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Reporter Senza Frontiere preoccupata per la situazione italiana

Pubblicato il 01 dicembre 2008 da Luca Landi

Riporto un articolo pubblicato sul sito di Reporter Senza Frontiere, l’organismo internazionale che ci pone al 44° posto nella classifica della libertà di stampa nel mondo.

Reporters sans frontières esprime la sua forte inquietudine di fronte all’ondata di aggressioni che, dall’inizio di novembre 2008, ha come obiettivo i giornalisti italiani che lavorano a Roma, in quella che appare come una nuova campagna intimidatoria da parte dei movimenti di estrema destra.

“È urgente attirare l’attenzione delle autorità italiane sulle inchieste che sono state aperte in seguito a queste aggressioni, con lo scopo di determinare le origini e i responsabili degli attacchi contro la stampa. Le organizzazioni mafiose italiane esercitano già pressioni inaccettabili su coloro che denunciano le loro azioni. L’Italia non può permettere che alcuni movimenti politici se la prendano con tale violenza con una stampa, che svolge il proprio lavoro nell’interesse del pubblico”, ha aggiunto l’organizzazione.

Il 23 novembre 2008, una troupe del TG1, il telegiornale del canale pubblico RAI 1, stava effettuando un reportage nel quartiere del Trullo, alla periferia di Roma, sulle aggressioni razziste commesse da parte di giovani italiani contro alcuni immigrati. Il reportage faceva seguito agli arrestieffettuati da parte della polizia, il 22 novembre 2008, di cinque giovani abitanti del quartiere per “furti” e “intimidazioni a sfondo razzista”.

Mentre la troupe conduceva alcune interviste, un ragazzo incappucciato è giunto in auto sul posto, accompagnato da una donna. Il giovane se l’è presa con la giornalista Alessandra Di Tommaso e il suo cameraman. La donna li ha insultati e ha proferito minacce di morte nei confronti della reporter. La troupe della RAI è stata costretta ad abbandonare il luogo, scortata dai carabinieri.

http://www.corriere.it/cronache/08_novembre_23/aggressione_trullo_9fd44e06-b985-11dd-b1e4-00144f02aabc.shtml

Il comitato di redazione di RAI 1 ha dichiarato: “L’aggressione violenta subita dalla nostra troupe è la conferma del pesante clima di intimidazione che colpisce chi cerca di fare informazione al servizio dei cittadini. Chiunque abbia a cuore la libertà di stampa non può più tollerare che avvengano simili episodi..”.

Tre giorni prima dell’aggressione, a Roma, il veicolo della direttrice del quotidiano nazionale L’Unità, Concita de Gregorio, è stato vandalizzato da militanti dichiaratisi appartenenti al movimento di estrema destra Forza Nuova. L’automobile, che si trovava parcheggiata di fronte al domicilio della giornalista, è stata ricoperta con scritte in vernice spray nera: “De Gregorio, basta odio e falsità. Firmato Forza Nuova”.

Il 9 novembre 2008, sempre a Roma, anche l’auto di Santo Della Volpe, giornalista del TG3, il telegiornale di RAI 3, è stata vandalizzata nel quartiere di Vescovio. Il veicolo, parcheggiato di fronte al suo domicilio, è stato ricoperto con disegni osceni e una grande croce celtica tracciata con vernice bianca e arancione. L’atto era firmato con le iniziali “T.S.” utilizzate da gruppi neofascisti del quartiere romano Trieste-Salario. Il giornalista ha sporto denuncia.

Infine, il 3 novembre 2008, la trasmissione “Chi l’ha visto?” di RAI 3 ha diffuso le immagini delle manifestazioni studentesche di Piazza Navona a Roma. I volti di alcuni militanti di estrema destra erano chiaramente visibili. Durante la notte del 4 novembre 2008, verso mezzanotte, una quarantina di manifestantiha fatto violentemente irruzione nei locali della redazione della RAI di via Teulada a Roma per protestare contro la diffusione di queste immagini. La redazione ha inoltre ricevuto delle minacce telefoniche che sono state registrate e affidate alla polizia. Dopo questa aggressione la RAI ha sporto denuncia e un’inchiesta è stata aperta.

Fonte | Italia dall’Estero

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2 Commenti per questo post

  1. Graziano dice:

    La cosa più evidente è che agli italiani, interessa poco o niente della triste realtà che li circonda. Compresa la poca libertà di informazione televisiva e giornalistica, salvo alcune eccezioni, peraltro sempre nel mirino del padrone di Arcore e dei suoi fucilieri. Al peggio non c’è fine in questo “povero paese”, dove tutto viene distorto a vantaggio e nell’interesse personale di pochi furbastri. Gli italiani non vogliono essere governati onestamente, anzi è inutile governarli.

  2. Cyberdemos dice:

    Ad ogni popolo il governo che si merita

1 Trackbacks For This Post

  1. Google News e l’abuso di posizione dominante: tutto chiaro? » Il Giornale del Passatore dice:

    [...] in grado di competere con Google nella raccolta pubblicitaria e assodato che l’Italia è al 44° posto nella classifica della libertà di stampa dietro ad Uruguay e Macedonia, cosa dovremo fare ancora [...]

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