illegalità.
Onore a voi. Più si è in tanti e organizzati, più avranno paure, per quanto potenti possano essere non riusciranno più a controllare la situazione. Bisogna continuare così, con l’informazione dei cittadini, poi purtroppo ci sono coloro che non vogliono sapere, loro meritano il peggio.
questa sera lo hanno trasmesso su BLOB. Ora tutta italia lo sa
purtroppo Giuseppe è morto……folgorato nel casale del padre…..si pensa ad un incidente sul lavoro, ma io non ci credo…
viva caselli, viva il pool antimafia….viva giuseppe!!!!!!