
<<Anche le prostitute devono pagare le tasse>> , questa è la sentenza emanata dalla Commissione Tributaria della Lombardia, nei confronti di una prostituta che non sapeva come giustificare il patrimonio di sua proprietà.
Non sapeva.. o meglio non poteva, mi verrebbe d’affermare. Così come non può una qualsiasi altra prostituta rilasciare una regolare ricevuta fiscale e pagare le tasse allo Stato, c’è chi lo fa ma ciò – non avendo valore legale – non rende possibile comunque il pagamento dei contributi pensionistici.
Sono d’accordo con questa sentenza. Il problema è insito nel fatto che lo Stato non voglia prendere atto di un fenomeno presente dalla notte dei tempi, e semplicemente lo regoli con un apposita legge. Legalizzare insomma.
Un mestiere come gli altri, con notevole incremento di gettito fiscale che andrebbe all’Erario, e che non constringa alla clandestinità, ma che tuteli chi, per una propria scelta consapevole – e non mi riferisco alle migliaia di ragazze sfruttate dalla malavita sulle nostre strade – decide di esercitare. Con questo non si vuole incentivare ad andare a puttane (che brutta parola, le chiamerei “operatrici sessuali”), ognuno risponde ai propri principi, libero di andare come di non andare, poi posso capire che la carne è debole…
Una carta dei diritti e doveri quindi, dove si chiariscano i requisiti per poterlo fare, facendo attenzione alla salvaguardia della salute di chi fornisce il servizio e chi vi accede, e maggiori controlli sia sulle strutture che sul territorio.
E non si dica che se questo non è stato fatto è per colpa della Chiesa Cattolica – che non fa leggi ma afferma principi condivisibili o meno – più che un luogo comune mi pare un pretesto, anche in Olanda essa è presente. Il problema è la testa dei nostri politici così preoccupati a intercettare il voto dei cattolici stessi, non accorgendosi che gran parte dei cattolici è già molto più avanti di loro.
























novembre 25th, 2007 at 5:52 pm
perche’ non riaprire le case chiuse.
tasse,controllo,igiene.
e’ inutile andare contro la prostituzione,c’e’ e ci sara’ sempre
bisogna regolamentarla.inducendo anche i clienti ad abbandonare la prostituzione in strada.
novembre 25th, 2007 at 6:14 pm
mah questa della prostituzione è una storia secondo me piena di malintesi e luoghi comuni. Da un punto di vista liberale-libertario si potrebbe pensare che uno (una) deve essere libero di gestire come meglio vuole il suo corpo, finché non danneggia gli altri, ma è ovvio che la prostituzione ha complicazioni sanitarie e di ordine pubblico che non si risolvono affatto con le cosiddette case chiuse. E’ una favola che quando c’erano le case chiuse tutto era più pulito e controllato (anzi era un bello squallore e sfruttamento!). Certo non sarebbe male togliere la prostituzione dalle strade e dal controllo della crimininalità. Ma non sono sicuro che bastino ricette semplici come quelle di autorizzare le signorine a rilasciare fattura.
(in ogni caso, per chiudere con un po’ di sano maschilismo, un mio amico direbbe che ci sono delle ‘dilettanti’ che non si fanno pagare e che sono anche più brave delle professioniste. insomma non c’è bisogno di mettersi in coda sull’Adriatica…)
novembre 25th, 2007 at 7:28 pm
Le case chiuse sono una proposta, il resto mi sembrano chiacchiere che lasciano la situazione come quella attuale.
novembre 25th, 2007 at 9:23 pm
“Il problema è la testa dei nostri politici” . Qui sta il problema o l’errore? Il problema, che loro risolvono facilmente, non risiede nella testa ma sotto la pancia: frequentando le signorine (con magari l’apporto di diffuse polverine magiche) [signorine che men che meno disdegnano la compagnia e la frequentazione di tali nobili, come storia dimostra] i nostri potenti risolvono egregiamente ai bisogni più intimi, senza nemmeno fare la fila e senza doversi preoccupare della parcella (tranne forse il mite sircana).
E poi: quante sarebbero quelle disposte a pagare le tasse?
E se vogliamo riaprire le casette piacevoli, ci saranno anche quelle rosse? E la tessera sarà a punti o a consumo? E le dimensioni del pene?
Come vedete fratelli, il problema non è di così facile inquadramento.
Fin quando “LORO” potranno tranquillamente ed impunemente frequentare le sorelle in arte, non si porrà il problema del cambiamento; nemmeno con lo sciopero della gnocca.
In un paese in cui persino i cardinali oltrepassano quelle porticine….
novembre 26th, 2007 at 9:10 am
Non sono d’accordo con la riapertura delle case chiuse, anche le sigarette sono illegali ma per pagarle meno si comprano di contrabbando. Le case chiuse non risolverebbero il problema sanitario, in Italia non è possibile obbligare qualcuno a fare esami medici o controlli. Ed una prostituta farebbe carte false per non far sapere se ha preso qualche malattia.
Non penso nemmeno che risolverebbe il problema dello sfruttamento, unico problema da risolvere.
Inoltre basta aprire un giornale di annunci qualsiasi per trovare tutte le “case di accoglienza” che si vuole.
Manca la serietà per affrontare il problema, parlate con un poliziotto o carabiniere sul perchè non vengono arrestate le ragazze. Vi risponderanno che se sono minorenni non possono arrestarle (?!?) e se non lo sono rimangono comunque dentro per due giorni per poi tornare a fare quello che facevano prima.
Finchè il sistema legale è questo…
novembre 26th, 2007 at 10:26 am
la storia insegna che i proibizionismi hanno sempre fallito.
proibire non serve a nulla: se io voglio fumare uno spinello come fare sesso a pagamento non mi interessa se è proibito, lo faccio e basta e nessuno me lo può impedire.
è un discorso vecchio ormai, ma anzichè proibire occorre regolamentare:
vuoi fumare uno spinello? vuoi andare a puttane? vai solo nel punto autorizzato che ti indico io (io=stato) e li sei libero di fare quel che vuoi.
se ti prendo fuori da quel punto ti bastono (non in senso fisico…).
PROBLEMA RISOLTO AL 90%
novembre 26th, 2007 at 10:30 am
“operatrici sessuali” fà sorridere…
non dobbiamo avere paura delle parole: un cieco è un cieco, una prostituta è una prostituta… il senso dispregiativo delle parole è una conseguenza dell’ignoranza.
novembre 26th, 2007 at 1:38 pm
AAAArrgghhh, vabbè, non la pensiamo propio nello stesso modo
Stefano, parliamo di cosa non funziona nella prostituzione:
- tratta di schiave
- malattie
- sfruttamento della prostituzione
- criminalità organizzata
- evasione fiscale
- pedofilia
- degrado sociale
L’unica cosa che (in parte, perchè poi i controlli in Italia non esistono, per cui niente legnate sulla schiena) forse verrebbe limitata è l’evasione fiscale ed il degrado. In cambio, visto che diventa una carriera percorribile, molte ragazze potrebbero scegliere questa nuova occupazione, richiamate soprattutto fuori dal nostro paese come succede in Olanda (non pensate che si prostituiscano le olandesi…). Certe scelte cambiano radicalmente la cultura popolare. C’è un’articolo in proposito sul corriere: http://www.corriere.it/cronache/07_novembre_26/corvi_56b12762-9bef-11dc-84ae-0003ba99c53b.shtml
novembre 26th, 2007 at 2:17 pm
Il tuo discorso non fa una piega, ed in questo hai ragione.
Ma la situazione odierna è ben peggiore, perciò il problema và affrontato.
E’ un tema delicato e molte soluzioni comportano aspetti negativi, ma una strada va percorsa se vogliamo arrivare alla soluzione del problema.
Non penso che a te piacciano le cose così come sono ora, e sarai d’accordo con me che non si può pretendere di eliminare una cosa che esiste da migliaia di anni. Sbaglio?
novembre 26th, 2007 at 2:34 pm
Verissimo! La prostituzione non sparirà mai, su questo non ci sono dubbi. E come dici tu una strada va percorsa, altrimenti è tutto inutile.
Quello che però non funziona è che in Italia non c’è nessun tipo di ARGINE ne per la prostituzione ne per la droga.
Faccio un’esempio, se in Italia arrivano tonnellate di droga e c’è una distribuzione capillare di cui nessuno si occupa, la prima conseguenza è che ci saranno molti clienti (e non gli faccio una colpa, perchè ormai è più facile trovare uno spacciatore che trovare un calzolaio). Se la droga non arriva, o meglio fa fatica, i consumatori abituali almeno si metterebbero il cuore in pace.
Stesso discorso per la prostituzione: finchè la normativa è così scadente continueranno ad arrivare rumene e cinesi minorenni. Peccato che se un 40enne tocca una ragazza italiana di 16 succede un disastro, se invece la ragazza è straniera allora può addirittura “battere”.
Penso che prima dovremmo tentare di combattere l’illegalità (i rumeni sono più numerosi in Italia perchè nessuno controlla loro i documenti), poi dove non si arriva si regolamenta per bene.
novembre 26th, 2007 at 2:52 pm
A mio avviso in quest’ambito bisogna prima offrire un’alternativa legale, poi combattere SEVERAMENTE l’illegalità.
Sarebbe più facile forse.
Se fai la multa a uno che va da una prostituta, probabilmente la volta dopo ci ritornerà.
Se fai la multa a uno che va da una prostituta irregolare, forse la volta dopo andrà da quella regolare.
Sul cambiamento radicale di mentalità: per far desistere una ragazza a scegliere questo mestiere potremmo promuovere grandi campagne contro la prostituzione, ma questo lo facciamo già per bocca della chiesa.
Perciò credo che il problema “mentalità” in questo paese esista fino ad un certo punto.
novembre 26th, 2007 at 7:59 pm
D’accordo anch’io che il proibizionismo non paghi. In genere per ogni cosa è l’abuso che frega, ma non è lo Stato che deve decidere su cosa sia bene e cosa male, ma sta alla libera e consapevole scelta dell’individuo. Lo Stato si deve preoccupare di informare, e semmai la famiglia e la scuola ad educare.