Le verità nascoste di HERA e Umberto

Pubblicato il 08 May 2008 da Asterix

Inceneritori Hera

E’ molto facile fare propaganda quando si detiene una posizione dominante nella gestione della cosa pubblica; sembrerebbe quasi strano il contrario.
E’ quello che fa HERA, la Spa municipalizzata che gestisce la raccolta e lo smaltimento rifiuti in Romagna e in parte dell’Emilia (da Reggio in poi troviamo Enìa).

Si perchè tutti i mesi i cittadini di queste provincie si vedono recapitare nella propria cassetta postale l’house organ dell’azienda dove “esperti del settore” ci illuminano con la loro sapienza in materia.

Come dubitare di cotanta autorevolezza?
Innanzitutto iniziamo col chiarire un concetto e sfatare un mito: il termine “famoso” non necessariamente fa rima con “esperto”, anche se in Italia basta apparire un paio di volte in una trasmissione televisiva per diventare di colpo il Dio in terra.
Quante volte avete sentito dire dalle vostre nonne o dalle vostre mamme: “L’ho sentito in televisione”?!?! Come a significare che se sei arrivato li allora dici proprio cose vere e insindacabili.

Ma andiamo al dunque.
Si parte da affermazioni veramente pacchiane del tipo “riducono la CO2″ (rispetto a cosa?) e “la Svizzera destina quasi il 100% dei propri rifiuti ai termovalorizzatori”. Questo mentre swissworld.org dichiara:

“Gli svizzeri sono campioni nel riciclaggio. Nel 2003, il 47% dei rifiuti urbani – nuovo record svizzero – è stato riciclato. Nello stesso anno si sono anche ricilati il 70% della carta, il 95% del vetro, il 71% delle bottiglie in plastica, l’85-90% delle lattine e il 75% delle scatolette.”

Forse Hera pensa che gli svizzeri non sappiano cosa succede a casa loro?
Sul numero di questo mese poi Hera ci racconta la sua teoria sugli inceneritori con il supporto di un “esperto di settore”, il prof. Umberto Veronesi.
Si, proprio lui, quell’ex Ministro della Sanità che qualche anno fa dichiarò che a provocare il cancro, più che gli Ogm o le polveri sottili delle automobili, sarebbero le tossine contenute per esempio nella polenta, nelle patate, nella farina di mais o nel basilico.

Oggi Umberto, sul giornalino di HERA, ci delizia invece con questa affermazione: “Il rischio tumori portato dagli inceneritori è zero”…”Tutte le inchieste che abbiamo fatto, libri e libri (ci piacerebbe vederli, ndr), non hanno portato a nessuna evidenza di aumento di tumori”.
Il dott. Montanari non era molto d’accordo, potete sentirlo qui.

Il prof. Veronesi forse non conosce un famoso studio dell’Istituto Oncologico Veneto dal titolo “Rischio di sarcoma in rapporto all’esposizione ambientale a diossine emesse dagli inceneritori” (che potete scaricare qui) che fornisce dati totalmente differenti.

Il prof. Veronesi forse non conosce gli studi del prof. Montanari e della prof.ssa Gatti sulla pericolosità delle nanoparticelle di metalli pesanti prodotte dagli inceneritori.

Il prof. Veronesi forse non conosce centri di eccellenza come il “Centro Riciclo Vedelago” che portano avanti con successo impianti in grado di riciclare il 100% del rifiuto conferito; qui si che si riduce la CO2, partendo dalla raccolta differenziata Porta a Porta!

Il prof. Veronesi forse non conosce le percentuale di ceneri tossiche che derivano dall’incenerimento dei rifiuti in un inceneritore e che, inevitabilmente, vanno smaltite in discariche speciali; glielo diciamo noi, circa 300kg per ogni tonnellata di materiale incenerito.

Il prof. Veronesi forse non sa che gli inceneritori producono si energia ma che il loro bilancio energetico finale sarebbe in passivo se non ci fossero i Cip6.

Probabilmente il prof. Veronesi si ricorda bene che una delle aziende che finanziano la sua fondazione è “Veolia”, multinazionale francese che gli inceneritori li produce!

**********
Provate a chiedere al vostro fruttivendolo se le sue mele sono cattive…

 

5 Commenti per questo post

  1. fausto pardolesi dice:

    Ricevo da HERA come cittadino forlivese un opuscolo che definire grottesco è una gentilezza.
    La prima pagina già comincia male.
    La società per azioni apostrofa il lettore come proprio cliente, preciso che non mi ritengo cliente di HERA s.p.a. che agisce in regime di monopolio, ma cittadino vessato e obbligato a subirne il costo eccessivo di questa società, dei suoi organi e apparati, delle sue sedi, attuali e in progetto.
    Sempre in prima pagina una foto accattivante dell’inceneritore di Vienna dal profilo ingentilito da colori mosaici e vegetazione.
    A pagina 5 l’annuncio che rivela come GLI INCENERITORI L’EUROPA LI VUOLE IN CITTA’
    Sotto il Veronesi, ormai paladino dell’incenrimento, annuncia che “il rischio è zero”.
    Penso che per cattivo gusto e senso del pudore questa eccessiva spigliatezza la Holding di Tommaso Tommasi di Vignano se la poteva risparmiare.
    Penso che diffondere in città questo costoso libercolo nei giorni in cui sulle TV nazionali si parla dell’inceneritore di Forlì, come possibile origine del tumore che ha colpito un giovane concittadino, denota se non altro mancanza di tatto.
    La magistratura darà il suo responso.

    Non essendo uno scienziato mi vedo costretto a leggere il materiale ufficiale prodotto dagli organi competenti:

    ARPA Forlì, AUSL Forlì, Comune di Forlì in un loro documento sulle polveri sottili origine, a sentire loro, di effetti acuti su sistema cardiocircolatorio, indicano fra le fonti più rilevanti di produzione di polveri inquinanti la combustione dei rifiuti.

    L’inserto settimanale “Salute” del quotidiano La Repubblica riporta uno studio della FAO che denuncia come il 90% della contaminazione da diossina derivi dall’alimentazione con cibi contaminati. “I principali imputati sono gli inceneritori di rifiuti urbani ed altri tipi di rifiuti…di qui la raccomandazione a diminuire tutte le fonti di diossina”.

    Partendo dalla diminuzione dei rifiuti, passando per il riuso degli oggetti, arrivando alla raccolta differenziata, vantaggiosa per risparmio energetico, di materiali e di risorse, l’alternativa c’è e comporta magari una diminuzione del PIL e degli introiti derivanti da iniqui incentivi.
    “Leader a testa bassa” , per la vergogna, sarebbe un titolo più appropriato all’articolo di pagina 3 del libretto di HERA

  2. stefano angeli dice:

    E’ bene essere consapevoli che certi opuscoli, e manifestazioni varie, prodotti a solo scopo propagandistico da Hera sono pagati da noi stessi, ovvero dal contribuente. I costi enormi di pubblicità che Hera sostiene vanno tutti in bolletta come costi di produzione e quindi tutti noi siamo costretti a pagare per farci imbombire di autoreferenziale propaganda. Ma cosa serve la pubblicità ad una holding che agisce in regime di monopolio? Ovvio, a mantenere il potere! Visto che è una holding legata mani e piedi al potere politico che regna in Emilia Romagna! Non solo fa propaganda a favore dei suoi interessi, ma alimenta (con le spese pubblicitarie) anche una fitta rete di clientele. Ed i nostri sindaci incassano e tacciono.

  3. ceci dice:

    Tranquilli Scajola a detto che ora si ricomincerà col nucleare, spegneremo i pulitissimi inceneritori per accendere le centrali nucleari dalle scorie sicure.. tanto finchè esiste un meridione del mondo, esisterà anche una discarica a cielo aperto a modica spesa. Poi se si pensa anche, che con i rifiuti derivanti da tutto questo, si può finalmente arginare il problema della longevità dell’italiano medio, si risolveranno una volta per tutte i problemi della riforma pensionistica!!!!! Evviva, siamo in una botte di ferro da qualsiasi parte la si guardi!!!!!!

  4. Alessandro Ronchi dice:

    Quando Hera parla di riduzione della CO2 degli inceneritori fa il conteggio del teleriscaldamento e delle ipotetiche caldaie sostituite.

    E’ chiaramente una operazione forzata, perché bisognerebbe contare la CO2 prodotta per riprodurre le stesse materie prime bruciate anziché riutilizzate o riciclate.

    Per quanto riguarda la svizzera, forse parlano dell’uso degli inceneritori per l’indifferenziato. Ad ogni modo bisognerebbe guardare alle esperienze migliori, non alle peggiori.

    E per fare confronti occorrerebbe avere gli stessi sistemi di conteggio, mentre oggi ogni paese considera diversamente le varie tipologie di rifiuto. Quanto viene assimilato di rifiuto industriale? La raccolta multimateriale ed altri accorgimenti fittizi esistono solo da noi oppure sono comuni in tutt’Europa?

    E se anche, per assurdo, avesse ragione Hera, il problema principale è che Hera dovrebbe essere lo strumento dei cittadini, mentre è vero l’esatto contrario: oggi non possiamo più governare questo carrozzone per fargli fare quello che vuole la gente.

    Allora è meglio abbandonarlo e ripensare ad un consorzio che torni ad essere governato dai cittadini.

  5. Luca Landi dice:

    “Allora è meglio abbandonarlo e ripensare ad un consorzio che torni ad essere governato dai cittadini.”

    Quoto

3 Trackbacks For This Post

  1. Inceneritori anche in Campania: in bocca al lupo! » Il Giornale del Passatore dice:

    [...] a differenza del sig. Veronesi che cita fantomatici studi (che nessuno però ha mai visto) dove sembra che gli inceneritori inquinino “zero”, noi [...]

  2. Il nuovo inceneritore di Forlì: addio alla (mai partita) pre-selezione » Il Giornale del Passatore dice:

    [...] “Paolino” Marani racconta bene una realtà che non viene di certo riportata nei vari giornalini di Hera che presentano l’impianto come un qualcosa di assolutamente all’avanguardia e sicuro [...]

  3. Inceneritori, la grande bufala | Il Giornale del Passatore dice:

    [...] un video che ho creato già da qualche tempo. La lotta contro ogni forma di incenerimento, che portiamo avanti ormai da anni, è arrivata ad un punto di svolta; nessuna persona dotata di buon senso può, alla [...]

 
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