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Comunicato di Palmiro Capacci:

Su invito della ditta Novamont che produce il master B, una sorta di plastica biodegradabile ( con cui si possono produrre anche i sacchetti per la raccolta dell’organico e che saranno obbligatori fra breve), nel recente mese di luglio il sottoscritto col collega di Cesena, Severino Bazzani, il dr. G. Gregorio dell’Ufficio Ambiente del Comune di Forlì e il Dr. R. Casadio di ATO, hanno visitato la Citta di Novara con lo scopo di esaminare la loro situazione nella raccolta rifiuti. Ci siamo incontrati con i responsabili della ditta ASSA Spa (di intera proprietà comunale e col presidente della locale ATO.

Perché Novara? Novara ha 110.000 abitanti, quasi come Forlì, anche le condizioni socie economiche non dovrebbero differire più di tanto. Novara utilizza il sistema di raccolta porta a porta e la % di R.D. è il 69%, secondo il metodo di calcolo della Regione Piemonte che è assai più restrittivo di quello della Regione Emilia –Romagna.

La particolarità del porta a porta di Novara è che la raccolta avviene a “a domicilio” nel senso che dove è possibile gli operatori di ASSA prelevano il rifiuto direttamente dentro le aree cortilizie (ed in alcuni casi anche abitazioni), manualmente o con mezzo meccanico. Per poter svolgere tale operazione i cancelli sono dotati di una particolare serratura che in una determinata fascia oraria può aprirsi su comando degli operatori addetti alla nettezza urbana.

Il sistema di raccolta è iniziato nel 2004, ma non è avvenuto in contemporanea su tutta la città, ma pezzo dopo pezzo fino ad essere esteso in tutto il territorio nel 2006. La partenza frazionata è stata scelta con lo scopo di “impostare” il territorio su cui modificare il sistema di raccolta, ciò da un punto di vista organizzativo e informativo. Per tutta la fase della trasformazione una squadra di 4-5 persone ha lavorato a tempo pieno nel settore che potremo definire come pubbliche relazioni col territorio. Complessivamente gli addetti di ASSA per il servizio di N.U sono una settantina , (più 20 addetti col pap) l’unico sub-appalto operante è nella raccolta della carta.

Produzione rifiuti e costi.

Abbiamo chiesto qual è l’indice di assimibilità dei rifiuti speciali, in quanto ricercavamo la spiegazione per la bassa produzione pro-capite (475 Kg pro-capite) contro i 741 kg/ab di Forlì (al netto degli “sgravi” che non sono RSU), si è risposto che si assimila tutto il possibile, ma la questione andrebbe approfondita perché o il “loro possibile” è minore del nostro, oppure Novara ha un tipo di attività che produce meno rifiuti. Parzialmente la risposta di questa bassa produzione sta anche nel sistema di raccolta p.a p. infatti la produzione di RSU è passata da 51.967 del 2003 (R.D 29%) a 48.690 del 2007 ( R.D. 69%), un risultato significativo che tuttavia non spiega la differenza di tanta minor produzione.

Una comparazione dei costi è sempre difficile da fare in quanto bisogna rapportarla al servizio reso dai rispettivi gestori delle città, al riguardo non ho elementi per una risposta compiuta, anche se da una esame della carta servizi mi sembra che gli standard sia rapportabili.

Il costo complessivo per il 2006 è stato di Euro 13.766.000 (nel 2007 vi è stata una leggerissima contrazione) pari a 123 euro persona, a Forlì nel 2007 il coso era di 13.108.000 pari a 115 euro a persona.

Elemento interessante su cui concentrare l’attenzione sono invece i trend di aumento a Novara: dal 2003 i costi sono diminuiti di 220.000 euro in termini assoluti, a Forlì abbiamo invece avuto un forte trend di aumento dei costi, con gli aumenti previsti nel 2008 saremmo ai livelli dei costi pro-capite di Novara, poi se prosegue in questa tendenza velocemente li distanzieremo.

Se si esamina il costo raccolta e trattamento per unità di peso di rifiuto prodotto si può notare che il costo di Novara è assai più elevato di quello di Forlì. Nel valutare questo dato occorre tener presente che una parte del servizio come lo spazzamento e la raccolta ha comunque dei costi quasi fissi, che sono tali indipendentemente dalla quantità raccolta, solo lo smaltimento può definirsi proporzionale alla quantità; ne consegue che a parità di servizio se riducessimo la quantità di rifiuto del 20% i costi si ridurrebbero ma in percentuale molto minore. E’ questo comunque un aspetto che necessita di un approfondimento.

Dalla visita ho tratto le seguenti considerazionii:

1) E’ smentita la tesi che il p.a p. è particolarmente adatto ai piccoli comuni, e assai difficile nelle medie e grandi città (obiezione che mi fu rivolta dopo la visita al Consorzio Priula perchè là il P.a p. si fa nei Comuni della Provincia ma non nella città di Treviso).

2) Non è sbagliata la richiesta del Consiglio Comunale di Forlì di iniziare il P.a.P in una parte del territorio, l’errore è stato disattendere la richiesta, naturalmente l’iniziativa va vista in un progetto complessivo

3) Sorgono perplessità (espressione diplomatica) sui conteggi che portano ad affermare che la raccolta p.a p. sia più onerosa di quella a cassonetti, visto che a Novara i costi si sono ridotti e non penso nemmeno lontanamente che gli amministratori di quella città sappiano fare miracoli.

L’Assessore all’ambiente Palmiro Capacci

Forlì 30.08.08

Nota a margine. a Novara il P.a p. è stato introdotto da una amministrazione di centro-sinistra, attualmente l’amministrazione è cambiata, il presidente di ATO è della Lega Nord e sostiene fortemente questo sistema di raccolta. Il mondo è più vario di quanto ci appaia dalla nostra locale visuale.

Si coglie l’occasione per ringraziare la ditta Novamont, il Presidente di ATO, e dirigenti di ASSA per la disponibilità e la cortesia mostrata.

 
 

3 Commenti a “Città di NOVARA, 110.000 abitanti, raccolta differenziata al 69%. Appunti su una visita”

  • Luca Landi scrive:

    Come ho già affermato in un altro mio post “oggi, nel 2008, decidere di trasformare un rifiuto in una risorsa è solo ed esclusivamente una decisione di tipo politico”.
    Palmiro Capacci è un politico forlivese che l’ha capito, per molti degli altri non ho grande fiducia…

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