Sono passati 50 anni da quando la cagnetta Laika fu il primo essere vivente a lasciare la terra ed entrare in orbita nello spazio. 10 anni fa l’istituto aerospaziale di Mosca inserì Laika tra gli eroi e i cosmonauti morti in missione della Russia.
Non sappiamo con certezza come morì Laika, la sua fu una missione in cui non era previsto il ritorno; qualcuno dice che sopravvisse qualche giorno, altri che morì dopo soli 20 minuti dal decollo.
Uno degli scienziati che rese possibile il lancio, dopo 50 anni si è detto pentito di avere usato la vita della cagnetta, per quell’esperimento: “ciò che abbiamo imparato, non valeva il sacrificio di Laika“.
Laika era un cane randagio, trovata tra le vie di Mosca, fu scelta per la missione tra altri cani, per il suo carattere docile, quella dolcezza che le costò la vita e la rese immortale tra il firmamento dei grandi esploratori.
























novembre 3rd, 2007 at 11:22 am
Effettivamente a pensarci fa una tristezza infinita….Lassù da sola, chissà cosa avrà pensato? Avrà avuto una paura…
Fa piacere che 50 anni dopo si arrivi alla conclusione che una vita (a chiunque appartenga, uomo o animale) non possa essere sacrificata per alcuna ragione, ma magari pensarci prima?
novembre 3rd, 2007 at 11:46 am
purtroppo l’ambizione dell’uomo supera ogni principio etico. C’era la corsa nello spazio, i russi volevano essere i primi e mandarono in orbita Laika, senza prevederne il ritorno. Dopo di lei altri due cani andarono in orbita, ma questi rientrarono sulla terra. Fu poi la volta di Gagarin che disse: “non so se io sia il primo uomo sullo spazio o l’ultimo cane”.