Reggio Emilia abbandona l'incenerimento per il porta a porta

Pubblicato il 21 September 2007 da Asterix

Un inceneritore

A Reggio Emilia Hera non c’è, si sono fermati a Modena.
C’è un’altra multiutility che si chiama Enìa.
Ivan Strozzi, amministratore delegato della società, presentando il nuovo piano industriale dell’azienda ha ufficialmente dichiarato che si tratterà di “un piano industriale che prevederà per Reggio l’aumento della raccolta differenziata e un impianto di selezione e di condizionamento del residuo”.
In pratica si tratta del trattamento meccanico biologico.
Il cambio di rotta sta nella gestione rifiuti con l’applicazione della raccolta differenziata porta a porta e la cancellazione del nuovo impianto di combustione da 150.000 tonnellate annue che verrà sostituito da impiantistica a “freddo” (che prenderà il posto a sua volta del vecchio forno di Cavazzoli che verrà chiuso tra qualche anno ndr).
A Reggio pensano a crearsi un futuro sostenibile, noi a distruggercelo.
Per leggere tutto l’articolo cliccate qui.

Fonte: Reggio nel web

 

8 Commenti per questo post

  1. nicola dice:

    com’è che dove arriva Hera i costi dei servizi salgono alle stelle?

  2. federico balestra dice:

    Perchè Hera è una società pubblica quotata in borsa.
    Ed il capitalismo italiano insegna che per accontentare gli azionisti “istituzionali” devono fare soldi in qualunque modo.

    Il problema principale è che un’azienda pubblica NON DOVREBBE FARE GLI UTILI CHE FA HERA e NON DOVREBBE RIDISTRIBUIRE DIVIDENDI A NESSUNO, al limite dovrebbe abbassare le tariffe. Che ricordo a tutti, NON SONO STATE ACCORDATE O CONTRATTATE DA NESSUNO.

  3. nicola dice:

    Bravo!!! ovviamente il mio post (H)era provocatorio. Ho potuto appurare l’innalzamento delle tariffe poiché tra le altre cose, tengo la contabilità di tutte le spese che abbiamo nel Parco dove lavoro. Da un anno all’altro vidi un aumento molto anomalo, telefonai pensando a un errore ma la loro risposta fu: “prima vi hanno chiesto poco” e vollero gli arretrati… non sto scherzando!

  4. Alessandro Ronchi dice:

    Anche Enia è una azienda che pensa poco alla raccolta differenziata. E’ stata costretta dall’impegno dei Verdi e dei Comitati che sono riusciti a far partire la raccolta in una zona della città, con altre forze politiche (AN in primis, sostenuta però anche da fette importanti della maggioranza di centro-sinistra) che promuovevano comitati e referendum contro il porta a porta.

    Pinuccia Montanari venne anche a Forlì a parlare della sua esperienza, tutt’altro che facile.

    Per Federico: Hera non è una azienda pubblica. E’ una SPA con maggioranza pubblica, ma sottende al diritto privato ed il suo obiettivo è fare utili, non abbassare le tariffe. I privati che partecipano in Hera potrebbero fare causa agli amministratori, se questo non avenisse. Per questo Hera non è lo strumento adatto a gestire servizi di primaria importanza, e non lo è a maggior ragione quando non c’è concorrenza e quindi stabilisce le regole del gioco forzando la mano contro il porta a porta.

    Le tariffe vengono fatte dall’ATO, che purtroppo è molto debole e molto piegata, strutturalmente, verso il gestore del servizio. Il presidente dell’ATO è Bulbi, tra l’altro.

  5. federico balestra dice:

    Quando scrivo che Hera è un’azienda pubblica quotata in borsa, è proprio per far notare la follia del nostro paese, in cui i privati investono i soldi pubblici per poi incassare dividendi.
    Vogliamo poi parlare di chi nomina il CDA di HERA? O chi deve fare le multe se non rispettano i parametri imposti?

    Hera da ai cittadini gli stessi problemi che da ENEL, ENI, la RAI e tante altre aziende locali (vedi l’areoporto di Forlì).
    Un’azienda quotata in borsa può tranquillamente non dare utili, anche per anni, ma non è questo il problema. Il problema è che il tipo di società non corrisponde alle esigenze dei suoi azionisti, cioè noi cittadini.

    L’ATO in certi casi ha lasciato che in due anni i prezzi di installazione dei contatori (solo per fare un esempio banale) decuplicassero. Non ricordavo che il bravissimo Bulbi fosse il presidente ANCHE dell’ATO, ma quante ore lavora al giorno, 56? :-)
    L’ATO dovrebbe fare gare pubbliche per consegnare gli appalti di gestione di rifiuti, acqua, gas, ecc… non per affidamento diretto ad HERA. Come l’ATR, che dovrebbe fare gare pubbliche degne di questo nome.
    Ma se le società di controllo (ATO), sono controllate sempre dalla stessa entità che investe nella controllata (HERA) e che mette i dirigenti nel CDA (COMUNE)…. che senso ha???

    p.s.: Hera è un’azienda pubblica quotata in Borsa :-) non c’è storia.

  6. Alessandro Ronchi dice:

    Hera è una azienda a maggioranza pubblica, non è una azienda pubblica.

  7. federico balestra dice:

    Era solo una provocazione

  8. Luca dice:

    Vedo che Alessandro è più informato di me sul caso di Reggio Emilia e non mi stupisco se anche li i cittadini abbiano avuto il loro bel da fare.
    Vorrei cmq concentrarmi sul risultato: via l’inceneritore e inizia la PaP con TMB.
    Noi, purtroppo siamo ancora ad anni luce…

4 Trackbacks For This Post

  1. Il Giornale del Passatore » Blog Archive » Il Porta a Porta funziona! dice:

    [...] mezzo Veneto e Enìa, la multiutility di Reggio Emilia, non deciderebbe di prendere questa strada eliminando il loro inceneritore (passando ad una gestione a freddo come il TMB). Molto probabilmente il 29 Settembre (questo [...]

  2. Il Giornale del Passatore » Blog Archive » Riciclare al 100% ora si può dice:

    [...] comunque, anche differenziando al massimo ed inserendo sistemi di trattamento a freddo come il TMB di Reggio Emilia, una piccola parte di rifiuto non riciclabile c’è. Errore: c’era! Al Centro Riciclo di [...]

  3. Riciclare? Che cè vò? » Il Giornale del Passatore dice:

    [...] meno rifiuto indifferenziato produci, meno paghi). Le tecnologie esistono, anche quelle per la gestione dell’indifferenziato che rimane dopo il porta a porta, e ci sono reltà a Treviso (in Veneto, non in Australia!) che sperimentano il riciclo al 100%! Ma [...]

  4. Come risolvere il problema dei rifiuti senza discariche ed inceneritori » Il Giornale del Passatore dice:

    [...] Poi abbiamo detto che l’alternativa erano la raccolta differenziata porta a porta e il Trattamento Meccanico Biologico dei rifiuti; ci hanno chiesto come si faceva a smaltire il restante 10% di materiale non [...]

 
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